Obama va avanti da solo: stretta sulle armi. Ma negli Usa è boom di pistole e fucili come regali di Natale

di Federica Macagnone
Avanti con o senza il Congresso. Davanti alle tante stragi che hanno insanguinato gli Stati Uniti, e di fronte all'immobilismo dello United States Congress, in parte ostaggio delle lobby, Barack Obama ha deciso di affrontare il problema delle armi anche da solo. In assenza di soluzioni condivise, il presidente degli Usa farà tutto quello che gli è consentito dai suoi poteri.

Lo ha annunciato nel primo messaggio del 2016 alle famiglie americane: il suo impegno, nell'ultimo anno che passerà alla Casa Bianca, è finire il lavoro rimasto incompiuto. Il primo passo sarà una nuova e decisa stretta sulla vendita di pistole e fucili di ogni tipo. Compresi quelli d'assalto, costruiti per i campi di battaglia e che invece circolano anche per le strade d'America. Un impegno al quale lo stesso Obama sente di non potersi più sottrarre, di fronte alle tante lettere di genitori, insegnanti, bambini che gli chiedono di fare qualcosa. «Ho ricevuto lettere anche da parte di proprietari responsabili di armi – ha detto il presidente - che condividono la mia convinzione di garantire il diritto a possedere armi sancito nel secondo emendamento, ma anche quella che tale diritto può essere difeso impedendo un uso irresponsabile e pericoloso di queste armi».

Il primo step di questa “battaglia” è fissato per lunedì, quando il presidente incontrerà il ministro della Giustizia, Loretta Lynch, per preparare l'annuncio che dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana: un'ondata di decreti che rappresenta un'offensiva forse senza precedenti nei confronti della potentissima lobby delle armi in America. Un piano a cui la Casa Bianca sta lavorando da tempo e che non è stato ancora rivelato nei dettagli. È certo che al primo punto la misura prevede un rafforzamento dei cosiddetti “background check”, i controlli su chi acquista un'arma per verificare la presenza di precedenti penali o di disturbi mentali. Inoltre, dovrebbero essere inaspriti soprattutto i controlli nei grandi punti vendita, compresi i supermercati. Non si sa ancora se del pacchetto faranno parte anche alcune misure per limitare la vendita delle armi più letali: pistole semiautomatiche, fucili da guerra, maxi caricatori. Tutti strumenti di morte che hanno causato le principali stragi di massa degli ultimi anni: dalla Columbine High School al campus di Virginia Tech, dalla scuola elementare di Newtown al cinema di Aurora. Fino a San Bernardino, dove le armi sono finite in mano a dei terroristi.

Il Texas sfida Obama. Intanto in Texas va in scena il Far West, con l'entrata in vigore di una legge che permette di tenere la pistola nella fondina e in bella vista ovunque: per strada, al lavoro, al ristorante, in un negozio.  A essere interessati dalle nuove norme che introducono il principio dell'open carry quasi un milione di texani, quelli che hanno già una licenza. Per tutte queste persone sarà obbligatorio, però, fornire le impronte digitali e sottoporsi a “background check” obbligatori e più severi. Sono oltre 40 gli Stati Usa che permettono in alcuni casi di portare liberamente, e senza nasconderle, armi da fuoco. Ma il Texas diventa ora lo Stato più grande e, con i suoi 27 milioni di abitanti, il più popoloso, a introdurre una legge del genere. Per festeggiare le nuove norme, l'associazione Open Carry Texas ha organizzato per il primo dell'anno manifestazioni in tutto lo Stato. Così davanti all'Assemblea parlamentare texana ad Austin, come a Houston e a Dallas, migliaia di persone si sono radunate in strada con le proprie armi in pugno.

Pistole e fucili sotto l'albero. E mentre Obama ha lanciato la sua crociata contro la lobby delle armi, accanto a pigiami, telefonini e profumi, gli americani hanno scartato sotto l'albero la loro pistola da nascondere sotto il cuscino. Un'impennata di vendite si è registrata durante il Black Friday, il giorno dei grandi saldi che hanno consentito agli americani di lanciarsi in uno shopping sfrenato a prezzi ribassati: secondo i dati dell'Fbi, che dal 1998 gestisce la banca dati dei "background checks" necessari nei confronti dei clienti che si presentano a comprare un'arma, il 27 novembre 185.345 americani sono andati nei negozi per acquistare una pistola o un fucile. Due al secondo, un numero impressionante che ha sancito il nuovo record di vendite in 24 ore.

«Abbiamo registrato un incremento di circa il 5% rispetto al Black Friday del 2014 (175.754) – ha detto Stephen Fischer dell'Fbi – Il dato più alto di sempre era stato registrato il 21 dicembre del 2012 quando si arrivò a quota 177.170».

Dati affidabili ma non attendibili al 100% quelli della banca dati Nics dei "background checks", visto e considerato che, come rivela un sondaggio dell'università di Harvard, il 40% degli intervistati ha detto di aver comprato la propria arma senza passare dai controlli previsti dall'Fbi.

In posa con l'arma. In un quadro del genere, non deve essere stato difficile per Patrick Hall convincere alcune famiglie americane della Carolina del Sud a posare con i nuovi regali di Natale. Mamme e papà con figli al seguito immortalati davanti a una bandiera americana, fieri di imbracciare il nuovo giocattolo fresco di carta da regalo. «Erano tutti molto entusiasti e ho usato del fumo per ricreare l'atmosfera di un poligono – ha detto il fotografo Hall a Fstoppers - So che il problema delle armi è una questione molto dibattuta nel nostro Paese ma non volevo prendere alcuna posizione in merito. Il mio obiettivo era ritrarre persone eterogenee che hanno apprezzato il loro regalo di Natale». 
Sabato 2 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2016 14:40

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