Allarme Caritas: i giovani più poveri dei loro genitori

di Franca Giansoldati
Città del vaticano - L'Italia è un Paese per vecchi e per giovani sempre più poveri. Lo dicono i numeri e le comparazioni che, anno dopo anno, lasciano spazio a ben pochi dubbi. Ai giovani si prospetta «un futuro anteriore: in pratica si guarda al futuro ma con lo sguardo rivolto al passato». E' la denuncia della Caritas Italiana, nell’introduzione del rapporto sulla povertà: «Siamo il terzo paese dell’Unione ad aver incrementato il numero dei giovani in difficoltà, che dal 2010 al 2015 sono passati da poco più di 700 mila a quasi 1 milione. La crisi economica ci lascia un piccolo ’esercito’ di poveri, superiore per entità a quello della popolazione di un’intera regione italiana».

Sulla base di dati pubblici e di fonte Caritas, il rapporto mostra che in Italia anche nel 2016 si registra un lieve incremento dell’incidenza della povertà: in uno stato di grave povertà vivono 4 milioni 742 mila persone. Un dato che se confrontato con quello di dieci anni fa, in termini percentuali, fa registrare un incremento del 165,2 per cento del numero dei poveri. Quattro le categorie più svantaggiate: i giovani (fino ai 34 anni); i disoccupati o i nuclei il cui capofamiglia svolge un lavoro da operaio e assimilato; le famiglie con figli minori e i nuclei di stranieri e misti. Sono i giovani e i bambini, però, a pagare il prezzo alto. Secondo il rapporto, in Italia, un giovane su dieci vive in uno stato di povertà assoluta; nel 2007 si trattava di appena un giovane su 50. In soli dieci anni l’incidenza della povertà tra i giovani (18-34) passa dall’1,9 per cento al 10,4 per cento; diminuisce al contrario tra gli over 65. 

«Se negli anni antecedenti la crisi economica dunque la categoria più svantaggiata era quella degli anziani - si legge nel Rapporto - da circa un lustro sono invece i giovani e giovanissimi (under 34) a vivere la situazione più critica, decisamente più allarmante di quella vissuta un decennio fa dagli ultra-sessantacinquenni».
Venerdì 17 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 18-11-2017 11:25

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5 di 11 commenti presenti
2017-11-18 11:27:57
Dovrebbero ricordarlo a chi pilota il paese,, i vecchi stanno male, i giovani pure, in compenso c'è chi raccoglie i benefici, una volta c'era il Robin Hood per i poveri, oggi ?
2017-11-18 10:30:43
e da 72 anni che al palazzo, destra e sinistra & compagneros, fanno i finti tonti, tutte leggi e costituzione per loro ad hoc, per i cittadini indigenti, arrangiatevi. Questo e' l'unico stato in europa che....se non hai un lavoro puoi morire di fame e dormire sotto i ponti. Questo stato che non e' uno stato, non gli e ne frega un bel niente se campi o crepi. Nella maggior parte dei paesi europei ed extra europei, diciamo gernania, olanda, francia, inghilterra, ecc. ecc., hanno tutti un ottimo, civile sistema di welfare che protegge i cittadini in caso non hanno un lavoro o sono ammalati. Qui, in italia, invece, questi denari che dovevano servire per tale sistema di welfare, finiscono nelle mani dei palazzinari e dei loro 390 mila amici che...guarda caso, vergognosamente detengono il 70% della ricchezza del paese, difronte a questa enorme, immorale evidente disuguaglianza tra ricchi e poveri di un intero popolo di oltre 60 milioni di anime.
2017-11-18 09:56:58
tanto non frega niente a nissuno.......
2017-11-18 09:18:31
I motivi di questa crisi sono tanti, e non e' una analisi facile da fare. Cerco di semplificare e vedo di spiattellare alcuni fatti: le politiche economiche degli ultimi 20 anni di governo hanno scoraggiato la creazione di posti di lavoro veri e propri (non possiamo chiamare i lavoretti temporanei 'lavoro', dai!). Il regime fiscale e' arrivato al limite del sostenibile, soprattutto per chi e' libero professionista (a meno che non decida di rischiare pagando di meno). Il livello di professionalita', cultura ed elasticita' mentale delle ultime generazioni si e' abbassato, anche grazie a delle assurde riforme del sistema scolastico che hanno incoraggiato la 'riduzione al minimo comune denominatore'. Alle universita'... beh, vedere laureati in lettere che fanno errori di ortografia e non sono capaci di scrivere testi di senso compiuto e' doloroso; parlare con laureati in lungue incapaci di esprimersi decentemente in una lingua diversa dall'italiano e' ridicolo... ma mi fermo qui. Le pretese di certi giovani poi sono diventate ridicole. Ci sono molti reclutatori (altresi' detti "head hunters") che non riescono a trovare candidati italiani all'altezza per posti di lavoro succulenti (ovvero molto ben pagati) IN ITALIA... e si ritrovano a dover assumere stranieri. C'e' gente che si presenta ad un colloquio totalmente impreparata (vuoi almeno scoprire di che si occupa l'azienda?), con curriculum pieni di errori grammaticali e gonfiati con roba inventata (perche' tanto dai chissenefrega, sembro piu' figo!), che arriva in ritardo, vestita male (il rispetto, questo sconosciuto), pretendendo stipendi sproporzionati e parlando da subito di ferie... e poi si lamenta di non essere stata assunta. E poi si lamentano che non c'e' lavoro. Molti arrivano pure quassu', freschi freschi, con un inglese che neanche Renzi ma con delle pretese assurde... e la reputazione dell'itaGliano all'estero scende.
2017-11-18 08:29:19
prima li avete votati per un pacco di patatine, ecco i risultati che avete ottenuto dai soliti smidollati palazzinari di turno, "permanente, cronica, immorale disuguaglianza". La colpa e' anche vostra che... da ben 72 anni vi siete fatti condizionare sottostando al loro "libero, corrotto, democratico dominio"....per un favore, per una raccomandazione, per una pratica, ecco dove ci siete cascati, pur avendo i vostri sacrosanti costituzionali diritti. La cosa che piu disgusta e'...che ancora credete a certi corrotti, vecchi venditori di fumo. Scommetto che alle prossime questi arrugginiti personaggi li voterete ancora, in prima fila saranno, i soliti leali ruffiani - lustrascarpe. Altro che unita' d'italia.....si vedra' ancora una volta alle prossime, non come e' unito ma...come e disunito questo illusionario paese.
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