Diario dall'Antardide, i ricercatori della Sapienza: «In missione fra i ghiacci minacciati dal riscaldamento globale»

Pesca sul pack per i ricercatori italiani in Antartide
di Vittorio Buongiorno
Dall’altra parte del mondo. Di nuovo. La XXXIII missione italiana in Antartide è al lavoro quasi da un mese per la Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra)  coordinata ad CNR ed ENEA, che ha quest’anno tra gli obiettivi quelli di studiare sul campo la catena alimentare e provare a comprendere che impatto ha lo scioglimento dei ghiacci sull’ecosistema marino e la sua biodiversità.
Nel gruppo guidato sul campo dal ricercatore romano, Edoardo Calizza, e coordinato dai professori Maria Letizia Costantini e Loreto Rossi dell'Università La Sapienza di Roma, c’è anche il ricercatore pontino dell'università della Tuscia, Armando Macali alla sua seconda spedizione in Antartide. 

«Studiamo l’architettura della biodiversità antartica, che è ricchissima, per capire se e quanto questo ecosistema sarà influenzato dai cambiamenti climatici che sono in atto – spiega Calizza- Qui le specie sono abituate a un ecosistema stabile che i cambiamenti climatici rischiano ora di sconvolgere. Vogliamo capire se ci sono specie a rischio di scomparire».

Ma l’obiettivo è anche avere informazioni utilizzabili nel resto del mondo che le attività umane hanno profondamente cambiato e profondamente messo a rischio. «L’obiettivo della ricerca è studiare le catene alimentari degli ambienti polari nelle due fasi: ora che i mari sono ghiacciati e dopo, quando farà più caldo e il ghiaccio si sarà sciolto. Questo ci permetterà di metterle a confronto e vedere come si modificano» spiega il biologo marino Armando Macali. Per questo la campagna di studio durerà circa tre mesi. Campionereanno plancton, pesci di ogni tipo, piccole meduse, spugne, molluschi fino ai grandi predatori come le foche e i pinguini. Insomma, tutti gli organismi che rappresentano la biodiversità marina. La missione è sul campo da tre settimane. E proprio in questi giorni lo scenario che pareva immutabile sta cambiando rapidamente. Al Polo Sud infatti sta finendo il periodo più freddo dell’anno e i ghiacci intorno alla base italiana, che si estendono per centinaia di chilometri, stanno cominciando a sciogliersi e il mare di Ross - fino a ieri un pianoro bianco che pareva infinito, arriverà a lambire quando sarà piena estate la base e i suoi laboratori.
Cambierà così la ricerca. «Nelle prime settimane ci siamo spostati in elicottero - raccontano i ricercatori - e per pescare è stato necessario perforare lo spesso stato di ghiaccio, ma da qui a poco ci sposteremo in gommone». 
Da oggi fino alla fine della spedizione seguiremo i ricercatori della Sapienza con una sorta di diario sul web.
 
Mercoled├Č 29 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2017 17:24

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