Usa, pornostar 23enne tacciata di omofobia sui social: trovata morta nella sua casa

di Federica Macagnone
L'hanno trovata senza vita, riversa sul pavimento della sua casa a Camarillo, in California. Sono ancora incerte le cause della morte della pornostar canadese August Ames, 23enne protagonista di 270 film a luci rosse, trovata morta martedì scorso. Mentre ancora i medici non si sono pronunciati sulle cause del decesso, per amici e conoscenti non ci sarebbero dubbi: August si è suicidata.
 

Secondo i media americani la ragazza aveva avuto dei problemi di depressione in passato, ma la causa scatenante del gesto sarebbe da ricercare in una recente polemica durante la quale è stata presa pesantemente di mira on line. L'attrice la scorsa settimana aveva pubblicato un post su Twitter in cui comunicava di essersi rifiutata di prendere parte a un film porno dopo aver saputo che il coprotagonista aveva girato scene omosessuali. La ragione, secondo August, risiedeva nel fatto che fare sesso con quell'interprete l'avrebbe esposta a un maggior rischio di contrarre l'HIV.

In poche ore l'attrice era stata subissata di insulti e critiche: l'accusa avanzata dalla maggior parte delle persone che si sono scagliate contro di lei era sempre quella di omofobia. Ad attaccarla anche alcuni colleghi, uno dei quali ha scritto: «È la donna più stupida che ho incontrato nei miei 15 anni nel settore. Puoi chiedere un preservativo, dunque non c'è assolutamente alcun motivo per discriminare». August era corsa ai ripari, tentando di postare on line dei messaggi per correggere il tiro, ma le critiche non si sono mai arrestate. «Non sono omofoba - si è affrettata a scrivere l'attrice - Ci sono tante ragazze che non girano scene simili per tutelare la loro salute. Non metto in pericolo il mio corpo. Non so cosa fanno nella loro vita privata».

Martedì la triste scoperta. Da quel momento numerosi fan, colleghi e amici si sono riversati sui profili social di August per esprimere il loro cordoglio, dicendosi completamente sotto choc per la notizia. «Era la persona più gentile che abbia mai conosciuto e per me era tutto - ha dichiarato suo marito Kevin Moore alla rivista specializzata Adult Video News - Per favore, vorremmo vivere come una questione privata questo momento difficile». Il produttore Jules Jordan l'ha ricordata come una delle più belle persone mai conosciute, mentre la star del porno australiano Madison Missina  ha commentato caustica: «Il bullismo all'interno dell'industria si è portato via un'altra vita». 
Giovedì 7 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 09-12-2017 10:15

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2017-12-07 22:33:24
Le chiamano pornostar ma sono solamente delle poverette sfruttate e spremute fino all'anima da farabutti schifosi papponi che hanno il vezzo di dichiararsi "registi" e "produttori" cinematografici.
2017-12-08 10:06:02
Scusi ma lei cosa ne sa? conosce il settore? la stragrande maggioranza delle attrici che vi operano sono donne libere e consapevoli che hanno scelto quella professione, e il suo commento è decisamente paternalistico e offensivo nei loro confronti.
2017-12-08 10:32:23
Che è accaduto alle 2 di notte in Groenlandia?
2017-12-08 17:26:11
Non ci tengo grazie. Ma credo che in mancanza di prove si debba partire dal presupposto che si tratti di professioniste che esercitano liberamente.
2017-12-08 16:10:45
vada a vedere i suoi film in rete e poi mi dirà se non era presumibilmente sotto l'effetto di droghe per poter fare certe cose
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