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Italia, allarme obesità infantile: a rischio un bambino su tre

Cattiva gestione dei pasti, poca attività sportiva e il triste primato del Sud

di Giacomo Perra

ROMA - Si confermano allarmanti i dati sull’obesità infantile in Italia: secondo uno studio promosso dal Ministero della salute e dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie, giunto alla terza edizione, nel nostro Paese, infatti, un bambino di 8-9 anni su tre è particolarmente grasso o sovrappeso . Nello specifico, si tratta del 32,3 percento di una popolazione campione composta da oltre 46mila alunni di circa 20mila classi terze della scuola primaria, stima che, seppure leggermente al ribasso rispetto alla rilevazione del 2008, (allora la percentuale fu del 35,2, sommando obesi, 12 percento, e bimbi troppo in “carne”, 23,2, che oggi, invece, si attestano rispettivamente al 10,2 e al 22,1) rinsalda la Penisola ai primi posti della speciale classifica europea sull’eccesso ponderale infantile.

“Okkio alla Salute”. L’inchiesta ha coinvolto tramite l’invio di questionari anche genitori e insegnanti. Tra le cause dell’aumento precoce di peso la principale è naturalmente la scorretta gestione dei pasti: il 9 percento dei bambini intervistati ammette di saltare abitualmente la prima colazione, mentre il 67 percento confessa di concedersi spesso un ricco spuntino a metà mattinata. Altri peccati non certo veniali sono quelli di bere frequentemente bibite gassate e zuccherate (lo riconosce il 43 percento), e di non consumare sufficientemente frutta e verdura.

Sport, questo sconosciuto. A incidere, però, sono anche le cattive abitudini legate al difficile rapporto con l’educazione fisica: il 16 percento dei bambini, infatti afferma di praticare lo sport solamente per non più di un’ora alla settimana. Inoltre gli alunni che dicono di svolgere attività motorie extracurricolari sono passati negli ultimi quattro anni dal 62 al 54 percento. E a dimostrazione di una tendenza preoccupante alla sedentarietà, benché fortunatamente in calo rispetto alle due precedenti indagini, il 36 percento dichiara di passare oltre due ore al giorno davanti alla Tv e ai videogiochi. Pericoloso, poi, è il fatto che i genitori non sempre riescano ad accorgersi delle condizioni dei figli: il 30 percento delle madri di scolari con significativi problemi di peso, ad esempio, non trova che il proprio bambino mangi troppo.

Questione meridionale. Tra le regioni, il triste primato dell’obesità infantile spetta a quelle centromeridionali: in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia si supera addirittura la percentuale del 40 percento; seguono Calabria, Sicilia ed Umbria dove si oscilla tra il 33 e il 40. Il Lazio, invece, come gran parte del centro-nord, si attesta nella percentuale nazionale, tra il 25 e il 33 percento. Chiudono la classifica Sardegna, Trentino e Valle d’Aosta con percentuali inferiori al 25.

Venerdì 22 Febbraio 2013 - 19:07
Ultimo aggiornamento: -
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