Lavagna, la madre del 16enne suicida per l'hashish: «L'ho denunciato io, volevo salvarlo»

di Raffaella Troili
Lui sfuggente, chiuso e orgoglioso come un sedicenne. Lei a tratti dolce più spesso rabbiosa, severa come una mamma. Entrambi in crisi, sembra di vederli. Quanto ha ingoiato, e gridato, nel silenzio di casa ogni giorno. E forse si è sentita più piccola e impreparata di suo figlio, per chiedere alla fine aiuto, quella sorta di lezione, alla Guardia di Finanza. Ha alzato il tiro, il giovane è caduto in trappola, risucchiato da candore e sensi di colpa. E si è lanciato dal terzo piano, davanti ai finanzieri che perquisivano casa, mentre la madre in lacrime lo rimproverava assieme al compagno.

Doveva essere un modo per spaventare quel figlio che non andava bene a scuola, fumava e si era perso nell'incanto diabolico e struggente che si chiama adolescenza. Ma è tutto sfuggito di mano. Il malessere era già più forte, il ragazzo che confidava all'amica «tanto finisce tutto male», che come tanti coetanei conosceva il mondo dentro un cellulare e per punizione da un mese non andava a calcio, unica sua passione, ha aperto la finestra, l'ha fatta finita.

UN BLITZ NON CASUALE
Non è stato un caso, il blitz di lunedì a scuola, a Lavagna: le fiamme gialle hanno fermato Giovanni con 10 grammi di hashish dopo che quella stessa mattina, Antonella Riccardi, «la mamma, era venuta da noi in caserma, alle 10,30, perché non sapeva più cosa fare. Aveva provato tante volte a cercare di convincerlo a smettere ma non sapeva più come fare, così abbiamo organizzato il servizio», ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza Renzo Nisi nel giorno in cui si sono svolti i funerali del sedicenne. Ma già i manifesti funebri erano inequivocabili: «Un particolare ringraziamento alla guardia di finanza della caserma di Chiavari».

Come le parole di Antonella sul sagrato: «Un pensiero particolare va alla Guardia di Finanza che ha saputo ascoltare l'urlo di dolore di una madre che non voleva che il figlio si perdesse nella dipendenza». Urlo di dolore che non ha perso la sua prima pura scintilla e si è trasformato in parole meravigliose al funerale del suo Giovanni. Dentro S.Stefano, a Lavagna, levante genovese, davanti a quasi 2mila persone, ancora la madre ha lanciato messaggi accorati, perché altri figli non facciano la fine del suo, tanto desiderato, tanto amato. Ai compagni di scuola, della squadra di calcio Virtus Entella, agli amici.

«CERCATE LO STRAORDINARIO»
«Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi» ha detto guardandoli ad uno ad uno. Come aveva provato a fare col figlio. «Diventate protagonisti della vostra vita e cercate lo straordinario. Straordinario è mettere giù il cellulare e parlarvi occhi negli occhi. Invece di mandarvi faccine su whatsapp, straordinario è avere il coraggio di dire alla ragazza sei bella invece di nascondersi dietro a frasi preconfezionate». E ancora, come se ancora spronasse Giovanni: «Straordinario è chiedersi aiuto proprio quando ci sembra che non ci sia via di uscita.

Straordinario è avere il coraggio di dire ciò che sapete. Per mio figlio è troppo tardi ma potrebbe non esserlo per molti di voi, fatelo. Noi genitori invece di capire che la sfida educativa non si vince da soli nell'intimità delle nostre famiglie, soprattutto quando questa diventa una confidenza per difendere una facciata, non c'è vergogna se non nel silenzio: uniamoci facciamo rete. A cercare i perché ci arrovelliamo. La domanda non è perché, ma come possiamo aiutarci».

