«Facebook sta distruggendo la società», l'accusa di un altro ex manager

«Facebook sta distruggendo la società». L'ultima accusa al social network, dopo gli attacchi dell' ex presidente Sean Parker e dell'investitore Roger McNamee, arriva da Chamath Palihapitiya, entrato nel 2007 nell'azienda di Mark Zuckerberg e diventato vicepresidente per la crescita degli utenti. L' ex manager, intervenendo alla Graduate School of Business di Stanford, ha detto di provare «un tremendo senso di colpa» per la compagnia che ha contribuito a creare.

«Penso che abbiamo creato strumenti che stanno facendo a pezzi il tessuto sociale di come funziona la società». Palihapitiya ha puntato il dito non solo contro Facebook, ma contro tutti i social. «I cicli di feedback a breve termine che abbiamo creato, guidati dalla dopamina, stanno distruggendo il modo in cui la società funziona», ha dichiarato riferendosi al sistema di interazioni online basato su «cuori, like e pollici all'insù». Non c'è «nessun discorso civile, nessuna cooperazione», ma «disinformazione, menzogna».

«E non è un problema americano - ha concluso - ma un problema globale». Le parole di Palihapitiya arrivano dopo quelle di Sean Parker, secondo cui i social media «approfittano delle vulnerabilità della psicologia umana» con un meccanismo che crea dipendenza come una droga, e quelle di Roger McNamee, tra i primi investitori di Facebook, che ha imputato al social di alterare le menti della gente a colpi di disinformazione.
Martedì 12 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13-12-2017 10:46

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5 di 27 commenti presenti
2017-12-13 11:14:45
Zuckerberg ha reso un pessimo servizio al' umanità e alla mente delle persone. Già da diversi anni si era compreso dove avrebbe portato il suo Facebook e tutti gli altri (poco) "social" network: a una solitudine degli individui, alla incapacità di parlare e rapportarsi stando insieme e non certo restando tutto il giorno a guardare un display che VOMITA solo scemenze, esibizionismo e che, nei prossimi tempi, creerà molti guai a milioni di coloro che si sono "esposti" on-line, mettendo in piazza il peggio di se stessi. I "social" hanno alimentato i lati peggiori del' individuo, specialmente nei giovani e giovanissimi, che sono bombardati e rintronati dalle menzogne da loro stessi create, e fagocitati da illusioni, trappole e dai pericoli che esistono in rete con l' uso improprio di tali mezzi. Con inutili informazioni riservate, fini a se stesse, al desiderio di "apparire" e capaci di indebolire le loro già non troppo istruite menti, con l' unico risultato certo di problemi (gravi) per loro in futuro. Il tutto per il risultano unico e finale di alimentare i consistenti conti correnti di Zuckerberg & Soci. Il pianeta può vivere bene, anzi, meglio, senza Facebook e il suo proprietario miliardario, che prende solo e non da nulla in cambio.
2017-12-13 08:33:43
Ancor peggio: credo che l'avvento degli automatismi, dei robot, nelle fabbriche, nelle aziende, sta distruggendo davvero un tessuto sociale ed economico. Ho cominciato a pensarlo fin dal primo annuncio dell'ingresso dei robot in una grossa azienda, che prima dava lavoro a decine di migliaia di italiani, ora multinazionale ma da lavoro a pochissimi, sia in Italia che all'estero. Laddove prima per fare un'auto occorreva il lavoro di un centinaio di persone e più, adesso basta una macchina a fare tutto e solo un essere umano che interagisca soltanto accendendo o spegnendo un interruttore: L'uomo praticamente non fa più nulla. Quanto a Facebook, ha una grande utilità quando serve per ritrovare persone lontane. Per comunicare preferisco il buon vecchio telefono, non il cellulare, ma il classico telefono a filo, perchè nulla emoziona quanto sentire la vera voce di una persona al di la del filo. Ho due cellulari perennemente spenti dentro una borsa. Detesto i cosiddetti like e le catene di Sant'Antonio web, e peggio ancora detesto le bufale web, create apposta per screditare e infangare una persona. Gli webeti sono una nuova specie umana che spero si estingua presto.
2017-12-12 21:42:11
Non è una cosa ineluttabile. Non è un precetto divino. Non è neppure obbligatorio per legge. Parlo del registrarsi su un sito sociale. È qualcosa che non mi è mai lontanamente parsa intelligente. Roba per esibizionisti, frustrati, sfigati di ogni risma, sfaccendati e mantenute. Ergo, di che stiamo parlando? Il difetto non è nei siti. Ma in coloro che li frequentano. Volontariamente...
2017-12-12 21:37:49
peccato che questi alti manager abbiano guadagnato alte buone uscite, stoke options e benefits; la morale a panza piena vale poco.
2017-12-12 21:32:08
tutti inteli ma TUTTI SCRIVETE SU DAI RAGIONE.
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