Monza, il giallo del tallio: morti padre e figlia, si aggrava la madre, in osservazione la badante. Pm ordina le autopsie

di Claudia Guasco
MILANO Forse i piccioni, oppure il cibo, o ancora l’acqua. E’ un giallo la contaminazione da tallio che sta avvelenando un’intera famiglia. Dopo la morte di Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, e della figlia Patrizia, 62 anni, è in serio pericolo di vita la madre Gioia Maria Pittana, 87 anni, mentre si sono aggravate le condizioni della badante dell’anziana coppia, Serafina Pogliani, 49 anni, ora ricoverata in osservazione.

AUTOPSIE
Sono ormai una decina le persone sotto osservazione: i cinque parenti dei Del Zotto residenti in provincia di Udine che hanno frequentato la casa di Varmo, dove ad agosto la famiglia di Nova Milanese ha trascorso le vacanze, e gli abitanti della zona. La Procura di Monza ha disposto l’autopsia sui corpi di Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto, per far luce sulla loro morte. Il fascicolo sui decessi è sul tavolo del pm Vincenzo Nicolini, ad aiutare gli inquirenti nelle indagini saranno proprio le indicazioni dell’esame medico legale, a seconda che residui del metallo pesante vengano rinvenuti nei polmoni o nel fegato di padre e figlia. Da ciò si potrà stabilire se l’avvelenamento da tallio sia avvenuto per inalazione o ingestione. Dapprima si è seguita la pista del fienile infestato dai piccioni nella casa delle vacanze, ora si fa strada quella del pozzo della famiglia. «La casa è molto vecchia, non passa l’acquedotto comunale - spiega Sergio Michelin, sindaco di Varmo - Si tratta di un pozzo privato, nei prossimi giorni dopo gli accertamenti si saprà qualcosa di più». Nel borgo di Varmo non esiste l’acquedotto e l’approvvigionamento del bene idrico, per ogni necessità, è garantito proprio da questi pozzi, molto diffusi. E’ possibile che l’acqua sia stata inquinata da escrementi di piccione, magari durante le forti piogge di agosto? Può essere, dicono gli investigatori, tuttavia un vicino di casa usa lo stesso pozzo di casa Del Zotti e sta bene. Dubbi anche su una possibile concentrazione di tallio nell’aria nella casa delle vacanze, usata esclusivamente per le ferie, in estate e a Natale. Un parente la tiene areata tutto l’anno, e sta bene anche lui, come il resto dei residenti stabili di questo borgo, una piccola realtà agreste che conta meno di dieci case. I tecnici dell’azienda sanitaria stanno eseguendo anche dei campionamenti sul cibo e gli alimenti consumati in agosto a Varmo e al loro ritorno nell’abitazione di Nova Milanese.

SINTOMI SIMILI ALL’INFLUENZA GASTROINTESTINALE
Il tallio, elemento contenuto anche negli escrementi di piccione, è un veleno che colpisce raramente in Italia, ma una volta entrato nell’organismo è molto difficile da eliminare. Spiega Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia: «Nel nostro centro abbiamo al massimo un caso l’anno, anzi forse meno. E’ una sostanza che una volta era una causa più frequente di avvelenamento perché veniva usato come topicida, poi è stato proibito dall’Ue. Ci sono stati dei casi a volte criminosi di avvelenamento, a volte un uso accidentale di prodotti che non si dovevano utilizzare, magari comprati da Internet. E’ presente anche in alcuni dispositivi elettrici ed elettrotecnici». Il tallio, precisa l’esperto, è un veleno molto potente, tossico sia per inalazione che per ingestione, difficile da diagnosticare e trattare, anche se esistono dei farmaci che lo “estraggono” dall’organismo. «E’ una molecola molto piccola - afferma Locatelli - una volta che entra nei tessuti si diffonde velocemente, ed è difficile da eliminare. Ci sono dei trattamenti ma molto lenti, l’organismo deve reggere all’avvelenamento. In alcuni casi servono diversi mesi di cure perché il livello torni alla normalità, abbiamo avuto dei casi in cui sono stati necessari cinque mesi di trattamenti». I danni principali causati dal veleno sono a carico del sistema nervoso, ma può dare anche problemi cardiaci. I sintomi immediati sono di tipo gastrointestinale. La dose letale varia a seconda di chi lo ingerisce. «Questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido - conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma - e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni. La tossicologia è fatta da due elementi, la persona e la sostanza tossica incriminata. Il tallio a certe dosi è tossico, ma è chiaro che la tossicità si incrementa sulla base di patologie e condizioni preesistenti. In generale un giovane può sopportare di più il veleno, mentre per un anziano la dose letale è più bassa».

 
Marted├Č 3 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 04-10-2017 08:17

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