A Giovanni ha chiesto perdono. «Perdonami per non essere stata capace di colmare quel vuoto che ti portavi dentro da lontano - così la mamma adottiva - Voglio immaginare che lassù ad accoglierti ci sia la tua prima mamma e come in una staffetta vi passiate il testimone affinché il tuo cuore possa essere colmato in un abbraccio che ti riempia per sempre il cuore». Vicino a lei l'ex marito Marco Bianchi, che il giorno prima aveva detto: «Non sono stato un buon genitore, non ho capito mio figlio».

A celebrare le esequie don Andrea Buffoli, assistente spirituale della Virtus Entella. «Ai ragazzi voglio dire due cose: parlate di voi e della vostra vita, vuol dire farsi volere bene ed essere accolti, non abbiate paura. E la seconda è: noi non siamo i nostri sbagli ma siamo le nostre cose belle. Se n'è andato in modo tragico e assurdo ma voi qui testimoniate il bene che gli avete dato e che da lui avete ricevuto. Questo amore va custodito. È stato un riferimento: una bandiera e come tutte le bandiere per essere animate hanno bisogno di vento». E se ne è andato tra la folla. Furetto spavaldo solo in apparenza.
Giovedì 16 Febbraio 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-02-2017 12:17

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2017-02-16 10:19:05
Adesso questa storia appare un po' diversa da come l'hanno raccontata i sostenitori della legalizzazione. Che dire. Un abbraccio a questi genitori.
2017-02-16 11:56:55
Questione più che mai delicata quella degli adolescenti, difficile da risolvere quando si è genitori. Certo la signora dovrà fare i conti con la scelta che ha fatto di chiamare le forze dell'ordine per educare il figlio e richiamarlo all'ordine. Quando si hanno più frecce al proprio arco meglio chiedere consiglio ad uno psicologo. Mancanza di una cultura sulle droghe leggere sempre additate come il male diabolico e che invece sono più innocue di una denuncia alla polizia. Il moralismo della società fa il resto, sesso, droga e rock'n roll scandalizzano ancora, persino i giovani genitori di questo povero ragazzo che semplicemente crescendo avrebbe guardato con occhi diversi la vita.
2017-02-16 12:06:18
Credo che la mamma del ragazzo non conosca la differenza tra droghe leggere e pesanti da qui la preoccupazione e l'angoscia. Prima di chiamare la GF poteva parlare di questo problema in seno alla famiglia ed eventualmente contattare specialisti del settore. Secondo me denunciando il figlio alla GF il ragazzo si è sentito tradito proprio da chi in quel momento doveva stare a lui vicino la famiglia. Una preghiera.
2017-02-16 12:40:21
Surreale.
2017-02-16 13:45:21
In california (oltre che in tantissimi altri paesi occidentali e guarda caso non nei paesi meno democratici) la cananbis è legalizzata. i ragazzi socializzano, consumano e fanno la loro vita normalmente. ricerche ufficiali dimostrano che chi usa cannabis difficilmente passa ad altro, se lo fa, il motivo va ben al di là dell' usare la cannabis. tutti i tabagisti possono trovare nel consumo di cannabis un fortissimo deterrente per smettere del tutto o ridurre tantissimo (metà almeno) il consumo di tabacco (e qui il monopolio statale se la fa sotto). Parte delle sostanze contenute nella cannabis sono contenute nel latte materno umano e comunque si tratta di molecole 100% naturali, al contrario anche di alcuni medicinali, reperibili e alterabili per ottenere droghe (perchè le vere droghe sono quelle elaborate dall' uomo, non certo ciò che esiste in natura così com'è). Qui in italia invece un minore può essere istigato al suicidio (e personalmente indagherei la madre per questo) per 10 grammi di hashish ma la cosa più grave è che se ne sviscerano emozioni, ragionamenti e giustificazioni come se si parlasse di un eroinomane. questa ignoranza, questo tabù che non permette nemmeno di sapere di cosa si parla, ha ucciso il ragazzo. nuovamente, RIP.
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