Gli angeli di Rigopiano traditi dal cambio turno: Bucci e De Carolis non dovevano essere sul velivolo

di Stefano Dascoli
CAMPO FELICE (L'AQUILA) Walter Bucci e Davide De Carolis, abruzzesi di L'Aquila e Teramo, su quell'elicottero non dovevano esserci ieri mattina: due cambi turno hanno disegnato un destino tragico. Ettore Palanca, romano, aveva scelto Campo Felice per trascorrere il suo giorno di riposo: il suo infortunio sulla neve ha innescato il drammatico schianto dell'elisoccorso del 118 dell'Aquila. Sono tre delle sei storie di questa assurda vicenda, di un velivolo che si alza come tante volte, atterra sulle piste da sci, soccorre un ferito, ma al momento del decollo percorre pochi chilometri e si schianta.

L'INFORTUNIO
Tra le vittime c'è, appunto, il romano Ettore Palanca, 50 anni, sposato con Roberta, un figlio piccolo. Il suo è un destino doppiamente sfortunato. Si è infortunato mentre sciava, riportando la frattura di tibia e perone. Una volta visitato, la centrale del 118 dell'Aquila ha optato per l'intervento dell'elicottero. Quell'elicottero che avrebbe dovuto soccorrerlo e che invece si è trasformato nella sua tomba. Ettore lavorava come maitre al ristorante L'Uliveto del Rome Cavalieri, l'albergo a cinque stelle di Monte Mario. La moglie è una sua collega, al front desk. Uno strazio nello strazio: ha saputo della morte del marito mentre era al lavoro. Capelli brizzolati, tifoso della Juventus, era attaccato alla famiglia e appassionato di sport: Ettore amava la corsa, che lo aveva portato a partecipare alla Roma-Ostia, e il calciotto. Ma soprattutto amava la montagna. «Proprio l'altro giorno mi ha detto che sarebbe andato perché amava sciare, mentre non gli piaceva molto il mare. Era un tipo allegro, salutava sempre tutti» ha ricordato ieri un suo collega.

L'EROE DELLA MONTAGNA
L'Abruzzo, ovviamente, ha pagato il prezzo più alto. Tra le sei vittime c'è Walter Bucci, una sorta di eroe della montagna: centinaia di interventi alle spalle, una disponibilità e una passione che non hanno mai conosciuto confini. Un dato, su tutti: era stato tra i primi ad arrivare a Rigopiano, una volta appresa la notizia della valanga che ha spazzato via l'hotel. Lì era rimasto ulteriormente, per giorni, come medico del 118. Rianimatore, 57 anni, sposato e con due figlie, ieri non doveva essere su quel volo: fatale è stato un cambio turno. Stessa sorte per Davide De Carolis, il 39enne teramano, sposato e con una figlia piccola, che a 13 anni era già nel Cai e a 21 gestiva un rifugio sul Gran Sasso. Anche la sua è stata una vita tutta dedicata alla montagna: gestiva un ristorante nella sua Santo Stefano di Sessanio che, sebbene sepolta dalla neve, non ha esitato ad abbandonare nei giorni scorsi per andare a scavare a Rigopiano. A Roma aveva trascorso la sua infanzia Giuseppe Serpetti, 58 anni, aquilano. Un omone buono cresciuto con la passione del soccorso in elicottero, coltivata fin da giovanissimo. Lascia la moglie Lucia e due figli piccoli, di 7 e 8 anni. Alla guida dell'elicottero c'era Gianmarco Zavoli, 47 anni, di San Giuliano a Mare (Rimini), dove viveva. Pilotava l'Agusta modello Aw139. Era un appassionato ciclista, iscritto alla Cicli Matteoni. Nel tempo libero partecipava a escursioni su strada con il team amatoriale. Mario Matrella, 42 anni, di Foggia, tecnico di volo, era l'esperto del verricello. Viveva a Putignano, in provincia di Bari. Lascia la moglie e quattro figli. Dipendente della Inaer Aviation spa, ma con un passato da tecnico dell'Alidaunia, faceva parte anche del soccorso alpino.
Mercoledì 25 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 26-01-2017 12:35

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5 di 5 commenti presenti
2017-01-25 16:51:48
Commentare con il senno del poi √® facile. Certo muovere un elicottero per una frattura alla gamba sorprende. Ma non sappiamo il motivo per cui l'elicottero sia intervenuto. Sar√† appurato dall'inchiesta. Cos√¨ come andare a sciare in questo periodo in una zona di cui si parla tanto per diversi eventi tragici. Parlare quindi con il senno del poi √® facile. Il presente √® questo e delle persone che hanno dedicato gran parte della propria vita agli altri purtroppo adesso non ci sono pi√Ļ.
2017-01-25 14:48:34
Premetto anch'io che con il senno del poi forse tante situazioni non si tramuterebbero in tragedia. Nella mia ignoranza riguardo lo sci mi chiedo se in quel luogo specifico era necessario per l'infortunio del ragazzo, si parla della frattura di una gamba, l'intervento dell'elicottero oppure poteva essere trasportato in ospedale su una semplice ambulanza.
2017-01-25 13:18:13
Premesso che col senno di poi è facile parlare. Ma è sorprendente che non sia stata disposta la chiusura delle piste da sci (che è un'attività ludica tutto sommato) in questi giorni nei quali la macchina delle emergenze doveva occuparsi di ben altro che soccorrere sciatori infortunati. Spiace per i poveri morti e per lo sciatore soccorso 'ché anche lui ci ha rimesso la vita. Una morte, per soccorritori e soccorso, beffarda e inutile. Speriamo che serva di lezione per il futuro.
2017-01-25 13:09:06
muovere un elicottero per una gamba rotta come fosse un codice rosso visto dalle immagini che le strade erano transitabili non è che vi è stata una leggerezza ?
2017-01-25 12:22:10
Che retorica ridicola. Quei due non dovevano esserci, era meglio che ci fossero stati altri due, un po' meno eroi e un po' meno abruzzesi.
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