Corruzione e sentenze comprate: 15 arresti, anche un magistrato

di Valentina Errante
Quindici arresti, nomi eccellenti tra i quali figurano l'avvocato siciliano Piero Amara, l'imprenditore Enzo Bigotti, indagato nell'inchiesta Consip, l'avvocato Giuseppe Calafiore, socio e collega di Amara, il notaio Giambattista Coltraro, ex parlamentare siciliano eletto nella lista Movimento popolare per Crocetta, il professore universitario della Sapienza di Roma Vincenzo Naso. Due inchiete parallele, una della procura di Roma, l'altra della Dda di Messina. In entrambe, sono state disposte misure cautelari nei confronti di Amara, l'avvocato accusato di avere comprato sentenze amministrative a vantaggio dei suoi clienti e depistato alcune indagini, inclusa quella sulle tangenti Eni della procura di Milano.

LE ACCUSE
Associazione per delinquere, corruzione, falso, intralcio alla giustizia sono i reati contestati a vario titolo. Secondo l'accusa, negli ultimi cinque anni, gli indagati sarebbero riusciti a condizionare anche alcuni processi civili e avrebbero tentato di depistare alcune inchieste. Tra le accuse anche l'evasione fscale e le false fatturazioni.

L'INCHIESTA DI MESSINA
L'inchiesta di Messina riguarda un'attività di spionaggio delle indagini e ha portato all'arresto dell'ex pm Giancarlo Longo, fino a qualche mese fa pm alla procura di Siracusa e poi trasferito, per motivi disciplinari, al tribunale civile di Napoli. Longo, scrive il Gip nella misura cautelare emessa a suo carico, «in qualità di pubblico ufficiale svendeva la propria funzione». Ancora: «Ha dimostrato di possedere una personalità incline al delitto, perpetrato attraverso la strumentalizzazione non solo della funzione ricoperta, ma anche dei rapporti personali e professionali». «La gravità delle condotte da lui poste in essere in qualità di pubblico ufficiale che svendeva la propria funzione, - prosegue - concorreva alla redazione di atti pubblici ideologicamente falsi, si faceva corruttore di altri pubblici ufficiali, con piena accettazione da parte degli stessi, che venivano per giunta da lui remunerati con soldi pubblici, intratteneva una rete di rapporti dall'origine oscura e privi di apparente ragion di essere oltre che, in certi casi, contraria ai più elementari principi di opportunità, depone nel senso della assoluta insufficienza a contenere il pericolo di reiterazioni criminosa attraverso misure diverse e meno afflittive della custodia cautelare in carcere». Il magistrato avrebbe aperto fascicoli, su inchieste già in corso, per ottenere informazioni dai colleghi e fornirle ad Amara. Tra le contestazioni, gli ottantottomila euro, oltre a una vacanza a Dubai per l'intera famiglia, che Amara avrebbe pagato a Longo per ottenere informazioni su alcuni procedimenti in corso, come quello milanese su Eni, con il successivo tentativo di depistaggio.

L'INCHIESTA DI ROMA
Tra gli indagati per associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale c'è anche il nome di Umberto Croppi, l'ex assessore del Comune di Roma. Indagato per concorso in corruzione, invece, l'ex presidente della IV sezione del Consiglio di Stato Riccardo Virgilio, per il quale il gip di Roma ha respinto la richiesta di misura cautelare per mancanza di esigenze cautelari (è in pensione). Secondo l'accusa, avrebbe emesso una serie di provvedimenti favorevoli ai più importanti clienti di Amara. Le manette sono scattate invece per l'imprenditore Fabrizio Centofanti, mentre si trova ai domiciliari l'imprenditore Enzo Bigotti.


 
Martedì 6 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07-02-2018 07:58

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 20 commenti presenti
2018-02-07 08:22:24
a quanto pare e senza generalizzare, si nota benissimo che questo infettante virus del rubare... e' in continuo pricoloso dilagare, risultato: lo stato, (quale stato?), la scuola e la famiglia hanno fallito..."democraticamente".
2018-02-07 05:45:00
questo articolo l'avremmo dovuto vedere come primo titolo e non in quarta fila altrimenti si capiscono tante altre cosette
2018-02-07 05:30:41
considerato il grado di corruzione che abbiamo raggiunto, considerata la diffusione del fenomeno, i pochi onesti rimasti, non hanno più speranza di ristabilire la legalità. La seduta è sciolta, dichiaro chiuso l'argomento
2018-02-06 21:42:33
la giustizia amministrata dai giudici e dagli avvocati...aggiungerei con il beneplacido della politica non e' assolutamente piu credibile!!! giudici ? mi trattengo ne avrei tante da dire!
2018-02-06 21:37:17
Il massimo della pena. Non c'è altra soluzione per scoraggiare questi miserabili "servitori dello Stato". Inutile dire che il magistrato e il prof universitario devono essere licenziati in tronco.
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