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Città della Scienza in fiamme. De Magistris: Napoli è sotto attacco

Il museo interattivo tra i gioielli culturali del capoluogo non esiste più. Si indaga sulle cause del rogo

NAPOLI - Un vastissimo incendio ha praticamente distrutto la Città della scienza, il museo interattivo considerato tra i gioielli culturali di Napoli oltre che uno dei suoi più validi attrattori turistici, con una media di 3 50mila visitatori l'anno. Ancora ignote le cause: unica certezza, al momento, è che all'interno della struttura non c'erano persone, grazie anche alla chiusura settimanale del lunedì. La Procura della Repubblica di Napoli ha posto sotto sequestro l'area. La Polizia ha avviato indagini per accertare le cause del rogo. Per domare l'incendio ci sono volute 13 ore.

De Magistris.
«Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale. Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili», commenta Luigi De Magistris. «Napoli è sotto attacco», scrive il sindaco su Twitter. «Oggi migliaia di ragazzi e bambini di Napoli si sono svegliati piangendo per la distruzione di Città della Scienza».

Origine dolosa.
Non si esclude nessuna ipotesi, tra cui quella dolosa. Gli investigatori ancora non si pronunciano. Gli uomini della Scientifica della Questura di Napoli stanno ultimando i rilievi nella zona. All'esterno della struttura tra i dipendenti si sottolinea come sia molto improbabile che un incendio del genere, così vasto e così rapido, possa essersi sviluppato per cause accidentali e si punta il dito su una pista dolosa che deve però ancora trovare conferma da parte degli inquirenti.

Istituzioni in campo.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ha sentito, in merito alla vicenda dell'incendio della Città della Scienza di Napoli, i ministri della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e dell'Istruzione, Francesco Profumo. Per individuare una soluzione e consentire il rilancio della struttura sarà sentito anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. Una delle soluzioni alle quali potrebbe lavorare il tavolo di oggi in Prefettura a Napoli è quella della formalizzazione dell'area di crisi.

Struttura distrutta.
I danni sono ingentissimi: sopravvivono solo i muri perimetrali, l'interno dei padiglioni è devastato. Il fronte del fuoco era lungo più di un centinaio di metri, e dal rogo si alzava una colonna di fumo visibile da buona parte della città. Dei numerosi padiglioni che componevano lo 'science center', solo uno è stato risparmiato dalle fiamme. Le testimonianze riferiscono di una estensione rapidissima dell'incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili. E così in pochi minuti è andato in fumo un polo - nato dall'intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis - che in una dozzina d'anni aveva guadagnato consensi e credibilità, non solo come luogo dove apprendere praticamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese.

Un sogno in fumo.
Il primo embrione del progetto risale agli anni Novanta; nel 2001 l'inaugurazione del vero e proprio museo interattivo, man mano ampliato da successive realizzazioni. Il tutto nello scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l'era dell'acciaio e dell'Italsider, aveva visto proprio nella Città della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere. Con Città della scienza è come se fossero bruciate stasera anche quelle speranze.

Centinaia senza lavoro. 160 dipendenti sono ora angosciati per il loro futuro occupazionale; gli stessi timori coinvolgono i tanti che lavoravano nell'indotto creato dal museo. L'area distrutta dalle fiamme è stimata in 10-12mila metri quadrati, praticamente l'intero centro, a eccezione del «teatro delle Nuvole», un corpo separato che ospitava rappresentazioni. Il custode racconta di aver visto una colonna di fumo, e di aver dato subito l'allarme: ma in pochi minuti il fuoco ha divorato i padiglioni dall'interno, diventando indomabile. Sono state ore di sgomento anche per tutti gli abitanti di Bagnoli, che temevano di rimanere intossicati dal fumo denso e nero, poi invece sospinto dal vento verso il mare aperto.

Lavoratori in «lutto».
I lavoratori di Città della Scienza, come riferito da Maria Vitolo segretario Filcams Napoli e Campania, «stanno vivendo un lutto e come per ogni lutto è necessario l'elaborazione della perdita». Una perdita che per i lavoratori si elaborerà con l'impegno delle istituzioni tutte affinché «ci sia il più rapidamente possibile la ripresa delle attività e la difesa del loro lavoro». E sul tema lavoro, le sigle sindacali presenti all'assemblea chiedono che sia convocato «il più urgentemente possibile un tavolo in Regione con tutti gli attori coinvolti per discutere di ammortizzatori sociali con cui garantire un reddito ai dipendenti in attesa che le attività riprendano».

Napolitano.
«Ho appreso con grande rammarico della devastante distruzione che ha colpito la Città della Scienza a Napoli. So bene, per averle conosciute e frequentate negli anni, quale valore avessero quella istituzione e quella moderna struttura dal punto di vista culturale e pedagogico», ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlando al telefono con il Direttore del Mattino, Alessandro Barbano. «Al di là dell'accertamento delle cause e delle responsabilità del disastro si pone ai poteri pubblici, anche sul piano nazionale, così come alla comunità scientifica e alla società civile napoletana, il problema di creare le condizioni per colmare un vuoto cos grave e restituire alla città una leva così importante per il suo futuro»

Il Cnr.
«L'incendio di Città della Scienza è una ferita profonda, per Napoli e per l'intera comunità nazionale. In poche ore sono andati distrutti anni di lavoro, di sacrifici, di passione. Ma non dobbiamo, nè possiamo restare fermi». Così il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Luigi Nicolais.

Saviano.
«Dolo o incidente? Da sempre i clan vorrebbero edificare a Bagnoli: le fiamme a Città della scienza sono il fallimento di una Napoli diversa», scrive Roberto Saviano in un tweet.

Martedì 05 Marzo 2013 - 09:04
Ultimo aggiornamento: -
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