Treviso, si presentano in 165 per un posto da "stradino". E quasi tutti laureati

di ​ Elena Filini
 Elisa ha 35 anni. Il sogno nel cassetto sarebbe quello di fare l'apicultrice. Siccome però i sogni sono spesso solo desideri, oggi è ai magazzini comunali di Zero Branco, nella nebbia dell'aperta campagna trevigiana, a giocarsi, con altre 164 persone, un posto a tempo indeterminato per collaboratore tecnico al settore urbanistica e territorio, cioè giardiniere, manutentore, operatore ecologico.

Quando il geometra comunale spiega le due prime prove pratiche, sbianca: ghiaino per posa betonelle e istallazione su una piantana di segnale per dare la precedenza. Con Elisa ci sono Alice e altre ragazze: dieci in tutto. A parte una, non sanno in pratica neanche da dove cominciare. «Ma non sono solo le donne - sospira il geometra comunale Alessandro Smaniotto - anche stamattina abbiamo scartato il 60% dei concorrenti. E sono tutti laureati. Ma qui c'è bisogno di gente con competenze pratiche».
Mercoledì 22 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 23-02-2017 20:10

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5 di 15 commenti presenti
2017-02-22 18:24:14
tanto chi vincerà, lo stradino lo farà per poco, con un concorso interno passerà subito in altri lidi
2017-02-22 17:03:50
Oggi è così, ma come sarà il domani per i nostri figli? Personalmente mi auguro che il mio trovi la forza ed il coraggio per andarsene. Io il bamboccione non glielo faccio di certo fare!
2017-02-22 16:18:17
E adesso si facciano avanti quelli che dicono che gli immigrati sono una risorsa perché fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare!. Scusa wellington 2017-02-22 10:51:20 non volevo copiare, è per dire che i cittadini, la popolazione, quelli che i radical-chic chiamano populisti, la pensa allo stesso modo.
2017-02-22 15:35:01
@wellington: avevo scritto un commento molto simile al suo, forse dai toni un po' più accesi ma comunque sempre civili ed educati. Ma probabilmente sono stato troppo schietto e, si sa, in questo Paese, chi dice la verità è d'intralcio e va imbavagliato.
2017-02-22 14:15:57
Non è l'Italia di Renzi o Gentiloni. E' il mondo globalizzato che nel futuro sarà suddiviso in due categorie: quelli che hanno un lavoro e sono sovraccaricati sino allo stress e quelli che non lavorano. Il mondo ormai gira così: del resto in un Paese dove basta attraversare un braccio di mare (Adriatico) per trovare manod'opera a 200 euro al mese (senza contributi e sindacati) che vi potete aspettare se non delocalizzazione, o in via subordinata, manod'opera italiana da sfruttare e remunerare a basso costo? Il mondo è cambiato chi non se ne accorge soccomberà.
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