Roma, addio al giudice Imposimato: seguì dal terrorismo, al caso Moro, all'attentato a Wojtyla

di Sara Menafra
È morto stamani al Policlinico Gemelli di Roma Ferdinando Imposimato. Nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936, magistrato dal 1964, Imposimato come giudice istruttore aveva seguito indagini particolarmente delicate, da quelle sull'attentato al Papa al processo sul caso Aldo Moro. 

Sia nel suo lavoro di magistrato, sia, come autore di libri di approfondimento, è stato il primo a citare le presunte connessioni del terrorismo italiano con i servizi segreti israeliani e la presenza nel caso Moro del Kgb. Tra le indagini più controverse istruisce le indagini sulla morte di Michele Sindona, il banchiere siciliano legato a Cosa Nostra, accusato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di banche italiane e straniere (la Franklin Bank di New York).

Nel 1987 è stato eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto alla Camera e poi nel 1994 di nuovo al Senato. Dopo anni di assenza dal dibattito politico, recentemente, con una scelta da più parti considerata inspiegabile, si era avvicinato al Movimento cinque stelle che lo aveva anche candidato al Quirinale nel 2013. La simpatia con M5S era rimasta anche negli anni successivi.  




 
Martedì 2 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 15:37

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5 di 11 commenti presenti
2018-01-03 11:47:12
Chinandomi davanti alla morte ,ma riflettendo sulla vita di Ferdinando Imposimato, come magistrato e politico ed anche scrittore,non posso non concludere che si é spento un'intelligente ossimoro tipico di questa Repubblica.
2018-01-03 10:32:28
Ho avuto la fatalità di incrociarlo (poco) nel passato. Un arrivista che avrebbe sacrificato tutto e tutti pur di apparire. Un uomo la cui maggiore attività è stata quella di attivarsi esclusivamente guardando al proprio tornaconto: cosa forse legittima. Ma evitiamo per favore di farne un modello di civismo.
2018-01-03 09:30:10
con le sue idee non so se sinceramente comuniste o per convenienza non mi sarei fidato di essere giudicato da lui se di un altra idea .un magistrato che si schiera politicamente palesemente fa dubitare dell'imparzialità del suo giudizio.mani pulite docet
2018-01-03 07:03:25
io penso di essere una persona onesta e non vedo il perchè mi debbo associare a quelle persone che osannano un magistrato che purtroppo essendo umano anche lui è dipartito. ,sone eresterò sempre del parere che un magistrato che vuole svolgere il suo lavoro (perchè quello è ) e per svolgerlo deve giurare onesta e lealta allo STATO (che li paga ) poi si debba dire indipendente ma. indipendente da cosa se poi veste la toga e mi fa capire che ha una fede politica ? allora mi vuole dire che gli altri che non la pensano come lui sono dei poco liberi ? .E' questo il problema un magistrato che vuole fare quel mestiere NON DEVE DIRE DI QUALE PARTITO E'ESTIMATORE . anzi deve proprio tacere. altrimenti io che debbo pagargli le scorte beh mi da fastidio . .poi pensatela come volete ma le lapidi dei cimiteri sono piene di era una brava persona poi dentro la famiglia era un dittatore. . perciò.
2018-01-02 17:51:07
Pi√Ļ un politico che un magistrato imparziale. Per giunta comunista, quindi con una visione relativista e politica della giustizia. Anche lui ha ceduto al voler apparire sempre e comunque e, quel che √® peggio, al voler dire la sua su (quasi?) tutto. La stampa e la televisione sono la rovina della magistratura, che dovrebbe lavorare in silenzio, evitando di esporsi divulgando le proprie idee politiche. Che dire... riposi finalmente in pace.
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