Anna Guaita
BLOG QUEST'AMERICA di Anna Guaita

Divorzio? A chi va Fido?

NEW YORK – Una coppia divorzia. Che sia una separazione consensuale o no, non si dovrà solo decidere a chi vada l’affidamento dei figli, ma anche chi dei due prenderà la casa, l’automobile, i mobili… e il cane. Gli animali d’affezione infatti sono trattati come oggetti, o almeno finora è stato così: ora negli Usa la legge sta cambiando, e in due Stati, i "pets" hanno acquisito diritti simili a quelli dei bambini.

Se infatti una coppia non è capace di risolvere amichevolmente l’affidamento di Fido, Fuffy o Polly, il giudice avrà l’obbligo di valutare “il benessere e gli interessi dell’animale” nel decidere chi dei due se lo porterà a casa.

La prima a passare questa legge è stata l’Alaska, un anno fa. E dal primo gennaio 2018 la stessa legge è operativa anche nell’Illinois. Se l‘Alaska aveva fatto notizia, era però sembrato un caso un po’ unico, legato anche al fatto che nello Stato si sono avuti alcuni esempi famosi di dispute fra ex coniugi per le mute di cani da slitta, che nel più nordico Stato Usa sono ancora molto comuni e usate sia privatamente che in gare sportive.

Ma ora che anche uno Stato centrale e popoloso come l’Illinois ha compiuto questa scelta, gli animalisti esultano e si dicono convinti che la sensibilità verso i diritti degli animali d’affezione sta diventando un trend.

Effettivamente, se una coppia non riesce a trovare un accordo consensuale sulla sorte dei propri animali, il giudice dovrà d’ora innanzi tenere presente chi dei due potrà garantire loro un’esistenza più sana e sicura. Non dovrà cioè solo considerare i diritti dei due umani, ma “dovrà prendere in considerazione il benessere dell’animale”.

E come deciderà il giudice? Seguirà le stesse linee direttive che segue per l’affidamento dei figli: studierà chi dei due ex coniugi si sia dimostrato più attento, presente e affettuoso verso Fido.

«Chi lo porta fuori a spasso? Chi gli compra il cibo? Chi lo porta dal veterinario per i vaccini? Tutto ciò che avviene nella vita quotidiana di un animale d’affezione diventa rilevante nel decidere il suo affidamento» spiega l’avvocato Erika Wyatt.

Dunque da oggi almeno in due Stati Usa, gli animali d’affezione non sono più giudicati una semplice proprietà, come un frigorifero o un divano.

Ma naturalmente tutti coloro che hanno o hanno avuto un cane, un gatto o anche dei canarini, questa differenza la conoscevano già.
                                                                                                                                                                                                

 

  Mercoled√¨ 3 Gennaio 2018, 00:25
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-04 13:02:18
Prima o poi sugli schermi U.S. vedremo il "remake" di "Kramer contro Kramer" con Dustin Hoffman e Meryl Streep, ormai vecchi, in tribunale nella causa d'affidamento di uno Yorkshire o un barboncino... Scherzi a parte, se mia moglie ed io avessimo divorziato quando la nostra amatissima Scout, una Labrador Retriever, era ancora viva, sarebbe davvero stata una lotta all'ultimo sangue per l'affidamento. E il giudice avrebbe dovuto fare una difficile decisione: Scout era la mia compagna fedelissima di caccia alle anatre e amava cacciare. L'avevo addestrata a perfezione e non esitava a tuffarsi nell'acqua gelida dell'Alaska per recuperare un'anatra. Con mia moglie, che l'amava come e quanto l'amavo io diventava invece un cane da salotto, persino da grembo, nonostante la sua mole. E Scout voleva ugualmente bene sia a lei che a me, soffrendo quando uno dei due doveva viaggiare e mancare da casa per qualche giorno. In tali casi, sono convinto, il cane (o il gatto) dovrebbe essere affidato non all'ex-coniuge che lo ama di piu', ma a quello che "il bambino peloso" ama di piu'. E a lui non lo si puo' chiedere con quale dei due vuole andare. In qualsiasi caso, per l'animale sarebbe sempre un trauma, come lo sarebbe per un bambino umano i cui genitori hanno divorziato e che viene affidato a uno dei due.
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