Bdm in rosso, i piccoli azionisti riuniti
«Via all'azione di responsabilità»

I piccoli azionisti riuniti
ANCONA - L'assemblea dei soci dell'Associazione azionisti privati di Banca Marche spa ha dato mandato al direttivo dell'associazione, guidato da Bruno Stronati, di valutare un'azione di responsabilità individuale contro coloro che hanno causato il deficit di bilancio dell'istituto di credito. La proposta, illustrata dal vicepresidente Giampiero Ganzetti, è stata accolta all'unanimità al termine di un affollato incontro tenuto presso la Fondazione Colocci, sede dell'Università a Jesi. La banca presenterà il bilancio consuntivo 2012 l'8 marzo. Secondo i piccolI azionisti il deficit dovrebbe superare i 400 mln di euro. L'orientamento degli azionisti privati è quello di chiedere un sostanziale rinnovo del consiglio di amministrazione ed un repulisti di figure dirigenziali vicine all'ex direttore generale Massimo Bianconi, uscito di scena lo scorso luglio, per dare forza all'opera di risanamento varata dal nuovo Dg Luciano Goffi.

Su quest'ultimo, peraltro, nel corso dell'assemblea sono arrivati apprezzamenti unanimi degli azionisti privati. «Quanto sta accadendo oggi alla banca, con un deficit stimato tra i 450 mln ed i 500 mln di euro - ha detto Stronati - non è solo il risultato dell'esposizione verso gruppi industriali e delle situazioni di concentrazione del rischio in settori particolarmente colpiti dalla crisi, come quello edile. Dalle notizie a mia disposizione posso dire che la banca non naviga in cattive acque. Ma paghiamo operazioni criticabili da molto tempo evidenziate dai piccoli azionisti nelle varie assemblee dell'istituto, come ad esempio la distribuzione dei dividenti degli ultimi 3 anni, che noi non volevamo e che anzi avevamo chiesto di accantonare per ricapitalizzare Banca Marche».

E ancora, ha aggiunto Stronati, «abbiamo criticato l'operazione di far confluire larga parte del patrimonio
immobiliare della banca in un un fondo immobiliare (il Fondo Conero, ndr) che non ha dato i vantaggi auspicati. Siamo stati critici a suo tempo sulla cessione delle sofferenze, sulla nomina dei tre vicedirettori che hanno affiancato Bianconi, sulla distribuzione di premi di produzione a pioggia sulla classe dirigente. Ora che resta da fare? Come ricapitalizzare? Vendendo le residue proprietà? Mi risulta che ne rimangano poche: quelle di Cariloreto, Medioleasing e il centro direzionale di Piediripa di Macerata».

Ad esacerbare gli animi dei piccoli azionisti, che detengono il 32,27% dell'intero capitale sociale dell'istituto ma che non possono esprimere - secondo lo statuto di Banca Marche - propri rappresentanti in consiglio di amministrazione, è venuta nel corso del dibattito la notizia di un ulteriore abbassamento del valore delle azioni, giunta oggi a 0,405 euro contro gli 0,45 di una settimana fa, una quotazione pressochè dimezzata nell'arco di un anno. La notizia ha trovato tutti concordi nel chiedere le eventuali azioni di responsabilità individuali, da valutare dopo l'8 marzo, giorno di presentazione alla stampa ed ai soci del bilancio consuntivo 2012 di Banca Marche e del nuovo piano industriale triennale 2013-2015. Si vuole capire in primo luogo l'entità del deficit dell'istituto.

A tal proposito, il presidente Stronati ha precisato che «il passivo di 450-500 milioni non è dato da perdite nette, ma da perdite presunte, dovute ad accantonamenti per fare fronte agli incagli ed alle sofferenze, che Banca d'Italia sta valutando con criteri molto restrittivi durante l'ispezione iniziata mesi fa ed ancora in corso». L'associazione chiede inoltre al Dg Goffi che dopo l'8 marzo venga formalmente ad illustrare bilancio e piano industriale agli azionisti privati.
Martedì 5 Marzo 2013, 10:54 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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