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Falcone, 20 anni fa la strage di Capaci
Monti: mai stancarsi di cercare la verità

Il ricordo di Napolitano: «Non possiamo escludere un ritorno alle stragi. Gli assassini di Melissa la pagheranno». A Palermo le navi della legalità

ROMA - Giornata di commemorazione a Palermo per i 20 anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio. A Capaci, sull'autostrada che collega l'aeroporto con Palermo, il 23 maggio del 1992 morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. In via D'Amelio a Palermo pochi giori dopo, il 19 luglio, vennero uccisi Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Ai due magistrati uccisi dalla mafia a Capaci è intitolata la scuola di Brindisi davanti alla quale un ordigno ha ucciso sabato scorso la sedicenne Melissa Bassi. Undici compagne di Melissa sono tra i tremila ragazzi partiti ieri da Napoli e Civitavecchia e arrivati oggi a Palermo, per partecipare alla commemorazione.

L'esempio di Falcone e Borsellino. «La mafia e le altre espressioni della criminalità organizzata restano un problema grave per la democrazia da perseguire con la più grande determinazione e tenacia» sulla strada dell'esempio di Falcone e Borsellino, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Siamo preoccupati per la persistente gravità della pressioe e della minaccia mafiosa, non la sottovalutiamo ma ci sentiamo ben più forti che in quei tragici momenti del 1992», ha continuato Napolitano che durante il discorso si è commosso ripetutamente.

Non possiamo escludere ritorno alle stragi. Che la criminalità organizzata «possa oggi anche tentare feroci ritorni alla violenza di stampo stragista e
terroristico non possiamo escluderlo», ha quindi sottolineato il capo dello Stato.

Napolitano ai giovani: scendete in campo. «La complessità dei problemi da affrontare impone uno sforzo di coesione costante non solo di fronte a questioni emergenziali», come quello della mafia, è poi l'appello del presidente della Repubblica, che ha chiuso il suo discorso a Palermo con un appello ai giovani: «Scendete al più presto in campo - ha detto - per rinnovare la società e la politica».

Assassini Melissa la pagheranno. Il capo dello Stato ha assicurato poi che gli assassini di Melissa «avranno la risposta che si meritano». Infatti «se hanno osato stroncare la vita di Melissa e minacciare quella di altre sedicenni, se lo hanno fatto poi a Brindisi, in quella scuola, per offendere la memoria di una martire come Francesca Morvillo Falcone, la pagheranno e saranno assicurati alla giustizia».

La maglietta con la foto di Falcone e Borsellino. Il presidente della Repubblica, prima di arrivare a Palermo per la commemorazione di Falcone, si è fermato alla stele lungo l'autostrada all'altezza del luogo della strage di Capaci. Napolitano, giunto nell'aula bunker dell'Ucciardone, prima di sedersi ha mostrato agli studenti giunti da tutta Italia la maglietta ricordo con la stampa della foto di Falcone e Borsellino.

Fuori programma al bunker dell'Ucciardone. Durante la commemorazione tre bambini si sono avvicinati al presidente della Repubblica che si è alzato per salutarli. Anche il presentatore ha notato il fuori protocollo e ha fermato per qualche minuto la cerimonia.

Napolitano ha poi deposto una corona di fiori in via D'Amelio per ricordare Borsellino e la sua scorta. Nonostante la pioggia battente, il Capo dello Stato ha voluto commemorare il magistrato con un momento di riflessione sul luogo della strage.

Monti a Palermo. Anche il premier Mario Monti è giunto stamani nel giardino della memoria di Ciaculli di Palermo per rendere omaggio alle vittime della mafia. Con Monti il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri, il capo della polizia Antonio Manganelli.

Mai stancarsi ci cercare la verità. «Non c'è alcuna ragione di Stato che possa giustificare ritardi nell'accertamento dei fatti e delle responsabilità. L'unica ragion di Stato è la verità», ha detto Monti.

Le immagini della strage di Capaci «sono fisse nei nostri occhi da quel giorno, sono impresse nella nostra memoria, non hanno bisogno di essere ricordate. Siamo qui, insieme ed uniti, per tenere viva, nella memoria di tutti, la vita di queste persone. È per le scelte consapevoli e responsabili che hanno fatto nel corso di tutta la loro vita che la mafia ha deciso di ucciderli, scelte tutte ugualmente importanti per dire che non bisogna mai rassegnarsi alla violenza criminale», ha affermato ancora il presidente del Consiglio.

