Macerata, il racconto dell'orrore: altri due nigeriani fermati per l'omicidio di Pamela

di Daniel Fermanelli
MACERATA C'è un branco dietro l'orrenda fine di Pamela Mastropietro. È la convinzione che prende sempre più piede tra i carabinieri alla luce degli elementi emersi nella convulsa giornata di ieri, quando altri due nigeriani sono stati fermati. Uno di loro è stato bloccato a Milano, alla stazione della metro, con la moglie: secondo i carabinieri cercava la fuga in Svizzera. È stato caricato in macchina e riportato a Macerata e stando a quanto trapelato potrebbe avere avuto un ruolo chiave nello smembramento del corpo.

LA SIRINGA
Gli inquirenti hanno portato in caserma e sentito diverse persone (pare cinque) che martedì 30 gennaio, giorno della morte della diciottenne romana, sarebbero state nella casa di Innocent Oseghale teatro dell'orrore o avrebbero avuto contatti telefonici. Interrogatori iniziati poco dopo le 14, andati avanti lentamente (per la necessità di affiancare un interprete) e proseguiti ad oltranza. Ieri verso le 21.30 dei militari sono saliti in caserma con delle pizze: chiaro segnale che l'attività sarebbe andata avanti fino a tarda notte. I carabinieri ipotizzano dunque che Pamela sia stata vittima della ferocia del branco. I dubbi non mancano. Per esempio: perché Oseghale ha fatto solo il nome di Desmond Lucky? Quando Pamela è salita in casa, c'erano già altri nigeriani? E poi c'è un giallo. Il buco trovato sul braccio della diciottenne è il segno di un'iniezione di eroina o un tentativo di depistaggio dopo l'omicidio? Da accertare anche se sia stata consumata una violenza sessuale.
L'appartamento al civico 124 di via Spalato era abitato solo da Oseghale, accusato di omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere, dopo che la moglie e la figlia piccola erano state trasferite in una comunità. Secondo i vicini, però, in quella mansarda ci sarebbe stato spesso un andirivieni di connazionali del nigeriano, in particolare tre o quattro persone. Tra i sentiti ci sarebbe un giovane che abita in un appartamento di via Ferrucci, la stessa via in cui lo scorso giugno un richiedente asilo di 23 anni si era suicidato buttandosi dalla finestra dal quarto piano. Il nigeriano è stato condotto in caserma e sentito per diverse ore. Un connazionale è stato invece raggiunto ieri pomeriggio dai carabinieri alla stazione della metro Moscova a Milano. Era con la moglie e sembra che stesse fuggendo in Svizzera, la sua dovrebbe essere la posizione più grave. Sarebbe troppo presto per parlare del macellaio, colui che ha fatto a pezzi il corpo di Pamela, ma i militari hanno sentito anche altri connazionali. Tutte le persone portate in caserma, come sottolineato dal procuratore Giovanni Giorgio, sono state sentite come informate sui fatti. Questo almeno fino a ieri notte. Fino a quando cioè, i carabinieri negano provvedimenti di fermo. Giovedì intanto sono iniziati i rilievi dei Ris a Roma sugli abiti della giovane. La svolta nelle indagini è arrivata dopo i primi accertamenti informatici eseguiti dagli inquirenti sui quattro telefoni, due pc e il tablet sequestrati a Oseghale e Lucky.

IL LAVORO
I militari e l'analista forense Luca Russo, esperto in indagini informatiche, hanno iniziato a verificare i dati contenuti nei supporti tecnologici. Gli esperti stanno esaminando cellulari e Pc dei due indagati per accertare i contatti telefonici, le chiamate, i messaggi, gli accessi ad Internet e i contatti avuti in rete, compresi video e foto realizzati o scambiati. Per quanto riguarda il traffico telefonico, mentre il reparto operativo ha avviato gli esami sui tabulati, Russo si è incentrato sull'analisi delle celle telefoniche agganciate dai cellulari delle persone finite nel mirino degli inquirenti. Un lavoro difficilissimo perché condotto su una porzione di territorio in cui il traffico telefonico è intensissimo. L'avvocato di Lucky, Gianfranco Borgani, continua a sottolineare l'estraneità del proprio assistito alle accuse: «Nei suoi confronti - dice - non è stata chiesta alcuna misura, non è stato visto né dai testimoni né dalle telecamere. Lui nega anche di aver ceduto droga a Pamela».
Venerdì 9 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 10-02-2018 16:29

