Madre uccide il figlio a fucilate poi si suicida: marito colto da malore in caserma

di Alessandra Bruno
Tragedia di Recanati: il papà del bimbo ucciso dalla madre (a sua volta suicida) è stato ricoverato in ospedale dopo che ieri sera ha avuto un malore in caserma dove ha appreso della morte del figlio.

Lo zio Riccardo ricorda con un collage di foto su Fb il piccolo Giosuè: «Zio Riky non ti dimenticherà mai». Il geometra Lorenzo Lucaroni, 39 anni, ha saputo che la sua ex compagna Laura Paoletti ha ucciso il suo bimbo di sei anni, Giosuè, solo alle 20 di ieri sera. Suo figlio non c’era più, ma lui è rimasto all’oscuro della vicenda per oltre sei ore. Per questo quando i militari hanno raccontato i contorni della tragedia l’uomo non ha retto: ha accusato un malore ed è stato trasportato d'urgenza all’ospedale di Civitanova.

I carabinieri di Civitanova Marche hanno sequestrato il pc di Laura Paoletti e faranno un esame sui tabulati telefonici e sugli scambi di e-mail per cercare di capire lo stato d'animo della giovane mamma e in che momento psicologico sarebbe maturata la decisione. Appare ormai certo che le tensioni tra Laura e l'ex compagno, Lorenzo Lucaroni, scaturissero dalla custodia del bambino. Dopo la rottura del loro rapporto, la donna aveva denunciato Lucaroni per stalking perchè - a quanto si apprende - il padre avrebbe aspettato il bambino davanti alla scuola per poterlo vedere. L'uomo aveva a sua volta denunciato le difficoltà che incontrava per trascorrere del tempo con il figlio. È probabile che il recente accordo che fissava tempi e modalità delle visite abbia acuito il malessere della Paoletti, legata al bambino in un rapporto che alla luce dei fatti appare molto possessivo. Non vi sarebbero stati, infatti, motivi per non consentire al padre di vederlo: nel passato della donna non vi sono denunce di violenza da parte dell'ex compagno o altro. Laura, però, non aveva dato segni di voler compiere gesti estremi come quello messo in atto. Tempo fa la donna si era ritrovata l'auto incendiata, ma pare che l'episodio non abbia nulla a che fare con la vicenda attuale: la vettura sarebbe andata a fuoco a seguito di un corto circuito, dopo un tentativo di furto.

I carabinieri di Civitanova Marche hanno sequestrato nell'appartamento in cui Laura Paoletti ha ucciso il figlio Giosuè, 7 anni non ancora compiuti, alcuni fogli di un improvvisato diario che la donna teneva negli ultimi giorni. Stando a indiscrezioni, la donna avrebbe manifestato il suo disagio per la situazione che si era venuta a creare con l'ex compagno per la gestione del bambino, il desiderio di non lasciarlo all'uomo e, in modo velato, la possibilità di compiere qualche gesto estremo. La donna, probabilmente, temeva che Giosuè si attaccasse al padre, che in base a un recente accordo, aveva ottenuto di vederlo due volte a settimana. Stando ad alcune testimonianze, il bambino si divertiva molto con il papà, e i parenti di quest'ultimo hanno raccontato che vederli insieme «era un godimento».
L'orrore nel capannone di Sambucheto si è consumato poco prima delle 14 : Laura, mamma 32 enne e imprenditrice di successo, ha esploso due colpi dal fucile, prima sul suo piccolo e poi su di sé, togliendosi la vita. All’indomani del dramma il dolore è cristallizzato. Il fratello 29 enne di papà Lorenzo, Riccardo, questa mattina presto ha postato sul suo profilo Fb una dedica speciale al suo nipotino, accompagnata dalle immagini dei ricordi felici: «Angioletto perdonaci per non averti protetto dall’amore malato e possessivo di tua madre, perdonaci se mio fratello ha lottato, Dio solo sa quanto, per poterti dare la figura paterna che ogni bambino merita di avere, anche solo per 2 ore a settimana o per 5 minuti all'uscita dalla scuola. Perdonaci stellina, perdonaci. Mi piace immaginarti che stai giocando con le amate Lego, sorridendo davanti a un video dei Muppets o di Dastardly & Muttley, correndo intorno al tavolo con il tuo cuginetto.

«Laura era una ragazza determinata, solare, una persona normale. Viveva la situazione di conflitto tipica di due persone che si sono lasciate e debbono gestire questa fase patologica, diciamo, della crisi che riguardava la gestione del bambino. Ma la signora non aveva problemi familiari a parte questa situazione». Lo afferma il legale della donna che avrebbe ucciso il figlio per poi suicidarsi, l'avv. Alessandra Perticarà. «Avere una causa di diritto di famiglia o di regolamentazione - seguita l'avvocato di Laura Paoletti - è sempre un fatto personale che chiunque vive intensamente. Però non vi erano, almeno secondo me che comunque non faccio la psicologa, questioni particolari. Stavamo lavorando per una soluzione condivisa. A livello processuale stavamo facendo dei passi e avevamo trovato una disponibilità di entrambi, poi si sarebbe dovuto trattare per il futuro per ulteriori ampliamenti dell'accordo. L'ultima volta che l'ho sentita abbiamo parlato di questioni riguardanti la pratica ma con molta serenità. Ci siamo salutate tranquillamente. Abbiamo anche scherzato. Non avrei mai immaginato una fine del genere, dico la verità. Sono choccata. L'amore per il suo bambino era molto forte. Lo amava moltissimo. Era tutta la sua vita». Anche il titolare dello scatolificio Cartotecnica Idelabox, di cui la Paoletti aveva una piccola quota azionaria, ha riferito ai carabinieri di aver sentito in mattinata la donna e che la giovane mamma era serena. I due avevano parlato solo di questioni di lavoro.
Domenica 14 Febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento: 15-02-2016 12:21

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