La protesta dei magistrati onorari: senza porto d'armi siamo a rischio

Un poligono di tiro
«Mentre la giustizia va in pezzi il Ministero della Giustizia si preoccupa di emanare una circolare di ben cinque pagine, datata 16 gennaio 2018, per disporre il ritiro ai magistrati onorari del tesserino di riconoscimento personale valido al fine del porto d'armi senza licenza».  Un modo per «sottolineare che i magistrati onorari non fanno parte dell'ordine giudiziario».

A protestare sono le principali associazioni dei magistrati onorari, la Sei luglio e la Federmot, che ricordano che il tesserino è stato finora rilasciato ai magistrati onorari, in base alla legge che consente il porto d'armi senza licenza ai soli fini di difesa personale, tra gli altri, ai magistrati dell'ordine giudiziario. 
«Con la nota dello scorso 18 gennaio, il ministero della giustizia ha decretato che dopo vent'anni di servizio, i suoi oltre cinquemila magistrati non carrieristi, già privati dei diritti riconosciuti a tutti gli altri lavoratori, vengano anche privati del diritto di difendersi», scrive Raimondo Orrù, presidente di Federmot. 

La legge, infatti, prevede per i magistrati il diritto a dotarsi di un'arma anche senza il porto d'armi. La nuova circolare di via Arenula ha specificato che la regola vale solo per gli "ordinari" che hanno superato un regolare concorso e non per gli "onorari" che partecipano all'attività dei tribunali con compiti sempre maggiormente rilevanti, ma senza un concorso. In alcuni distretti o tribunali dismessi, si trovano ad affrontare consistenti moli di lavoro. 

Il ritiro del tesserino è uno dei motivi di protesta dei magistrati onorari, in sciopero per tutto il mese di gennaio. Un'astensione che finora ha fatto saltare più di ventimila cause, compresi molti processi discussi dai giudici di pace (impugnazione di multe, decreti di espulsione per migranti e così via). 


 
Domenica 21 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:05

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