Gerusalemme, proteste a Gaza. Khamenei: «Palestina sarà liberata»

«La Palestina sarà liberata. La comunità palestinese e quella musulmana vinceranno». Lo ha dichiarato l'ayatollah Ali Khamenei attaccando l'iniziativa di Donald Trump di spostare l'ambasciata americana a Gerusalemme. «Gli annunci da parte dei nemici dell'islam di dichiarare Al Qods capitale del regime sionista derivano dalla loro debolezza e il mondo islamico si opporrà a questo disegno», ha detto durante un incontro in occasione dell'anniversario della nascita del profeta Maometto.

Malgrado l'ondata di maltempo, in diverse località di Gaza e della Cisgiordania sono stati organizzati oggi cortei di protesta contro la decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele. L'agenzia di stampa palestinese Wafa precisa che a Gaza migliaia di persone si sono raccolte nella piazza del milite ignoto dove hanno scandito slogan ostili agli Stati Uniti. Sul web sono comparse immagini di bandiere americane date alle fiamme.

La Wafa aggiunge che negli istituti scolastici gli insegnanti si sono soffermati con i loro allievi sull'importanza di Gerusalemme per la causa palestinese e hanno fornito aggiornamenti sugli ultimi sviluppi politici. In protesta contro la politica dell'amministrazione Trump sono stati proclamati nei Territori tre giorni di "collera" che culmineranno venerdì con le preghiere nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme. La polizia di Gerusalemme è stata posta in stato di allerta e la scorsa notte ha compiuto l'arresto preventivo di un dirigente locale di al-Fatah.

Nasser al-Qidwe, un portavoce di Fatah, partito del presidente Abu Mazen, ha fatto appello per «proteste non violente». In una conferenza stampa a Ramallah, citata dai media palestinesi, al-Qidwa ha detto che le proteste di rabbia palestinese dovrebbero essere espresse «in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese a questo riguardo».

Il segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul Gheit, ha definito l'imminente riconoscimento americano di Gerusalemme quale capitale di Israele e sede dell'ambasciata statunitense «una provocazione ingiustificata». In dichiarazioni a giornalisti fatte al Cairo, Aboul Gheit ha detto che «la posizione religiosa di Al Qods (Gerusalemme in arabo) nel cuore di tutti gli arabi, musulmani e cristiani, rende assurda qualsiasi manipolazione del suo status».


Intanto i leader cristiani di Gerusalemme sono «certi» che i passi che Donald Trump si accinge a intraprendere «aumenteranno l'odio, il conflitto, la violenza e le sofferenze a Gerusalemme e in Terra Santa». Lo dicono in una lettera inviata al presidente Usa nove responsabili delle chiese cristiane, tra cui Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino, e padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa. «Il nostro consiglio - aggiungono - è di continuare a riconoscere lo status quo a Gerusalemme. Ogni cambiamento improvviso provocherebbe danni irreparabili».

Nel suo atteso discorso di oggi, Trump non parlerà solo di Gerusalemme capitale d'Israele, ma menzionerà anche il suo sostegno ad una soluzione di pace con due stati. Lo scrive il sito Axios, citando alti funzionari dell'amministrazione americana. Secondo queste fonti, l'annuncio di Trump sul riconoscimento di Gerusalemme capitale non toccherà gli aspetti della sovranità e dei confini, che andranno discussi nell'ambito dei negoziati di pace. Il presidente si dimostrerà «onesto» nel riconoscere la realtà dei fatti. Inoltre la Casa Bianca ritiene che la decisione di Trump di rispettare la sua promessa elettorale «rafforzerà la sua credibilità nel mondo, come una persona che rispetta la sua parola, non si fa intimidire dalle minacce e non si sottomette alle pressioni internazionali». Il presidente americano «comprende le aspirazioni palestinesi» e sostiene una soluzione con due stati, sottolineano le fonti, aggiungendo che di questo «verrà fatta menzione» nel suo discorso odierno.
Mercoledì 6 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 19:11

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5 di 5 commenti presenti
2017-12-06 18:32:25
Ancora con questa storia di Israele unica democrazia della regione? basta, per carità! I paesi democratici non espropriano (senza alcun risarcimento) i legittimi abitanti di un altro paese, non invadono e non rubano territori d'altri, non ammazzano donne e bambini con azioni terroristiche di Stato, non violano tutti i princìpi del diritto internazionale, ma rispettano la carta delle Nazioni Unite e le risoluzioni dell'ONU, non praticano una politica di pulizia etnica e di apartheid, non costruiscono nuove colonie su territori non loro e conquistati militarmente a sprezzo di ogni regola della civile convivenza, non sbattono in prigione senza processo gli avversari politici e non praticano l'assassinio politico mirato, ecc. ecc. Basta con l'aria fritta di Israele paese democratico!
2017-12-06 19:42:24
peccato che i palestinesi non sono musulmani (con una s) praticanti e non appartengono ne ai sunniti ne ai sciti
2017-12-07 21:58:25
Non c'entra con la religione, si tratta di un posto conteso da migliaia di anni. La religione musulmana e' invece la piu' antica e bene radicata nella Legge Sovrana.
2017-12-06 16:53:53
Israele è una democrazia con ministri ed un parlamento mentre la "nuova Palestina" (da non confondere con il territorio di Palestina) è divisa in due territori e due forze politiche in disaccordo tra loro, con chi Israele dovrebbe fare la pace? con quale interlocutore? parlare dalla poltrona del salotto è facile. Credo che dietro la decisione di Trump ci sia un disegno che servirà a trovare un nuovo interlocutore comune ed affidabile accettato sia da Fatah che da Hamas
2017-12-06 17:59:33
Assurdo che in un paese uno non pu√≤ spostare la sua capitale da una citt√† ad un altro o che un paese straniero non possa spostare la sua ambasciata da una citt√† ad un altra. La sudditanza psicologica nei confronti dei mussulmani aumenta sempre di pi√Ļ e questo fa si che poco a poco staimo rinunciando ai nostri valori al nostro modo di vivere per sostituirlo col volere dei mussulmani. Le generazioni dei nostri figli si troveranno veramente male assoggettati al volere mussulmano, indietro di secoli e secoli. Bentornato medioevo.
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