Macerata, otto anni al capo
della banda egiziana
dell'“arancia meccanica”

Macerata, otto anni al capo della banda egiziana dell'“arancia meccanica”
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Martedì 18 Novembre 2014, 17:57 - Ultimo aggiornamento: 23:11
MACERATA – Stangata per il capo della banda di egiziani che operava con la crudeltà dell'Arancia Meccanica. Avevano sequestrato, picchiato e frustato col guinzaglio del cane un maceratese di 47 anni. Sotto la minaccia di una stecca da biliardo lo avevano anche costretto a denudarsi, poi, come ultimo gesto umiliante, lo avevano obbligato a baciare la suola di una scarpa del capo del branco. La banda di egiziani è stata rinviata a giudizio mentre il capo, Ahmed Adly Abdelaziz Abdel Moteleb, di 32 anni è stato condannato (in abbreviato) a otto anni di reclusione.



Due connazionali di 21 e 24 anni - Selim Abdelfattah Mabrouk Gomaa Arafat e Ahmed El Gharib - sono stati rinviati a giudizio, così come la maceratese Maura Fermani, di 55 anni, che però non aveva partecipato al pestaggio restando in un’altra stanza dell’appartamento. Le accuse, a vario titolo, sono pesantissime: estorsione, sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate dalla crudeltà e dalle sevizie. I fatti risalgono al 6 settembre del 2013.



Questa mattina il Gup Enrico Zampetti ha rinviato a giudizio anche un quarto egiziano Ashraf Emad Ali Ali, di 25 anni, accusato, insieme agli altri connazionali, di estorsione e spaccio. Da luglio del 2012 a novembre del 2013 avrebbero minacciato una straniera di consegnare loro 500 euro altrimenti le avrebbero deturpato il viso.



L’avvocato Simone Matraxia, che difende Moteleb, ha annunciato il ricorso in Appello. Gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Sante Monti, Giancarlo Giulianelli, Cristina Rieti ed Emanuela Branchesi.
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