Russia, attacco a turisti nel Dagestan: un morto e 10 feriti, identificati gli aggressori

Un gruppo di turisti è stato colpito da una pioggia di proiettili mentre visitava la fortezza di Naryn-Kala, nel Dagestan, sito protetto Unesco. Una persona è morta e altre 10 sono rimaste ferite. Gli assalitori sono poi fuggiti. Lo riporta la Tass. Tutte le vittime sono cittadini russi. Tra questi, nove sono di etnia daghestana e due di etnia russa. La persona deceduta in ospedale era una guardia di frontiera dell'Fsb, i servizi di sicurezza russi.

Gli autori dell'attacco sono stati identificati. Secondo una fonte delle autorità di sicurezza l'attacco è stato perpetrato dai membri del gruppo dei "banditi del sud". Presumibilmente sono Radzhap Ismailov, Nariman Bashirov e il capo del gruppo Abutdin Khanmagomedov. Secondo la stessa fonte questi tre sono coinvolti anche nell'attacco ai danni degli impiegati del ministero delle Emergenze avvenuto a metà dicembre.

Secondo gli inquirenti, circa 20 persone si erano riunite sulla piattaforma di osservazione della fortezza quando, ieri sera alle 23.30, «persone ignote hanno esploso diversi colpi d'arma da fuoco dalla vicina pineta». Al termine dell'attacco, 11 persone sono state portate all'ospedale con vari gradi d'urgenza, e una di loro è deceduta. La polizia ha subito aperto un'indagine. La polizia ha rinvenuto sul luogo dell'attacco 67 cartucce di diversi calibri. Il responsabile della regione - riporta RT - ritiene che l'attacco sia stato effettuato da «militanti di un gruppo armato che si vendicano sui locali perchè festeggiano il Capodanno».

I feriti, di cui cinque molto gravi, sono stati trasportati in un ospedale locale. Un rappresentante delle forze dell'ordine locali, Magomed Taimouradov, ha riferito che la sparatoria è scoppiata nella notte tra martedì e mercoledì presso le mura della fortezza, decretata nel 2003 patrimonio mondiale dell'Unesco, e che la polizia sta cercando i responsabili. Nella zona dove si trova la fortezza teatro dell'attacco è scattata un'operazione «antiterroristica». Lo riporta la Tass citando fonti della sicurezza locale. 

Il Daghestan, repubblica russa al confine con la Cecenia, è divenuto un focolaio di estremisti islamici e terra di scontri tra combattenti e forze dell'ordine. Almeno 118 persone sono state uccise in Daghestan tra gennaio e novembre a causa di questi scontri, secondo il portale d'informazione Kavkazski Ouzel che segue le attività dei combattenti nel Caucaso. Il leader della Repubblica Ramazan Abdoulatipov ha dichiarato all'agenzia Interfax che gli autori dell'attacco potrebbero essere «gruppi di banditi o combattenti che sono sopravvissuti e cercando vendetta». A fine giugno i ribelli armati islamici nel Caucaso russo hanno giurato fedeltà allo Stato islamico in un video on line. A ottobre, il capo del Fronte Al-Nosra, branca siriana di Al-Qaida, ha fatto appello ai jihadisti del Caucaso affinchè aiutino i 'fratellì siriani contro la Russia, il cui esercito da fine settembre effettua raid aerei nel Paese.
Mercoledì 30 Dicembre 2015 - Ultimo aggiornamento: 31-12-2015 14:42

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1 di 1 commenti presenti
2015-12-30 10:26:12
Anche qui è colpa dell'imperialismo americano?
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