«La loro vita - ha proseguito il premier - è stata un no all'illegalità; un no alla corruzione; un no al ricatto; un no alla logica dello scambio; un no all'inganno di chi promette per poi addossarne ad altri la responsabilità. La loro vita è stata un sì alla giustizia; un sì all'impegno gratuito; un sì alla verità.
Tutti loro sapevano di rischiare la vita, lo avevano messo lucidamente nel conto delle possibilità».

«Giovanni Falcone - ha ricordato Monti - scelse di fare il magistrato a Palermo combattendo seriamente Cosa nostra, studiando quali norme e quali tecniche investigative e quali norme avrebbero fatto più male alle mafie, individuando nell'utilizzo delle indagini economiche e dello strumento dei collaboratori di giustizia le chiavi che, insieme ad una innovativa organizzazione degli organismi inquirenti della magistratura, avrebbero permesso di colpire Cosa nostra in profondità».

Bersani. «Sono trascorsi vent’anni dalla strage di Capaci, dall’uccisione di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, ma quel drammatico evento resta impresso nella memoria come un momento incancellabile che ha segnato in modo doloroso la vita degli italiani - dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani -. Quel dramma rappresenta un punto di non ritorno nella lotta alla mafia, nella difesa della legalità e delle Istituzioni democratiche. Giovanni Falcone è stato un esempio di cosa significa essere uomini dello Stato e di cosa vuol dire servire con rigore e onestà il Paese. Nessuno può dimenticare le immagini di Palermo e quell’autostrada distrutta resta nella memoria come una ferita che non si può rimarginare. A questi eroi va la nostra infinita gratitudine. Abbiamo il dovere - conclude Bersani - di indicarli ai giovani come un riferimento morale: il più alto. Nel loro ricordo rivolgiamo con commozione alle loro famiglie il nostro pensiero».

Le navi della legalità. Sono arrivate stamani nel porto di Palermo, sotto una pioggia battente, le due navi della legalilità con a bordo migliaia di studenti di tutta Italia. Ad accoglierli centinaia di ragazzi. In aria sono stati lanciati decine di palloncini tricolori. Ad aprire il corteo una barca a vela interamente realizzata dall'istituto Nautico di Palermo e dedicata a Francesca Morvillo. Sulle navi le gigantografie di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

«C'e stato un periodo fosco e c'è ancora molto da fare - ha detto Leonardo Guarnotta, presidente del tribunale di Palermo - ma forse siamo alla fine del tunnel grazie anche all'impegno dei magistrati di Caltanissetta che indagano sulle stragi. Questi ragazzi qui oggi che nel 1992 non erano ancora nati ci ricordano che bisogna avere la dignità i essere cittadini e non sudditi». Tanti gli striscioni preparati dagli studenti, su uno si legge: «Benvenuti a casa nostra». E tanti cori fra i quali spicca: «Palermo è nostra e non di Cosa Nostra».

«Non vi fate intimidire, non abbiate paura», ha detto agli studenti il procuratore nazionale antimagfia Piero Grasso. Dal palco, dopo l'arrivo a Palermo, maria Falcone, sorella di Giovanni, ha salutato e ringraziato gli studenti per la grande partecipazione: «Felice di vedere ogni anno sempre più partecipazione». Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha ribadito che «la scuola è viva». «Siamo tornati per non dimenticare» recita il cartello che all'uscita del portellone della nave era sostenuto tra gli altri dal ministro dell'Istruzione e dal procuratore nazionale antimafia. Gli studenti in corteo si sono poi diretti verso l'aula bunker dell'Ucciardone dove ci saranno le commemorazioni. Poi il programma prevede due cortei fino all'albero di Falcone.

La catena umana. Centinaia di cittadini, tenendosi per mano e formando una catena umana, hanno "circondato" ieri sera il palazzo di Giustizia di Palermo per esprimere solidarietà e vicinanza ai magistrati alla vigilia dell'anniversario della strage. Alcuni avevano in mano una fiaccola.

In occasione del ventesimo anniversario della strage di Capaci, l'Fbi dedica sul suo sito un tributo a Falcone, definendolo «un coraggioso avversario della Mafia e uno dei primi sostenitori della cooperazione internazionale nella lotta al crimine organizzato». «Negli ultimi giorni mi trovavo negli Stati Uniti, il ricordo e l'ammirazione sconfinata per questo italiano fanno veramente impressione», ha detto Monti.

Mercoledì 23 Maggio 2012 - 09:02
Ultimo aggiornamento: -
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