Russiagate, Bannon attacca Trump: «Incontri sovversivi alla Tower»

È ormai scontro aperto tra Donald Trump e Steve Bannon, che in un un nuovo libro del giornalista Michael Wolff rilancia alla grande il Russiagate definendo «sovversivo» e «antipatriottico» l'incontro alla Trump Tower tra il figlio del tycoon Don Jr. e un gruppo di russi. «Bannon non ha niente a che fare con me o con la mia presidenza, quando l'abbiamo licenziato non solo ha perso il lavoro, ha perso anche la testa», si è scatenato il tycoon attraverso la portavoce Sarah Sanders. Nel libro 'Fire and fury', in uscita negli Usa la prossima settimana, Wolff si è basato su oltre 200 interviste con lo stesso presidente, il suo entourage e una serie di vip fuori e dentro l'amministrazione.

L'ex chief strategist della Casa Bianca Steve Bannon ritiene che anche Donald Trump abbia partecipato all'incontro con esponenti russi alla Trump Tower durante la campagna elettorale, ipotizzando che il figlio Don Jr abbia portato gli ospiti nell'ufficio del padre. «La possibilità che Don Jr non abbia portato questi jumos (parola apparentemente inventata, ndr) su nell'ufficio del padre al 26/mo piano è zero», afferma nel libro 'Fire and Fury: inside the Trump White House« scritto da Michael Wolff.

«Tante falsità», secondo la Casa Bianca, ma per i lettori sono in arrivo ghiotti pettegolezzi, come quello che Melania avrebbe pianto, «ma non di gioia», la notte della vittoria del marito. Gli stralci su Bannon, che oggi hanno fatto la parte del leone, hanno attirato l'ira del presidente: «Ha avuto poco o niente a che fare con la nostra vittoria. Non rappresenta la mia base e ha passato il suo poco tempo alla Casa Bianca a provocare false fughe di notizie». Nel libro l'ex stratega usa metafore forti e un linguaggio da caserma per descrivere il clima della presidenza Usa, la cui indifferenza al potenziale impatto del Russiagate è paragonabile a quella di «chi sta sulla spiaggia aspettando l'impatto di un uragano di categoria cinque».

L'astio verso la figlia di Trump, Ivanka e il marito Jared Kushner, o come li chiama Bannon, «Jaranka», è un leit motiv del volume: «Una guerra tra ebrei e non ebrei», ha detto a Wolff l'ex segretario di Stato Henry Kissinger. Parlando con l'autore, un esperto di media e il biografo di Rupert Murdoch, Bannon ha ammonito che gli investigatori «romperanno Don junior come un uovo sulla tv nazionale», pronosticando che l'indagine del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate arriverà a segno concentrandosi sul riciclaggio. «Passa tutto per la Deutsche bank e tutta la m... di Kushner. La m... di Kushner è vischiosa», ha detto Bannon, notando che Mueller ha scelto come braccio destro Andrew Weissman, un esperto di denaro sporco: «Il loro percorso per fottere Trump passa dritto per Paul Manafort, Don Jr. e Jared», ha aggiunto l'ex stratega, oggi non l'unico ad alzare l'ombra del riciclaggio. Sul New York Times i fondatori di GPS Fusion, Glenn Simpson e Peter Frisch, che commissionarono all'ex agente britannico Chris Steele l'indagine su Trump e i russi, hanno detto di aver trovato «da Manhattan alla Florida, da Toronto a Panama, vaste prove che Trump e la sua organizzazione lavorarono con russi di dubbia fama in odore di riciclaggio».

GPS Fusion ricevette durante la campagna elettorale da un gruppo conservatore, il Washington Free Beacon, e dalla campagna di Hillary Clinton l'incarico di indagare sul «complesso passato di affari di Trump». Il rapporto Steele - hanno spiegato sul Nyt - è stato solo un capitolo: «Non la molla che ha spinto l'Fbi ad aprire l'inchiesta sul Russiagate, ma la controprova di informazioni ricevute da altre fonti tra cui una dentro il campo di Trump».
Mercoledì 3 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 04-01-2018 18:22

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5 di 13 commenti presenti
2018-01-04 08:23:33
vedremo come questa storiaccia andra' a finre
2018-01-04 03:01:39
Tutto cio e` molto interessante, ma i libri si scrivono per fare soldi e le prove, se ci sono, vanno depositate in tribunale. Ormai basta parlare ai media per condannare una persona, Se hanno prove le presentassero affinche Trump venga rimosso. Se le prove non le hanno tacessero che ormai e` un anno che la menano con questo Russiagate. Ormai la politica e le sorti dei paesi vengono decise da social media e giornali di parte. Vite e carriere vengono distrutte sulla base di testimonianze date davanti ad una cinepresa o ad un microfono, se poi in tribunale viene data l'assoluzione, poco importa tanto ormai si e` abbattutto il nemico.
2018-01-04 11:07:55
Tu non sai quello che dici.... credimi. E te lo dice uno che vive negli USA.
2018-01-03 23:07:04
Questo pazzo è capace di tutto ,americani chiedete l'empeachment per il vostro bene e quello mondiale
2018-01-04 14:14:16
Veramente il sistema Americano e' stato introdotto sin dall'inizio per dare voce anche ai piccoli stati- Altrimenti i politici si concentrerebbero solo su NYork, California, Massachussets , Texas...e altri -- Si e' un sistema sui generis ma non lo cambiano perche' solo 2 volte e' successo questo fenomeno- Poi non dimenticare che qui neanche il 50% della popolazione vota...solo per dirti quanto je ne tange!
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