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5 di 29 commenti presenti
2018-02-10 11:45:06
esatto e io ho come l' impressione che il punto sta tutto nell' eroina, temo sia prioritario coprirne l' origine e ciò che gravita dietro a questo caso ; non stanno proteggendo gli indiziati ma la mafia che c'è dietro e che probabilmente tiene tutti in scacco...
2018-02-10 09:10:38
Per l'avvocato di Lucky. Qui sono tutti innocenti! Infatti la povera Pamela si è uccisa e fatta a pezzi da sola. Non contenta, si è messa da sola nei due trolley e se n'è andata, sulle ruote dei trolley, nel canaletto vicino alla strada dove gli stessi sono stati rivenuti. Ma metteteli tutti in galera e buttate la chiave senza perdere altro tempo. Ma ci vuole tanto a capire che la ragazza è stata violentata e, poi, per paura che parlasse, è stata uccisa e barbaramente sezionata e lavata con l'acido per eliminare qualsiasi traccia lasciata da questi barbari cannibali. Questo è tutto ciò che ci può insegnare (leggasi Boldrini e C.) questa gente che importiamo con tanta leggerezza e superficialità senza alcun controllo di documenti. Aspettiamo con ansia il 4 marzo!
2018-02-10 09:06:08
Innocent Oseghale era l'affittuario dell'appartamento. Che in quell'appartamento ci fosse un andirivieni di spacciatori connazionali a questo punto è chiaro, così come è chiaro che la ragazza ha fatto una fine orribile cui sicuramente l'Oseghale ha partecipato. Mi chiedo, se è lecito, quali dubbi abbiano il procuratore e il Gip sulla sua colpevolezza. E' stato visto con il trolley, nell'appartamento sono stati ritrovati i vestiti insanguinati della ragazzina e l'arma del delitto; L'Oseghale è andato a compare la candeggina ed è stato visto trasportare e depositare le valigie con il corpo della ragazza smebrato e alcune parti asportate e dissecate in modo quasi scientifico. Cosa si aspetta: che confessi? Che ci siano dei complici è fuori da ogni dubbio, ma se uno conosce minimamente le realtà delle comunità nigeriane, dovrebbe sapere che l'omertà per loro è regola di vita e di sopravvivenza, essendo quasi tutti invischiati in attività illecite.
2018-02-09 23:39:46
La sinistra continua a dire che ci servono tutti questi immigrati e che sono una risorsa,io ho i miei dubbi perchè ogni giorno leggo notizie di cronaca nera che riguardano questi migranti.
2018-02-09 23:22:39
Anche i bambini sanno che questo crimine è maturato nel mondo della droga. Anche i bambini sanno che i signori della droga sono i clan della 'ndrangheta calabrese (calabrese, non nigeriana). Anche i bambini sanno che se ci sono gli spacciatori è perché ci sono i consumatori. Anche i bambini sanno che i consumatori sono in gran parte italiani. Anche i bambini sanno che basterebbe che i drogati la smettessero di drogarsi per tagliare l'erba sotto i piedi ai signori della droga ('ndrangheta calabrese, mafia siciliana, camorra napoletana). Anche i bambini sanno che i milioni di euro movimentati (come dicono i banchieri) dai trafficanti di droga, dormono al riparo di anonimi conti in banca gestiti da fior di professionisti internazionali che godono di appoggi e ramificazioni a tutti i livelli della politica, dell'economia, della finanza e delle istituzioni...Forse sarebbe il caso di ricordarsene il 4 marzo!
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