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Marche

Ancona, tutti i clienti del giro trans
Le coppie facevano sesso con i viados

Avvocati, commercialisti, imprenditori nell'inchiesta della Mobile. Indagini partite dalle rivelazioni di una prostituta innamorata

ANCONA - Coppie sposate che chiedevano di fare sesso a quattro con i viados, insospettabili commercialisti, piccoli imprenditori edili e anche un avvocato. Questi i clienti del giro di prostituzione italo-brasiliana smantellato sabato dalla squadra Mobile con l’arresto delle due presunte maitresse sudamericane a Marina di Montemarciano. L’operazione ha portato allo scoperto persone molto facoltose che, per l’80%, al momento di scegliere, preferivano i trans alle squillo. Si pattuivano prestazioni che coinvolgevano marito e moglie, con l’uomo che spingeva la consorte ad condividere situazioni estremamente trasgressive.

Eppoi, ancora, rispettabili professionisti e imprenditori clienti assidui, che tornavano puntualmente a cercare i partner occasionali. Le coppie sceglievano la fascia serale per consumare i rapporti a pagamento. Chi si presentava da solo preferiva prendere appuntamento durante il giorno, per non destare sospetti in famiglia. Per lo più la clientela era composta di persone sposate o comunque conviventi.

Pochi i single a caccia di emozioni, per lo più uomini coniugati in cerca di qualcosa di diverso, abituati a pagare per fare sesso. Attraverso i siti internet, che nascondevano il giro squillo sotto annunci di incontri eccitanti, o tramite inserzioni di giornali che alludevano a massaggi rilassanti per riprendersi da una giornata di lavoro, i clienti non facevano fatica a individuare i tre appartamenti di Marina di Montemarciano, in zona Eden Park.

Durante le indagini la polizia ha intercettato non solo fruitori di Ancona e provincia, ma anche una vasta clientela che arrivava da Rimini, Bologna e soprattutto Perugia. Finito il rapporto qualcuno era così soddisfatto da regalare mance molte generose, anche di 200 euro, dopo aver già pagato 300 euro di tariffa. Gli appostamenti degli agenti hanno permesso di ricostruire che ogni prostituta e ogni trans riceveva dai 4 ai 5 clienti al giorno. In tutto nelle tre abitazioni, risultate poi di proprietà delle due brasiliane arrestate, lavoravano 5 squillo e 5 viados. Tutti arrivati direttamente dal Brasile, con i voli di linea.

Prostitute e trans avevano un book fotografico che veniva sottoposto alla clientela. Per questo sarebbe coinvolta un’agenzia di pubblicitaria del milanese sulla quale sono ancora in corso accertamenti. L’agenzia potrebbe essere denunciata per due dei capi di accusa che hanno fatto scattare le manette ai polsi di Adriana Marques Quaresima di 43 anni e Heline Felix, 30 anni: sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Squillo e trans partivano dal Brasile sapendo quello che li aspettava in Italia. Un lavoro che credevano temporaneo ma che poi si trasformava in una trappola senza via d’uscita. Con il ricatto che dovevano pagare le spese dell’arrivo in Italia e il mantenimento, le prostitute e i viados venivano fatti lavorare dando loro solo una piccola parte del guadagno. Le briciole per poter sopravvivere. Il 90% dell'incasso delle prestazioni sessuali veniva trattenuto dalle due presunte maitresse. Le brasiliane si sarebbero avvalse di complici, tre anconetani e tre brasiliani, che gestivano il giro di prostituzione occupandosi degli spostamenti dei trans e delle squillo. Le due sudamericane trasferivano il grosso dei guadagni direttamente in Brasile attraverso dei prestanome.

A permettere la conclusione delle indagini è stata la collaborazione di una squillo che, dopo essersi innamorata di un cliente anconetano, voleva farla finita con la vita da marciapiede. Fondamentali anche le segnalazioni dei residenti della zona dove avveniva la prostituzione e la collaborazione con la polizia di alcuni clienti. Il giro d’affari della gang era di mille euro a settimana per ciascun trans e squillo. Le prestazioni andavano dai 100 euro a 500 euro, in base alla prestazione. Le indagini che hanno portato all'arresto delle due brasiliane sono durate otto mesi. L'attività andava avanti almeno da un anno.

Martedì 05 Marzo 2013 - 10:19
Ultimo aggiornamento: -
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