Una lettera mette nei guai il Papa: nel 2015 una vittima gli avrebbe portato prove contro il vescovo insabbiatore Barros

di Franca Giansoldati
Città del Vaticano - Quando si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Spunta ora una lettera che di fatto smentisce Papa Francesco sul caso della pedofilia cilena e sulle coperture dei vescovi. La lettera in questione, anticipata dalla Ap,  fu messa nelle mani del cardinale Sean O'Malley, presidente della Commissione per la Tutela dei Minori, e da questi consegnata al Papa. Porta la firma di una delle vittime e spiegava al Papa, fatti alla mano, che il vescovo Barros era un insabbiatore, un 'encubridor', di fatto un complice di padre Karadima (un prete pedofilo) e che per questo doveva essere dimesso.

Fino alla scorsa settimana Papa Bergoglio ha continuato a difendere Barros, dicendo che occorrevano delle prove, senza però fare mai menzione alla lettera che gli era stata consegnata da O'Malley. Solo la scorsa settimana Francesco ha fatto retromarcia annunciando di volere andare in fondo con le indagini e mandando in Cile un suo emissario credibile per raccogliere prove contro Barros.

La notizia della lettera apre nuovi interrogativi sulla gestione degli abusi e su come il vaticano tende ad affrontare la questione dei vescovi insabbiatori. «Il cardinale O'Malley ci disse che aveva consegnato la lettera al Papa. Ecco perché ero tanto sconvolta quando ho visto che il Papa diceva con insistenza che non aveva prove contro Barros» ha commentato Marie Collins, ex membro della Commissione pontificia per la Tutela dei Minori, dimessasi l'anno scorso dall'incarico per protesta proprio per denunciare le frizioni esistenti all'interno della curia. «Santo Padre, le scrivo perchè sono stanco di lottare, di piangere e di soffrire».

La lettera scritta da Juan Cruz è in spagnolo. «La nostra storia è ben conosciuta e non c'è bisogno di ripeterla, anche se vorrei dirle delk'orrore che abbiamo vissuto. Un orrore che mi ha ucciso dentro». La vittima poi esponeva sommariamente i fatti, le famose 'evidenze' che il Papa chiedeva alle vittime per essere credute, in questo caso il fatto che il vescovo Barros fosse presente nella stessa stanza mentre era in corso un abuso.

E dire che Papa Francesco nel 2015 aveva stabilito il reato canonico di 'abuso d’ufficio episcopale' per i pastori che non davano seguito ai casi di denuncia di violenze sui minori, prevedendo l'istituzione di una apposita sezione giudiziaria per i vescovi in seno alla Congregazione per la Dottrina della fede che però non ha mai preso il volo. Ad un tratto, l'orientamento operativo è stato come depotenziato. 

Per questo motivo, poco dopo, si sono dimessi dalla Commissione per la Tutela dei Minori due membri (due ex vittime) per denunciare il muro di gomma curiale. E dire che la decisione del Papa era stata persino ratificata dal Consiglio dei nove cardinali, il cosiddetto C9. La decisione del tribunale dei vescovi era stato salutata dall'allora portavoce vaticano, padre Lombardi, con toni enfatici, sostenendo che era coerente con la linea della accountability', della assunzione di responsabilità, dei vescovi.

Il Papa aveva anche previsto  «un periodo di cinque anni in vista di ulteriori sviluppi delle presenti proposte e per il completamento di una valutazione formale della loro efficacia». Da allora la faccenda è caduta nel dimenticatoio. Salvo di essere ripescata davanti al caso Barros e alla questione, stavolta tutta italiana, del prete abusatore di Ponticelli, a Napoli. Anche in questo caso la Congregazione della Dottrina della Fede ha provveduto ad archiviare un caso emblematico in base alla documentazione ricevuta dalla curia di Napoli. Peccato che successivamente alla archiviazione vaticana sia spuntata una seconda vittima, un altro ex ragazzino finito nelle fauci dello stesso prete di Ponticelli, gettando una luce inquietante sui sistemi previsti per punire i preti pedofili.
Lunedì 5 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2018 12:44

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4 di 9 commenti presenti
2018-02-05 19:41:37
Non ho parole Cosa pensare sulla sua persona e sul suo operato di papa Spero per lui che i fatti sopra scritto non siano veri Purtroppo il suo operato e' alquanto discutibile in tanti settori La pregherei come cattolico di essere presente e mettere ordine nei fatti dentro la sua chiesa E ne ha tanti da risolvere a cominciare dalla pedofilia dei sui sacerdoti e alle alte gerarchie ecclesiastiche che coprono tali misfatti Sii piu' prete e non politico e non si intrometta in affari politici e altro in altri stati sovrani Sarebbe il caso di non invitare piu' con le sue prediche di tutte le domeniche i suoi amici profughi che di profugo non hanno nulla ma che tramite i suoi ripetuti inviti si sentono in dovere di venire e farsi mantenere da noi Italiani e non certo dal Vaticano Qual' ora accogliete qualcuno lo fate a nostre spese e non certe vostre E allora con dovuto rispetto per la sua persona e il suo pontificato pensi piu' alla sua chiesa e metta ordine Riduca in una vita normale il suo clero a cominciare dalle alte gerarchie “Cardinali, vescovi , fino all'ultimo prete di campagna in una vita ordinaria di fede ,.carita', poverta' e non stare dentro le mura ricche e dorate vaticane Da lei e dalla sua chiesa mi aspetto questo e non altro
2018-02-05 19:21:02
si e' rivelato per quello che effettivamente e' dimostrando anche una scarsa intelligenza troppa sicurezza nel suo operato. N'ell'era di internet tutte le cose prima o poi vengono a galla
2018-02-05 18:46:53
Questo papa terzomondista a parole, in realt√† √® un apostata e ha molti scheletri nei suoi armadi. In Sud America, suo continente di nascita, non √® molto gradito, meno che mai in Argentina, dove si guarda bene dal mettere piede e compiere una visita. Oggi, ricevere il presidente turco Erdogan, non certamente un sant' uomo bens√¨ un assassino, √® stato un errore. Una mossa che lo squalifica ancor di pi√Ļ, come Papa e come essere umano che predica il giusto e i Vangeli. Ogni volta che parla √®' il caso di dire: "ma da che pulpito viene la predica" !
2018-02-05 18:45:37
... e poi dicono che gli ortodossi non hanno ragione!
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