Il neofascista Merlino docente per l'esercito, lo sdegno degli ebrei romani

di Marco Pasqua
ROMA - E’ polemica dopo la lezione del neofascista Mario Merlino nella scuola di fanteria dell'esercito, a Cesano, durante un convegno storico. Se l'Anpi (l'associazione dei partigiani) lancia l'idea di un sit-in di protesta nei pressi della struttura militare, il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, si appella al ministro della Difesa e al presidente della Repubblica, affinché «pongano rimedio ad una iniziativa scellerata, che va contro i principi della Costituzione italiana, organizzando un evento analogo a quello in cui è stata data la parola a Merlino». «Riteniamo alquanto bizzarra la decisione dei responsabili di questa scuola di invitare personaggi così controversi - sottolinea Pacifici - L'Italia ha dimostrato di aver intrapreso un percorso profondo e sincero in cui, soprattutto le forze dell'ordine e militari, hanno assunto un ruolo chiave nella trasmissione dei valori della memoria, non solo della Shoah e dello sterminio degli ebrei, ma quella relativa ai danni profondi che ha subito il nostro Paese, dall'avvento del fascismo all'attività che ha privato della libertà i cittadini italiani tutti».

Per questo, Pacifici chiede di «porre rimedio a questo tentativo revisionista della Storia e, a quanto pare, nostalgico, che va contro i principi della Costituzione italiana, la quale esprime attraverso i suoi fondamenti la posizione sul fascismo e sui suoi responsabili: tra questi i repubblichini di Salò, che collaborarono con i nazisti alla deportazione e sterminio degli ebrei e di tutti coloro che dovevano trovare la fine nei campi di annientamento. Siamo certi che quanto prima si possa riconvocare un evento, nello stesso luogo e con gli stessi allievi, alla presenza del ministro della Difesa, dei comandanti della scuola, nel corso del quale si chiariscano questi aspetti e si racconti l’unica versione possibile della Storia».

POLEMICHE
Anche l’Anpi, oltre a proporre di organizzare una manifestazione di protesta, chiede all’Esercito di dar vita ad un nuovo incontro con gli allievi, «in modo che storici competenti possano spiegare chiaramente cosa sono stati per l'Italia il fascismo e la Repubblica di Salò». «Condanniamo con la massima fermezza questo episodio – dice Francesco Polcaro, presidente del comitato provinciale Anpi - poiché attuato davanti a giovani reclute da una istituzione repubblicana come l'Esercito, che fra i suoi compiti ha quelli di ispirarsi e salvaguardare i valori democratici nati dalla Resistenza e dalla lotta di liberazione dal nazifascismo. Nella sua relazione Merlino ha anche utilizzato la presenza di una ex repubblichina del servizio femminile per sostenere le sue tesi di parificazione tra partigiani e repubblichini».

Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, contesta il «coinvolgimento di una figura così controversa, protagonista di anni terribili con i quali il nostro Paese non ha mai chiuso i conti perché gli atti di terrorismo sono rimasti in gran parte impuniti. Non si comprende quale sia la qualifica di Merlino e cosa possa insegnare ai nostri ufficiali. Dalle sue dissertazioni in occasione di questo evento si comprende solo che dobbiamo preoccuparci molto. Presenterò appena possibile un’interrogazione urgente al ministro della Difesa che deve spiegare come sia potuto accadere un fatto così grave». «Una vicenda inammissibile» anche per Jean Leonard Touadi, responsabile sicurezza Pd nel Lazio.
Mercoledì 6 Marzo 2013, 09:56 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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