Pesaro, poliziotta suicida in Questura: indagato il marito

di Elisabetta Rossi
PESARO - Ora c'è il marito al centro delle indagini della Procura di Pesaro per il suicidio di Maria Rosaria Caruso, la poliziotta 47enne che si è sparata un colpo alla tempia nel suo ufficio in Questura la mattina del 9 luglio 2014. Il pm Giovanni Narbone aveva chiesto l'archiviazione del fascicolo, ma la famiglia (mamma e sorella della donna) si erano opposte con l'assistenza di un legale di Milano, l'avvocato Alessia Sorgato. E l'altro giorno il gip Lorena Mussoni ha respinto la richiesta del pm disponendo ulteriori indagini "al fine di accertare l'eventuale sussistenza del reato di maltrattamenti in famiglia nella forma aggravata del suicidio". Inevitabilmente le indagini non possono che concentrarsi sulla figura del marito (anche lui ex poliziotto) della Caruso. Il pm dovrà verificare se la donna è arrivata a togliersi la vita per colpa di maltrattamenti fisici e psicologici commessi dal coniuge. I due erano infatti nel pieno della separazione. L'uomo si era trasferito a Urbino per un periodo, poi era ritornato nella casa di famiglia, con la moglie e la figlia 14enne (che ora vive con lui). Un rientro però carico di tensioni finito nel giro di poco. Un va e vieni difficile da accettare dalla donna, la quale si era assunta il compito di vendere la casa coniugale. Altro motivo di stress, perché sembra che il marito avesse sempre da ridire sulla cifra che la Caruso arrivava a stabilire con l'agenzia immobiliare. Prima della richiesta di archiviazione, sul caso era stato aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. L'ordinanza della Mussoni sull'accoglimento dell'opposizione ha messo sul tavolo un'altra ipotesi di lavoro, appunto quello del suicidio come conseguenza di maltrattamenti in famiglia. Un reato da Corte d'assise che prevede una forbice di pena dai 12 ai 24 anni. La famiglia della Caruso non ha mai accettato l'idea che Rosaria possa essersi suicidata. "Era un donna tutt'altro che depressa o sperduta - ha detto ieri l'avvocato Sorgato - aveva una figlia che adorava e una mamma e una sorella a cui era legatissima. Poi fino al giorno prima del suicidio si è comportata come una persona che pensasse a tutto tranne che alla morte. Si era infatti anche appena comprata una macchina nuova". Tra 90 giorni, il pm Narbone darà l'esito delle ulteriori indagini. Poi potrà richiedere ancora l'archiviazione o in caso contrario formulare il rinvio a giudizio se riterrà di avere trovato prove che suffraghino l'accusa. 
Venerdì 13 Maggio 2016 - Ultimo aggiornamento: 15:49

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