Caso Consip, Colangelo difende Woodcock: «Nessuna violazione», ma il Csm va avanti con le indagini

Henry Woodcock
Per quattro volte l'ex procuratore di Napoli, Giovanni Colangelo, rispondendo alle domande della prima commissione del Csm, ha ribadito che la gestione dei fascicoli Consip-Cpl Concordia da parte di Henry John Woodcock è stata corretta.
 Per tre ore l'ex magistrato ha ricostruito le varie tappe dell'inchiesta, a tratti accalorandosi. «Pure Roma ha archiviato la cosa», avrebbe detto a un certo punto, riferendosi alla richiesta di chiudere il fascicolo su Woodcock per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. Una vicenda, quest'ultima, legata a notizie riservate finite sulla stampa nei giorni in cui l'inchiesta Consip - storia di appalti e presunta corruzione, ma anche di fughe di notizie e veleni - viaggiava da Napoli a Roma per competenza territoriale. Ma per alcuni componenti del Csm restano «zone d'ombra» e «circostanze che vanno ulteriormente verificate e chiarite» anche alla luce dell'audizione di Colangelo e di nuovi atti acquisiti. La prima commissione stabilirà lunedì come procedere e definirà un nuovo calendario di audizioni, nel corso delle quali potrebbero essere ascoltati altri sostituti della procura napoletana o riascoltati soggetti già auditi. L'accertamento, fra l'altro, potrebbe estendersi al periodo successivo all'era Colangelo, andato in pensione a febbraio, al quale è seguita la reggenza affidata all'aggiunto Nunzio Fragliasso. Per Woodcock, quindi, il caso non è chiuso: oggi, infatti, sarebbero emerse alcune discrepanze rispetto alle dichiarazioni rese al Csm in altre audizioni. In particolare, anche rispetto a quanto dichiarato nelle scorse settimane dal procuratore aggiunto di Napoli Alfonso D'Avino.
 Quando si trattò di affidare l'inchiesta, D'Avino chiese che Consip-Cpl Concordia fosse affidata al pool da lui coordinato, che segue i reati contro la pubblica amministrazione. L'inchiesta andò invece al pool che si occupa di criminalità organizzata e Woodcock. Scelta corretta, sostenne Giuseppe Borrelli, altro procuratore aggiunto della Dda di Napoli, quando fu sentito dal Csm. Negli accertamenti che l'organo di autogoverno delle toghe sta conducendo, entra anche la fuga di notizie sulla telefonata tra Renzi e il generale della Gdf Adinolfi, finita sui giornali. E tra i documenti acquisiti in queste ultime ore dal Csm, che aveva richiesto alla procura di Napoli e a quella di Roma, c'è anche l'interrogatorio di Adinolfi. È stato acquisito inoltre l'interrogatorio di Rosita D'Angiolella, giudice al tribunale di Milano, ritenuta amica di Alfredo Romeo, l'imprenditore accusato di corruzione nell'inchiesta Consip, e anche lei indagata dai pm napoletani; e l'interrogatorio di Filippo Vannoni, ex consigliere di Palazzo Chigi, che Woodcock nel dicembre scorso avrebbe ascoltato come persona informata sui fatti e non come indagato, sebbene già ci fossero elementi per la sua iscrizione, atto poi compiuto dai pm romani. Vannoni è stato indicato dall'ex ad di Consip, Luigi Marroni, tra le persone che lo informarono di un'inchiesta in corso. La mancata iscrizione di Vannoni è al centro anche di una contestazione disciplinare mossa a Woodcock dal Pg della Cassazione.
Gioved├Č 12 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 23:11

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