Equitalia, stop espropri sulla prima casa
rateazione ampliata e aggio ridotto

di Michele Di Branco
ROMA - Giù le mani dalla casa. E tempi più lunghi per pagare. La modesta popolarità di Equitalia tra i contribuenti italiani trova una solida sponda in Parlamento. La commissione Finanze della Camera guidata da Daniele Capezzone, con una risoluzione approvata all'unanimità, ha chiesto al governo di imporre al temuto concessionario della riscossione (13 miliardi di incasso nel 2012) un deciso cambiamento di rotta nelle strategie di recupero dei crediti. In poche parole: c’è la crisi, molti morosi sono in difficoltà e serve un approccio più morbido. Nel documento si chiede infatti al governo di introdurre elementi di «maggiore flessibilità» e di intervenire «per evitare che gli strumenti della riscossione possano pregiudicare la sopravvivenza economica del soggetto debitore, salvaguardando in tal modo gli stessi interessi erariali». E ancora, andranno ricercate «soluzioni che consentano un rientro più graduale del debito, prevedendo criteri obiettivi e non discrezionali nella valutazione della situazione economico-finanziaria del contribuente».

SALVA L’ABITAZIONE

La maggioranza ha così dettato al premier Enrico Letta una serie di cose concrete da fare. A cominciare dall’esclusione di ipoteche ed espropriazioni sulla prima casa se si tratta dell’unico patrimonio di cui dispone il contribuente. Ma nel documento trova spazio anche la richiesta di estendere i tempi della rateazione con la possibilità (in presenza di una «comprovata e grave difficoltà a causa della crisi economica») di sospendere il pagamento per un periodo di sei mesi. E ancora stop al principio del pagamento anticipato (quello che in gergo tecnico si chiama solve et repete) in base al quale il contribuente che presenta ricorso deve comunque versare un terzo dell'importo contestato dal fisco, salvo poi vederselo restituire se dovesse avere ragione. Ma anche la pignorabilità fino a un massimo di un quinto dei beni utilizzati dall'imprenditore per la propria attività.
Come si vede, riforme senz'altro capaci far respirare i contribuenti. Rischiando però al tempo stesso di tagliare le unghie a Equitalia. Tra i punti caldi della risoluzione (rivendicata dall’ex ministro Raffaele Fitto come un «tassello importante del programma del Pdl a sostegno delle famiglie che si aggiunge alla sospensione dell'Imu») c’è anche la questione spinosa del compenso che finisce nelle casse di Equitalia.

MENO INTERESSI

Dall’inizio del 2013, il cosiddetto aggio è stato ridotto all’8% (anche se sugli accertamenti esecutivi è comunque rimasto fermo al 9%). Tuttavia sulla proporzionalità dell’aggio rispetto ai reali costi sostenuti dall’esattore si aspetta il giudizio della Corte costituzionale. Tanto che i parlamentari chiedono una ulteriore riduzione. Sempre sul fronte dei costi, la camera chiede un intervento sugli interessi di mora , appena aumentati al 5,2% (con un rincaro di circa il 15%) e per evitare ogni forma di anatocismo (cioè gli interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora). Quanto alle questione della riscossione locale, i parlamentari chiedono al governo di valutare una proroga del rapporto, che dovrebbe interrompersi il 1° luglio, tra Comuni ed Equitalia.
Giovedì 23 Maggio 2013, 09:07 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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