Il Papa bacchetta i cattolici: «Non siate avidi, fate l'elemosina ai poveri»

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - «L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita!» Il Vaticano pubblica l'annuale messaggio che precede la Quaresima. Stavolta il Papa si concentra a denunciare la incapacità generale e diffusa della gente ad accorgersi del dolore altrui e di provvedere di conseguenza, con gesti concreti, ad alleviarlo. Come se i cattolici praticanti, quando si tratta di mettere mano al portafoglio, fossero un po' troppo tirchi, o perlomeno timidi nell'aiutare i poveri. «Ciò che spegne la carità è anzitutto l’avidità per il denaro, radice di tutti i mali». Il testo del messaggio scritto in varie lingue e destinato ad essere diffuso in tutto il mondo, si concentra a mettere a fuoco i «falsi profeti» che «approfittano delle emozioni umane per rendere schiave le persone e portarle dove vogliono loro». Rendendole, in buona sostanza, avide e concentrate solo sul proprio benessere.

«Quanti figli di Dio – si chiede Papa Francesco - sono suggestionati dalle lusinghe del piacere di pochi istanti, che viene scambiato per felicità! Quanti uomini e donne vivono come incantati dall’illusione del denaro, che li rende in realtà schiavi del profitto o di interessi meschini! Quanti vivono pensando di bastare a sé stessi e cadono preda della solitudine!» 

Bergoglio definisce i falsi profeti dei ciarlatani che «offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni usa e getta, di guadagni facili ma disonesti! Quanti ancora sono irretiti in una vita completamente virtuale, in cui i rapporti sembrano più semplici e veloci per rivelarsi poi drammaticamente privi di senso! Questi truffatori, che offrono cose senza valore, tolgono invece ciò che è più prezioso come la dignità, la libertà e la capacità di amare. E’ l’inganno della vanità, che ci porta a fare la figura dei pavoni... per cadere poi nel ridicolo; e dal ridicolo non si torna indietro». Da qui la riflessione sulla carità e l'incoraggiamento a fare di più per gli altri. Portafoglio alla mano.
Martedì 6 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 07-02-2018 16:54

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 41 commenti presenti
2018-02-06 21:19:42
Della serie "Armiamoci e partite" ....
2018-02-06 20:37:36
E pope frank continua a scherzare.... dai getta la maschera !
2018-02-06 19:56:26
Bravo Francesco, dai il buon esempio. Apri tutti i conventi e gli alberghi miliardari che ha il Vaticano. Accogli i poveretti che muoiono di freddo e di fame sotto i ponti e sotto le colonne di San Pietro. Occupati dei poveri (furbi) fratelli migranti spalancando le braccia della tua tanto sbandierata (a parole, solamente a parole) solidarietà. Ma soprattutto fai tutto ciò evitandoci, per carità cristiana, i tuoi inconcludenti predicozzi.
2018-02-06 18:13:24
Bene così: più imprevedibile di Sanremo. Santo subito!
2018-02-06 17:55:28
Sto argentino mi ha fatto diventare ateo.
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