Trench, sneakers e stiletti in plexiglass: Valentino incanta

di Anna Franco
Di lui si può dire che ha influenzato l'estetica contemporanea mutandone il senso anche per il grande pubblico. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, con la sua collezione prêt-à-porter per la prossima primavera/estate ne dà un'altra, forte prova, correndo persino il rischio di mutare alcuni suoi stessi canoni e invitando a uscire dalla propria comfort zone. «Mi ha sempre colpito il canto 34 dell'Orlando Furioso racconta Piccioli quando il protagonista perde il senno per amore e Astolfo vola sulla luna a cavallo di un ippogrifo per recuperarlo». Il designer fa il parallelo anche con quanto accadde al capitano William Anders che durante la missione sull'Apollo 8 per fotografare la luna, il 24 dicembre 1968 scattò un'immagine che è passata alla storia: l'alba sulla Terra vista da un'altra orbita. Anders affermò di aver viaggiato tanto salvo poi scoprire che il vero fascino è sotto i nostri occhi.
 

LA NUOVA OTTICA
«Questo significa aggiunge Piccioli che bisognerebbe sempre guardare da un'altra ottica anche le cose ordinarie. Così nella mia collezione ho cercato di trasformare ciò che nella moda è ben noto e usato in qualcosa di mai visto, di straordinario». Si parte con lo sportwear, trasformato e rimontato. Non si può classificare nel tanto abusato termine athleisure, è qualcosa di diverso, che incanta il look giornaliero e lo fa uscire speditamente, anche su scarpe pump, dalla palestra. Il parka oversize è composto da due giacche, che sovrappongono nylon, ma anche cotone e seta e si addolcisce in nuance pastello. Si abbinano a short e camicie in seta con fiocco a cingere il collo o ad abiti che sono un perfetto mix tra spirito active e romantico, come quello nero in velluto, neoprene, raso e georgette, scommessa stilistica e sartoriale.

PAILLETTES IN PLASTICA
Il trench è un patchwork di tessuti diversi, tecnologici, ma anche classici. Il cargo pant perde ogni connotazione banale grazie al velluto, alla seta e ai ricami che sottolineano cuciture e tasche e si abbina con canotte brillantissime come un cielo stellato grazie a ricami di vecchia scuola e a inserti di paillettes di plastica. Sotto, reggiseni sportivi simili a quelli per fare yoga ma in velluto, o canotte tagliate come felpe. «Per i vestiti più romantici continua Piccioli ho pensato a stampe con i fiori più comuni, quelli che non ci accorgiamo nemmeno di vedere». Gli abiti, corti e lunghi, sono apparentemente semplici nella costruzione, che richiama quelle delle t-shirt, tagliati a pannello dritto davanti e stondato dietro. Ai piedi stiletti, ma anche pump in materiale tecnico con tacco in plexiglass che simula quello a spillo e, poi, tante sneakers, battezzate Heroes, in infinite variabili e che strizzano l'occhio alle mute da sub.
Gioia di vivere e leggerezza sono il leitmotiv che si innesta anche sul mini abito in pitone, che rimane leggermente rigido, ed è definito da un collare di fiori in pelle. Il designer non si ferma nemmeno quando si tratta di toccare il terreno, assai rischioso, della tradizione. Nella collezione è presente una capsule di dieci abiti declinati in rosso (Valentino), bianco, nero e rosa, che si chiama Very Valentino. «Dopo diciotto anni in questa maison spiega volevo tornare al glamour e dedico questi capi ai giovani». Le silhouette della capsule sono più asciutte e propongono camicie lunghe tagliate di sbieco e pantaloni in tessuto tecnico. La sera si fa meraviglia con ricami che richiamano gli animali fantastici di Gustave Doré su seta trapuntata in bianco e nero. Alla fine standing ovation nel salone del Lycée Carnot, applausi anche del fondatore Valentino Garavani che si è alzato commosso.
 
Lunedì 2 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 08:23
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