Ischia, crolla la chiesa del Purgatorio, danni al Museo archeologico. Inviati gli esperti del Mibact

di Laura Larcan
«Una sola prima buona notizia ce l’abbiamo. La famosa Coppa di Nestore è salva, il tesoro più prezioso dell’archeologia dell’isola di Ischia. Ma per il resto del patrimonio, in queste ore, dobbiamo completare tutte le verifiche e non tutte le notizie sono buone purtroppo». Il prefetto Fabio Carapezza Guttuso è a capo dell’Unità di crisi del coordinamento nazionale del Ministero dei Beni culturali. Dal dramma dei tesori d’arte devastati nel Centro Italia tra il 24 agosto e il 30 ottobre, alla scossa di Ischia, un anno esatto più tardi. Ammette che «proprio non ci voleva, questa nuova tragedia. Ad un anno di distanza da Amatrice e dalle quattro regioni, fa davvero impressione». La settecentesca chiesa del Purgatorio è crollata in larga parte col rischio di aver perso anche le opere d’arte all’interno, e tante sono le chiese che hanno subito danni profondi.
 

Alcuni reperti del Museo Archeologico di Pithecusae, situato nel complesso di Villa Arbusto a Lacco Ameno, sono andati distrutti, e la preoccupazione sale in questo momento per il Complesso archeologico di Santa Restituta. Dalla notte di lunedì scorso Carapezza Guttuso sta guidando la nuova unità di crisi regionale attivata dal ministro Dario Franceschini per verificare i danni al patrimonio storico artistico dell’isola e la sua messa in sicurezza. E il bollettino in queste ore è in evoluzione. Le prime notizie che ci tiene a divulgare riguardano il patrimonio archeologico, dove i funzionari del Mibact hanno potuto verificare i primi dati. Sopralluoghi si susseguono al famoso Museo Archeologico di Villa Arbusto a Lacco Ameno. E’ qui che è custodita la cosiddetta Coppa di Nestore antico vaso dipinto famoso per conservare la lunga iscrizione databile addirittura all’VIII secolo a.C. e considerata una dei più antichi esempi di scrittura alfabetica. Recita: «Io sono la bella coppa di Nestore, chi berrà da questa coppa subito lo prenderà il desiderio di Afrodite dalla bella corona». Un capolavoro che impreziosiva il corredo funerario della necropoli di San Montano a Lacco Ameno. 

I SOPRALLUOGHI. «La coppa è salva - sottolinea Carapezza Guttuso - ma durante la scossa alcuni vasi antichi all’interno del museo purtroppo sono caduti e si sono gravemente danneggiati. Ora stiamo valutando i danni». Le verifiche non sono immediate. Il personale del Mibact può muoversi ora con circospezione negli agli altri luoghi dell’isola: «Ci devono accompagnare i Vigili del Fuoco soprattutto nella zona di Casamicciola dove si registrano i danni maggiori, soprattutto nelle chiese», avverte Carapezza. Sono all’opera molti tecnici dell’unità di crisi, tra architetti, archeologi e storici dell’arte che stanno controllando il territorio («Tutta l’isola è coinvolta») insieme ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. Le chiese appaiono in questa fase i luoghi più a rischio. Come nel caso della Chiesa del Purgatorio: «Qui ancora non siamo potuti entrare, la situazione è molto pericolosa: è crollato il campanile, ma attendiamo a breve il via libera per entrare insieme ai Vigili del Fuoco».

Macerie, polvere, la bella fantasiosa chiesetta originaria del ‘Settecento e rimaneggiata nel 1890 dopo il terremoto del 1883 che aveva devastato Ischia (muoiono 2000 persone). È un monumento importante per gli storici dell’arte perché conserva la tela di Andrea Vaccaro: «È la prima cosa che dovremo portare via», commenta Carapezza. La storia vuole che il quadro del pittore seicentesco napoletano fu l’unico pezzo a salvarsi nel terremoto che distrusse Casamicciola il 28 luglio 1883. L’unità di crisi è in contatto ora anche con la Curia per fare il sopralluogo al Museo di Santa Restituta a Lacco Ameno. E la preoccupazione sale per la delicatezza del patrimonio.
Marted├Č 22 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 22:07

© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti
  • 747
QUICKMAP