Intercettazioni, Berlusconi: tutti spiati
Poi apre a modifiche e rinvio del ddl

Silvio Berlusconi (foto Alessandro Di Meo - Ansa)
ROMA (16 giugno) - Silvio Berlusconi di nuovo all'attacco dei magistrati e della Corte costituzionale. źStiamo tutti spiati, ormai non c'Ŕ pi¨ la libertÓ di parola, questa non Ŕ vera democrazia╗, ha detto oggi il premier parlando di intercettazioni nel suo intervento all'assemblea di Confcommercio. Secondo Berlusconi le intercettazioni coinvolgono complessivamente circa ┬ź7,5milioni di persone┬╗.



In Italia ┬źsiamo tutti spiati, ci sono 150mila telefoni sotto controllo┬╗ e questo ├Ę ┬źintollerabile┬╗, ha sottolineato il premier. ┬źCiascuno di noi parla nel tempo con 50-100 persone e basta moltiplicare 150 per 50 persone, significa che ci sono 7 milioni e mezzo di persone che possono essere ascoltate. Soltanto io - ha detto Berlusconi - sono stato ascoltato da una piccola pretura come quella di Trani 18 volte e puntualmente sono finito sui giornali. Ci rendiamo conto che cos├Č non siamo in un paese civile, non ├Ę una vera democrazia. Non viene tutelata la libert├á di parola. Non possiamo tollerarlo pi├╣┬╗.



┬źSoltanto una piccola lobby di giornalisti e magistrati si oppone┬╗ al ddl, ha sostenuto Berlusconi, dicendosi convinto che sulla legge contro le intercettazioni, quando sar├á in vigore (┬źadesso si parla di metterla in calendario alla Camera a settembre┬╗), caler├á la scure della Corte costituzionale ┬źche, come gi├á si sente dire, la abrogher├á┬╗ su richiesta dei ┬źpm di sinistra┬╗.



Poi Berlusconi apre a modifiche e rinvio del ddl. Al vertice del Pdl tenutosi nel primo pomeriggio a Palazzo Grazioli il presidente del Consiglio ha invece aperto all'ipotesi di slittamento dei tempi parlamentari del ddl intercettazioni. E a questo punto in ambienti della maggioranza non si escludono modifiche su alcuni punti controversi e un rinvio a settembre. Secondo quanto riferito da alcuni partecipanti al vertice, Berlusconi avrebbe posto le basi per un cambiamento di strategia su questo tema. In giornata anche il leader della Lega Umberto Bossi non aveva escluso la possibilit├á di modifiche tramite emendamenti. ┬źC'├Ę spazio: se qualcuno fa qualche emendamento non verr├á buttato nel cestino...┬╗, aveva detto il leader della Lega.



┬źSiamo in presenza di affermazioni scomposte e proposte pericolose da parte del premier e del centrodestra┬╗, ha replicato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. ┬źPresentiamo le nostre proposte perch├ę siamo stanchi di sentire bolle di sapone da parte del Governo e che finiscono sempre in niente utilizzando pretesti per attaccare la Costituzione┬╗.



┬źMi ha fatto impressione come Berlusconi ha contabilizzato in modo strano il numero di intercettazioni dando un'idea da stato di polizia o peggio da grande fratello. Questa idea di terrorismo ad personam non va bene, lascia il tempo che trova┬╗, ha aggiunto Bersani.



┬źIl ddl sulle intercettazioni mette in ginocchio l'attivit├á investigativa
e significa arrendersi alla criminalit├á. Con il depotenziamento di questo strumento investigativo non scopriremo gli autori dei reati┬╗. Lo ha ribadito oggi il presidente dell'Associazione nazionale magistrati Luca Palamara, a Radio anch'io, negando le affermazioni del premier sul numero di telefoni sotto controllo e assicurando che il sindacato delle toghe continuer├á a far sentire la sua voce ┬źcoordinandosi con le forze di polizia┬╗ e ricorrendo anche a ┬źforme di protesta┬╗. ┬źLa privacy non c'entra nulla con il ddl┬╗, ha aggiunto Palamara, spiegando che il problema della pubblicazione di intercettazioni non rilevanti ai fini delle indagini si sarebbe potuto risolvere prevedendo ┬źun'udienza filtro in cui le parti discutono di quello che dev'essere trascritto┬╗.



L'Osce insiste: nostro dovere intervenire. L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha respinto i rilievi mossi dal governo italiano di inopportunit├á della presa di posizione ieri sul ddl sulle intercettazioni, precisando che ├Ę ┬źnormale e consueto┬╗ che l'istituzione faccia sentire la sua voce nei processi parlamentari, ma sottolineando anche che ┬źnaturalmente il Parlamento italiano ├Ę sovrano e indipendente┬╗. Lo ha detto Roland Bless, vice della responsabile per la libert├á dei media Dunja Mijatovic che ieri aveva criticato in un comunicato il ddl. ┬źNoi - ha aggiunto - non abbiamo autorit├á, ma il Parlamento deve sapere che questa legge, se passa, non ├Ę in ottemperanza con gli standard Osce┬╗, condivisi anche dall'Italia, ha aggiunto. Secondo il rappresentante dell'Osce, ├Ę ┬źnormale e consueto che il nostro Ufficio si intrometta nel dibattito parlamentare┬╗ degli stati membri, fra cui anche l'Italia.



Lo scontro sul ddl intercettazioni all'interno del Pdl, con i finiani che spingono per modificare il testo approvato al Senato e ora nuovamente all'esame della Camera, si sposta intanto sui giornali vicini al centrodestra. Il Giornale e Libero attaccano il presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre il Secolo d'Italia chiede esplicitamente cambiamenti al provvedimento e indica quali debbano essere. ┬źFini ingabbia l'Italia┬╗, titola il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.
Mercoled├Č 16 Giugno 2010 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2010 23:25

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