Treviso, infermiera fingeva di vaccinare bimbi e gettava le fiale: 500 a rischio

Fingeva di sottoporre i bambini alle vaccinazioni, registrava la prestazione, e buttava via le fiale non utilizzate. Il sospetto è venuto alle sue stesse colleghe infermiere, perché molti dei piccoli non versavano una lacrima durante le iniezioni (che in effetti erano finte). Nel pieno della polemica sui vaccini in Italia, arriva da Treviso una vicenda surreale. Ai dirigenti dell'Asl che l'hanno sentita nell'indagine interna, l'infermiera, già trasferita ad altro incarico, ha preferito (forse per strategia difensiva) non dare alcuna spiegazione.

L'Asl 2 trevigiana ha ottenuto elementi sufficienti per ritenere che la donna «non abbia eseguito tutte le vaccinazioni che doveva fare», e ha avviato una campagna di richiamo. Sono stati contattati per lettera tutti i pazienti che potrebbero essere senza protezione: 500 persone, tra adulti e bambini. «È un fatto talmente increscioso che ha dell'incredibile - ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Ritengo che sia stato fatto un danno enorme a questi bambini, che adesso dovranno fare i vaccini, e che comunque sono stati sottoposti a rischio». I primi sospetti per quelle vaccinazioni senza pianti erano sorti nel giugno 2016. La donna era giunta da poco a Treviso. La direzione dell'azienda sanitaria era stata avvisata dagli operatori dell'ambulatorio e aveva denunciato il fatto ai Carabinieri del Nas e alla Procura.

L'infermiera aveva vaccinato solo per tre mesi, poi era stata trasferita ad altro incarico. Nei primi giorni dello scorso marzo, il gip del Tribunale di Treviso, su richiesta del Pm, aveva archiviato il caso, «in assenza di ulteriori elementi a carico». L'azienda sanitaria a quel punto ha avviato le proprie indagini, e ha richiamato per accertamenti sierologici alcuni pazienti campione. È emerso che molti dei bambini vaccinati dall'infermiera non avevano sviluppato gli anticorpi. È partita così una nuova denuncia alla procura. L'Asl ha contattato tutti i pazienti interessati, per completare la profilassi. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha chiesto che, se saranno accertate le responsabilità, vi sia «tolleranza zero». «Faremo tutte le valutazioni e gli approfonditi accertamenti - ha detto il direttore generale dell'Asl, Francesco Benazzi - e arriveremo ad applicare una sanzione che potrebbe anche essere, come limite estremo, il licenziamento». Il Procuratore di Treviso, Michele Dalla Costa, ha spiegato che sarà verificata la consistenza dei nuovi indizi trasmessi dalle autorità sanitarie.
Mercoledì 19 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 21-04-2017 20:10

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 31 commenti presenti
2017-04-20 10:46:00
Mettetela in galera e buttate via la chiave.....
2017-04-20 09:17:13
Diceva Einstain .. su l'infinità dell'universo ho qualche dubbio...ma sull'infinità della imbecillità umana NO!.... e se lo diceva lui....
2017-04-20 07:52:34
Curioso che gli esami sierologici siano stati effettuati non appena il procedimento penale si è concluso. Curioso e non credibile.
2017-04-19 22:54:30
Chiaramente una ritorsione al trasferimento... Ma, licenziare, in Italia, è davvero impossibile?
2017-04-19 20:36:21
qui c'è un'infermiera con evidenti problemi e un'ASL che denuncia e fa tutto quello che c'è da fare per salvaguardare i propri utenti, ritengo questo comportamento meritorio chiaramente già nel'articolo si fa riferimento ad un controllo dello stato immunologico, quindi niente vaccini inutili ma solo meritoria azione di recupero
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