Colonia, polizia: «I 1.000 molestatori parte di una rete». Tre identificati

La polizia di Colonia ritiene che gli aggressori che a Capodanno hanno molestato o anche stuprato decine di donne alla stazione fossero organizzati, fossero almeno 1.000 e che abbiano agito in piccoli gruppi, che circondavano donne isolate anche con lo scopo di rapinarle. Tre di loro sono stati identificati, ma non ancora arrestati.

Nell'annunciare le novità il ministero dell'interno del Land Renania-Vestfalia e la polizia hanno aggiunto che nessuno è ancora stato arrestato e che si sta indagando su una rete criminale proveniente dalla vicina città di Duesseldorf, che dista una quarantina di chilometri. L'aggressione di massa in Germania sta dividendo gli animi e ha scatenato anche polemiche dai toni accesi sull'immigrazione e l'accoglienza dei rifugiati dopo che alcune delle vittime hanno riferito di aggressori dall'apparenza «araba o nordafricana».

Almeno una delle circa 90 donne che hanno sporto denuncia ha denunciato di essere stata violentata. Il tipo di incidenti, secondo la polizia, è simile ad altri avvenuti, su scala minore, a Duesseldorf, dove in passato delle donne sono state distratte con violente molestie sessuali mentre venivano derubate. Le polizie delle due città renane stanno collaborando da alcune ore su questo caso.

Dopo lo choc, la rabbia e la polemica. Il governo di Angela Merkel stenta a tenere a freno non solo l'opposizione ma anche gli alleati della Cdu. Il ministro dell'interno, Thomas de Maizière, da una parte promette che i responsabili delle violenze - fino a mille persone, molte delle quali sarebbero immigrati o figli di immigrati tra i 15 e i 35 anni - saranno «puniti indipendentemente dal loro paese d'origine». Ovvero, si dice pronto ad affrontare senza indulgenza e «a viso aperto» le implicazioni politiche dell'eventuale scoperta di rifugiati tra gli autori delle aggressioni. Dall'altra, de Maizière critica duramente la polizia di Colonia per come ha gestito la mandria dei violenti.

Ma è polemica anche per la presa di posizione del sindaco di Colonia, Henriette Reker, che si è spinta a dettare un 'codicè di comportamento alle donne, invitandole - tra l'altro - a tenere «ad un braccio di distanza» gli sconosciuti. Reker, accoltellata un giorno prima di essere eletta, è nota per le posizioni favorevoli all'immigrazione. Ma il suo decalogo è suonato come un'inversione della colpa a carico delle donne. Intanto dei circa mille che si sono scatenati nel centro di Colonia, finora solo tre uomini sono stati identificati e nessuno è stato ancora arrestato.

«La polizia non dovrebbe lavorare così» ha detto de Maiziere, mentre sui social network monta la marea di critiche verso la politica delle porte aperte per i rifugiati voluta dalla Merkel in estate, nonostante nulla dimostri per il momenti che gli autori delle violenze siano profughi giunti da poco. «Signora Merkel, la Germania è abbastanza 'colorita e cosmopolità dopo l'ondata di reati e violenze sessuali?» attacca - su Twitter - Frauke Petry, leader di Afd (Alternative fur Deutschland), principale partito dell'opposizione di destra e anti-euro. La polizia di Colonia intanto lancia l'ipotesi che l'aggressione fosse organizzata e collegata a bande di criminali comuni. A Dusseldorf, in passato, seppure su scala minore, sarebbero avvenuti fatti simili: con le donne distratte con violente moleste sessuali mentre venivano in realtà derubate.

Dall'Italia, infine, Matteo Salvini propone «una bella castrazione chimica» per «le centinaia di schifosi che hanno aggredito e violentato decine di donne». Mentre il capogruppo di Forza Italia, Renato Brunetta, twitta che il «buonismo interessato di Angela Merkel produce violenza e conseguente razzismo».
Mercoledì 6 Gennaio 2016 - Ultimo aggiornamento: 08-01-2016 19:06

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • 459
QUICKMAP