Vitalizi, stop ai tagli: gli ex consiglieri della Regione Lazio brindano al nuovo anno con un aumento

di Jacopo Orsini
Era stata una delle urgenze della legislatura iniziata nel 2013 con l'elezione di Nicola Zingaretti alla carica di governatore della regione Lazio. Dopo gli scandali sugli sperperi dei fondi pubblici dei gruppi della Pisana, quelli incarnati soprattutto dalle spese pazze dell'ex consiglieri di Forza Italia di Anagni Franco "Batman" Fiorito e di Vincenzo Maruccio, ex Idv, il partito di Antonio Di Pietro ormai sparito, uno dei primi provvedimenti importanti della nuova giunta a guida Pd era stata l'approvazione di un contributo di solidarietà sui vitalizi.

Un taglio modesto e solo temporaneo (a prova di ricorsi) che voleva essere soprattutto un segnale di inversione di rotta. Fatto anche per rispondere alle pressanti richieste del Movimento 5 stelle. Parliamo di una regione dove nonostante tutte le riforme delle pensioni fino alla legislatura precedente si poteva ancora incassare l'assegno, fra l'altro calcolato con regole più generose, ad appena 50 anni. Il taglio introdotto tre anni fa ora però è scaduto e da oggi, 1 gennaio 2018, i vitalizi tornano a crescere. 

Il contributo. La norma approvata dal consiglio regionale nel novembre del 2014, disponeva, con decorrenza 1 gennaio 2015, e solo per il triennio 2015-2017 "una riduzione temporanea per i vitalizi erogati agli ex consiglieri o titolari di reversibilità, calcolata in modo progressivo con quattro aliquote". Nel dettaglio: fino ai 1500 euro lordi il taglio era dell'8%, dai 1501 ai 3500 euro del 10%, dai 3501 ai 6000 del 13% e oltre i 6000 euro del 17%. Per chi invece oltre al vitalizio regionale percepisce anche altri vitalizi (da parlamentare italiano o europeo o di un'altra regione, nel Lazio sono una trentina con la doppia pensione) le aliquote del contributo di solidarietà erano state maggiorate del 40%. Pertanto, del 11,2% fino ai 1500 euro lordi, al 14% dai 1501 ai 3500, al 18,2% dai 3501 ai 6000 e al 23,8% oltre i 6000 euro sempre lordi. Il provvedimento prevedeva inoltre un innalzamento dell'età di "pensionamento" dei consiglieri da 50 a 65 anni (con la possibilità di anticipare l'erogazione a partire dai 60 anni ma con una decurtazione del 5% per ogni anno di anticipo fino a un massimo quindi del 25%). 

L'aumento. Con il nuovo anno i consiglieri brindano dunque all'aumento del vitalizio. Per chi incassa un assegno da 6mila euro lordi al mese (circa 3.700 euro netti per 12 mesi), fanno 1.020 euro lordi al mese, vale a dire 700 euro netti in più sull'assegno incassato ogni 30 giorni.  Chi ne prende 1500 si deve accontentare invece di 120 euro lordi al mese in più (un centinaio circa netti). 

Niente nuovi tagli. E ora cosa succede? Il taglio si può imporre di nuovo? Alla Pisana non sembra certo una delle priorità, con i partiti ormai già in campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo prossimo. Fra l'altro per i consigliere attuali il vitalizio con le generose regole del passato è già stato cancellato. E il contributo di solidarietà, essendo una tantum non è più ripetibile. Gli ex consiglieri regionali del Lazio possono insomma stare tranquilli: per ora nessuno toccherà più il loro vitalizio. 



 
Lunedì 1 Gennaio 2018 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 08:39

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 56 commenti presenti
2018-01-07 13:28:08
Trovo giusto non andare a votare perché nessuno merita di essere eletto. Il non votare lo considero una chiara manifestazione di volontà in tale senso. Metterei un quorum, come nelle riunioni di condominio: se non vota il 50% dei votanti le elezioni sono nulle
2018-01-07 12:52:10
No, no caro Vasfran, intanto se avesse vinto il SI il prossimo 4 marzo non si sarebbe votato per eleggere 315 senatori a 15.000 euro al mese. Questa era soltanto una !!!
2018-01-07 18:03:48
cyberspazio 12.52.10 ancora ? Guardi che il POPOLO ha votato contro una Riforma Costituzionale pensata male e scritta peggio dal trio Renzi-Boschi-Verdini...!!! Con una sola Camera che legiferava e con l'altra tenuta in piedi solo come specchietto per le allodole, per dare solo immunita' parlamentari, privilegi ed altro ai Sindaci e Cnsiglieri Regionali, e che alla fine non contava NIENTE di NIENTE, le cose non è che sarebbero cambiate in meglio, ma decisamente in peggio e lasciamo perdere il risparmio che , a detta dalla Ragioneria dello Stato sarebbe stato solo pochi milioni di euro, una goccia nell'oceano...!!! SE la Riforma Costituzionale avesse previsto l'abolizione totale del Senato cosi' come l'Art. 67 che permette ai parlamentari di cambiare la casacca e saltare da un banco all'altro, come hanno fatto in tantissimi, allora ci avrei pensato prim di votare decisamente NO....Almeno su questi due punti fondamentali, ci avrei veramente pensato e come me penso tantissimi altri..Basta shopping in Parlamento alla faccia degli italiani....!
2018-01-07 12:21:20
DAJE.....
2018-01-07 10:38:13
ma quale voto e voto, questi traditori e roditori del popolo andrebbero processati per direttissima da un tribunale del popolo, altro che con il voto del 4 marzo. Questi se la ridono perche hanno gia stabilito come prendere per i fondelli gli italiani, razza di creduloni-fessacchiotti che dopo 72 anni ancora non si sono resi conto che sono governati da delinquenti nati cresciuti e pasciuti, altro che razza italiana, la piu disgustante del pianeta.
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