Calabria, sorprende intruso in casa armato di coltello e spara: arrestato per tentato omicidio

di Mario Meliadò
Legittima difesa? Eccesso di legittima difesa? A Caulonia, nell’Alto Jonio Reggino, rispetto al “caso classico” della persona che si vede entrare i ladri in casa e reagisce sparando s’è registrata una variante, che ha comunque visto finire dietro le sbarre la vittima del tentato furto.
 
Sabato scorso, poco prima delle 3 di notte, un 27enne s’è introdotto clandestinamente nell’abitazione di un 23enne del luogo – dopo averne forzato il portone d’ingresso –, probabilmente per rubare, anche se altri ipotizzano ben diverse motivazioni di natura personale. Fatto sta che il malvivente, noto pregiudicato della zona, secondo la ricostruzione dei Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica e della stazione cauloniese impugnava un grosso coltello da cucina con cui, salito al piano superiore dell’appartamento, ha ripeutamente colpito la porta d’ingresso della “zona notte” dell’abitazione di via Scaletta San Biagio in cui stavano dormendo il padre di 60 anni, la moglie del 23enne e i due figli in tenera età (un anno e mezzo e 7 mesi appena).

Il giovane non poteva non accorgersi del trambusto: estratto un fucile “calibro 12” dall’armadietto metallico in cui era riposto, ha sparato all’indirizzo dello sconosciuto penetrato in casa sua, ferendolo gravemente alla spalla sinistra e mettendolo in fuga.
 
Il presunto ladro s’è trascinato fuori dall’abitazione: stava perdendo molto sangue, quando i sanitari del servizio “118” l’hanno trasportato prima al Pronto soccorso di Locri e poi, in ragione della gravità delle sue condizioni, agli Ospedali Riuniti del capoluogo di provincia in “codice rosso”, sebbene non in pericolo di vita.
 
Epilogo inatteso, invece, per il padrone di casa: il 23enne – incensurato – che a fronte di un pericolo imminente aveva risposto aprendo il fuoco è stato tratto in arresto per tentato omicidio. Un’accusa sui cui contorni si dovrà far chiarezza molto bene, considerato che già l’antagonista era entrato munito d’arma bianca in casa sua. E in effetti, almeno fin qui, i due diretti interessati hanno fornito versioni del tutto opposte del drammatico episodio: il punto di maggior divergenza riguarderebbe l'intenzione di uccidere da parte del giovane che ha imbracciato il fucile per respingere la minaccia incombente su di lui e sui suoi familiari, oltre che sui suoi averi. 
Ma con ogni probabilità il ragazzo che ha sparato sarebbe finito dietro le sbarre anche se avesse mancato il bersaglio: stando ai militari, fucile e coltello (afferrato dal ladro da uno dei locali al pianterreno) risulterebbero detenuti illegalmente. 
Lunedì 20 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-11-2017 14:58

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 23 commenti presenti
2017-11-21 12:14:54
C'è da dire che non cera intenzione di uccidere, perchè un cal 12 a breve distanza ferisce solo se sono pallini di rimbalzo.
2017-11-21 11:58:43
Meglio un brutto processo che un bel funerale.
2017-11-21 10:02:39
Qui c'è solo la detenzione illegale di arma da fuoco. Se non avesse sparato avrebbe anche potuto ritrovarsi con un coltello piantato nel petto. Alla fine il giovane verrà riconosciuta la legittima difesa ma dopo una diatriba processuale con tre gradi di giudizio che non è mai economicamente indolore.
2017-11-21 07:56:16
Magistratura indecente.
2017-11-21 07:48:13
ma quando e' legittima difesa??????
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