E' morto Umberto Eco: la cultura italiana in lutto

La cultura italiana è in lutto. È morto lo scrittore, filosofo e semiologo Umberto Eco. Aveva 84 anni. Tra i suoi successi letterari «Il nome della rosa» e «Il pendolo di Focault».

Umberto Eco è nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932. Nel 1988 aveva fondato il Dipartimento della Comunicazione dell'Università di San Marino. Dal 2008 era professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna.

 

Il ricordo del premier Renzi. Profondo cordoglio per la scomparsa di Eco è stato espresso ai familiari dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro», sottolinea Renzi che con lui si era intrattenuto a Milano, a Expo, lo scorso giugno assieme al presidente francese Francois Hollande, proprio sui temi della identità europea, dell'innovazione scientifica, della memoria e della lotta contro l'intolleranza. «Una perdita enorme per la cultura, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità», conclude il presidente del consiglio



Umberto Eco ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo. Dal 12 novembre 2010 era socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche. L'ultimo suo libro, pubblicato nel 2015, proprio il giorno del suo compleanno è stato "Anno Zero" , pubblicato da Bompiani.
Sabato 20 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 08:18

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1 di 1 commenti presenti
2016-02-20 07:30:15
Umberto Eco, grande scrittore, grande mente. Ma un certo grado di megalomania di tipo nazista, l'ha comunque avuto. Mettere alla berlina i poveri "imbecilli" (che saremmo la stragrande maggioranza di tutti noi, cioe`, il popolino, il popolo bue) che usano internet, che per lui, sono sullo stesso piano dei grandi premi nobel, lo colloca in uno dei gironi danteschi, dove internet lo usano solo i grandissimi come Eco, Hitler, Stalin, Pol Pot, Nerone, Diocleziano, l'ISIS, Bokassa, Balotelli, Boldrini, Berlusconi, Renzi e Napolitano. E Casalegno!
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