Charlie Hebdo, la rabbia dei terremotati: «Non rispettano il dolore, è come un calcio in faccia»

di Renato Pezzini

dal nostro inviato
AMATRICE Ci sarebbe altro a cui pensare che non a una vignetta macabra e malriuscita, ma Stefano Belà proprio non ce la fa. La guarda e la riguarda mentre gli si arrossano gli occhi: «Bastardi». Non sa che il web ha dato fuoco alle polveri mettendo sotto processo Charlie Hebdo, né che l'Ambasciata di Francia ha chiesto scusa e che lo stesso giornale satirico ha cercato di riparare in modo sgangherato con una nuova vignetta che offre «una lettura politica» della precedente: «Non è questione di libertà di stampa, ma di rispetto. E loro non sanno neppure cosa sia».

«QUESTI I FRATELLI FRANCESI?»
Stefano la notte del 24 agosto ha tirato fuori dalle macerie la nonna Adele, morta. Ieri per sovraprezzo gli hanno dato la notizia che il cadavere di sua zia Annunziata è stato riconosciuto fra le vittime senza nome. E ora lui se ne sta in una piccola frazione di Amatrice San Tommaso con la compagna e 80 pecore da accudire, dorme nelle tende da campeggio con la piccola comunità di amici che insieme provano a ripartire: «Questa sarebbe l'Europa? Questi sarebbero i nostri fratelli francesi?».
Il Commissario Vasco Errani, fra una riunione e una visita a una tendopoli, si ferma per dire la sua. Da due giorni deve fare i conti con i volti dolenti di chi ha perso parenti, amici, la casa e magari anche il futuro: «E sono certo che questa gente vedendo una vignetta del genere abbia una sofferenza ulteriore». Ed è così. Poi si può discutere di tutto, della libertà di stampa e della libertà di satira, ma le belle teorie non leniscono neanche un po' l'indignazione di chi si sente gratuitamente oltraggiato in questi giorni di dolore acuto.
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Sabato 3 Settembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 07:49

© RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2016-09-03 16:43:14
Questo ├Ę anche vero, ma non ha niente da fare con l'articolo. Questa vignetta fa soltano schifo!
2016-09-03 14:01:09
Il calcio in faccia ai terremotati glieli hanno dati quei politici che, per mero consenso temporale, hanno distribuito a pioggia alimentando la speculazione e ruberie senza risultati sulla messa in sicurezza: pensate a cosa sarebbe successo se la scuola di Amatrice fosse crollata in tempo di scuola, ecco i veri calci in faccia !!!. Grazie
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