La mossa americana/I nuovi ostacoli al processo di pace in Medio Oriente

di Alessandro Orsini
Donald Trump ha annunciato di voler trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme per ribadire di essere completamente schierato dalla parte di Israele e che qualunque processo di pace, ammesso che sia lecito ipotizzare una sua ripresa, avverrà alle condizioni di Netanyahu. Il che significa che non avverrà. Hamas invita alla rivolta, ma nessuna intifada potrà mutare la realtà dei fatti e cioè che Israele domina e i palestinesi sono dominati, senza che nessuno possa correre in loro...
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Giovedì 7 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 00:05

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2 di 2 commenti presenti
2017-12-07 08:58:28
Gli Israeliani dovrebbero rendersi conto di come sono trattati dai paesi "amici". Perché i loro guai di vicinato sono stati cagionati da questi, sin dall'inizio. Quando, al termine della seconda guerra mondiale, i paesi vincitori decisero di creare uno stato ove gli ebrei avrebbero potuto vivere in pace agirono correttamente, come pure corretta fu la decisione di collocare quello stato in medio oriente, per una questione di coerenza storica. Quello stato non poteva che stare dove sta, perché altrove non sarebbe stato Israele, ma qualche altra cosa: un protettorato, una colonia o, peggio, un nuovo maxighetto. Fatto sta però, che quei territori ancorché, quasi disabitati, non erano terra di nessuno. Alcune tribù di pastori arabi nomadi le occupavano occasionalmente per la transumanza. Fu soprattutto la Gran Bretagna a compiere l'errore madornale di comportarsi come se quegli arabi non ci fossero. Così, da un lato la superbia colonialista britannica e dall'altro la permalosità congenita dell'islam crearono le condizioni per un dissidio strutturale, copia di quello che i britannici avevano già creato cogli irlandesi. Se allora si fosse negoziato cogli arabi, magari prevedendo una equa compensazione, quelli avrebbero ceduto un territorio che in fondo a loro interessava poco. Non facendo questo, Israele è nato come indesiderato dagli abitanti di quelle regioni, ed è stato sotto attacco sin dal suo primo giorno di vita. Ma l'errore della faciloneria britannica è stato superato da quello della barbarie statunitense, che ha fatto di Israele un suo avamposto in medio oriente, un cane da guardia dei campi petroliferi su cui gli americani ritengono di avere dominio. Nei decenni è avvenuto regolarmente che gli israeliani si siano trovati a tutelare gli interessi degli stati Uniti in medio oriente a detrimento dei propri, ricevendo come aiuto dall'alleato unicamente armi, armi, armi. È un dato di fatto, che gli armamenti più moderni che gli Stati Uniti sviluppano vengono dati ad Israele prima che ad ogni altro alleato. Finché Israele non si renderà conto di essere usato per il lavoro sporco in favore degli Stati Uniti non ci sarà pace. I loro governi moderati e laburisti hanno potuto al massimo raggiungere uno stato di tregua armata, che è durata fin quando governi diversi, come quello del falco Sharon, non hanno riacceso le ostilità con una politica di vicinato all'insegna della prepotenza. Durante l'ultima di queste fasi, gli Stati Uniti hanno pagato coll'11 settembre 2001.
2017-12-07 17:04:14
non loso..e' l'etermo quesito dell'uovo o della gallina...sono gli USA a manovrare Israele o e' Israele a manovrare gli USA ??? io francamete propendo per la seconda ipotesi..basta vedere lampotenza dell'Aipac e ..l'intossicazione dei media e di Hollwood ..tutti in mano ad americani con doppia nazionalita'..o le massime potenze di Wall Street...
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