Roma, morto sulla Colombo, l'assurdo destino: il fratello morì lo stesso giorno di qualche anno fa

di Veronica Cursi
Un destino beffardo. Una coincidenza atroce. E una data maledetta, il 7 dicembre, che in anni diversi ha rubato la vita di due fratelli. Claudio Febbi, il giovane di 22 anni che si è schiantato con la propria auto in un incidente sulla Cristoforo Colombo a Roma, è morto oggi all'alba. Lo stesso giorno di qualche anno fa morì anche suo fratello.

Lo aveva ricordato proprio Claudio con un post su Facebook: «Il 7 dicembre Dio ti ha chiamato con sè, e lo odio con tutto me stesso. Rimarrai sempre con me, ti amo fratellone mio». Oggi, per un assurdo scherzo del destino, se ne è andato anche lui.
«Dicembre - scriveva Claudio solo cinque giorni fa - ho sempre avuto uno strano rapporto con questo mese, lo amo ma ci combatto. Dicembre è il mese in cui si respira aria di festa, negozi addobbati e tavole imbandite, luci accecanti e bambini ansiosi. Ma dentro il buio, il buio di chi questo mese lo vive di mancanze. Il mese in cui i ricordi saranno più vivi che mai. Sarà che mancheranno i sorrisi pazzi, sarà che mancherà il regalo più importante. Dicembre, un mese di sorrisi e tristezza. Il mese in cui ritorni a casa la sera e vorresti trovare tutto al proprio posto, comprese le persone».
 


All'alba di questa notte Claudio ha perso il controllo dell'auto e si è schiantato contro un palo. Con lui c'erano tre ragazze, tre amiche, che ora lottano per la vita. E proprio con loro ci sono le foto in discoteca, al bar a fare colazione. Claudio è morto sul colpo. Per lui non c'è stato niente da fare. Sembra che corresse molto, secondo una prima ricostruzione l'auto sarebbe andata circa a 120 all'ora. 
Ieri, solo qualche ora prima di uscire, aveva scritto sul suo profilo: «So solo che i ricordi a volte fanno mancare l'aria».
Oggi manca l'aria alla sua famiglia che rivive quel maledetto giorno, lo stesso, senza speranze. Lo rivivono gli amici che inondano il suo profilo di cuori e condoglianze. Qualcuno scrive: «Assurdo, che coincidenza», qualcun'altro in preda alla rabbia: «Dio ha stufato».

Foto, immagini, ricordi, scorrono sul suo profilo: un ragazzo di 22 anni, uno come tanti, che si interrogava sull'amore e sulla vita chiedendosi tante volte perché il destino gli avesse portato via suo fratello. Stanotte è toccato a lui. E ora quella frase condivisa sui social mette i brividi: «Tu credi davvero che ci sono cose che succedono per caso?».
 
Giovedì 7 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:55

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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 18 commenti presenti
2017-12-07 15:50:05
Correva a 120 .... Non vedo cosa centri Dio in tutto questo!
2017-12-07 18:07:06
Correre così tanto, dopo quello che è successo a tuo fratello, significa che non hai imparato nulla da quello che ti è accaduto; non mi dispiace per lui, se vai a 120 km orari accetti di poter fare un incidente del genere, il mio dispiacere va ai 3 passeggeri che erano in macchina con lui.
2017-12-07 16:57:06
io più che pietà per questo ragazzo provo un profondo sdegno, per la mancanza totale di rispetto per la propria vita e per quella degli altri
2017-12-07 16:24:34
Eh, "Dio ha stufato...." se fa tanto presto....ma io tooò dato un cervello no? Un corpo sano....la gioventù....de ritorno daa discoteca vai a 120 fio mio essù....essi bono....!
2017-12-07 19:23:11
Certo che no, altrimenti non ci sarebbe più traffico..... Comunque un conto è andare a 120 in autostrada, un altro farlo in città dopo che magari hai pure bevuto, fregandotene pure del fatto che porti pure altre persone.
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