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La scienza dà spettacolo: Barry Barish, il premio Nobel della Fisica 2017 accolto come una star



«Professor Barish cosa debbo rispondere a una mia alunna molto pragmatica che in classe mi ha chiesto “ma come cambierà la mia vita con la scoperta delle onde gravitazionali?”. Io non ho saputo rispondere, la prego, mi aiuti lei». È stata una delle tante domande poste al Premio Nobel per la Fisica 2017 che ier ha fatto tappa a Perugia dopo aver visitato L'Aquila dove ha inaugurato la sede e il nuovo rettorato del Gssi, il Gran Sasso Science Institute.
A Perugia, per assistere alla lectio magistralis di Barry Barish, si era formata una lunga coda in piazza IV Novembre. Una fila di studenti, insegnanti, curiosi ma anche semplici cittadini che non hanno voluto disertare l’incontro con lo scienziato statunitense. Un serpentone che è arrivato a ridosso della fontana Maggiore che testimonia la vicinanza e l’interesse di Perugia nei confronti della scienza.
Nel corso del primo incontro, introdotto da Luca Gammaitoni, Barish ha ricordato due personaggi fondamentali: il professor Ronald Drever e l’italiano Adalberto Giazotto, protagonisti della ricerca e scomparsi a ridosso dell’eccezionale scoperta scientifica. «Debbo dire che non ho mai ricevuto domande così interessanti come qui a Perugia -ha sottolineato Barish-, qui mi avete ricordato che oltre alla ricerca c’è la vita di un uomo normale, oltre che lo scienziato». «Come e quando ho appreso la scoperta? -in risposta all’ennesima domanda, Barish si è lasciato andare-, beh a dire il vero in quel momento dormivo perchè nella città in cui vivo erano le 4,50. La mattina dopo mi sono arrivate una valanga di mailche confermavano l’incredibile scoperta, ma prima di crederci ho voluto fare tutte le verifiche del caso».
Disponibilità, autografi selfie e strette di mano a non finire. Insomma un vero e inaspettato bagno di folla per lo “scienziato-star” che ha risposto volentieri alle innumerevoli domande del pubblico. Tanto che Gammaitoni ha faticato non poco e alla fine ha dovuto interrompere l’incontro al museo del Post per il timore di ritardare l’appuntamento successivo alla Sala dei Notari. «Il Nobel non è solo per me-ha ribadito Barish-, è un premio arrivato grazie alle centinaia di collaboratori e scienziati che hanno dedicato anni della loro vita a questa ricerca. Grazie a tutti e grazie, soprattutto, anche a chi non c’è più».


La lectio magistralis di Barry Barish alla sala dei Notari a Perugia


Al tavolo dei relatori anche Luca Gammaitoni del museo Post


La spiegazione attraverso il computer dell'astrofisico del Caltech


Luca Gammaitoni, l'assessore alla Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini  e Barry Barish


Carlo Rubbia e Barry Barish alla cerimonia di inaugurazione del rettorato Gssi a L'Aquila


Barry Barish, Eugenio Coccia il rettore Paola Inverardi e Carlo Rubbia




  Venerdì 17 Novembre 2017, 22:11
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1 di 1 commenti presenti
2017-11-18 22:11:13
Questo servizio è fantastico: fantastica la sala dei Notari, speriamo che gli estremi fraseggi e svolazzamenti ultraterreni degli odierni eccelsi delle grandii.. grandi si insomma, grandi scopertone, non abbiano appannato o deturpato troppo con il loro ossesso alitare, le opere dell’espressionista di santa Chiara e quanto di preziose meraviglie di una grande antica Italia. cosa vuole dire? semplice, io sono senese per giunta uno scientifico che di convegni Lincei Universita' etc ne avevo fino alla cima dei capelli, ma anche artista con mostre etc, diciamo eclettico, e quindi..., arte e scienza?, noo.. arte, arte, eleva l'essere a ben altra cosa. Gli svolazzamenti teorici e tecnologici sono aridi almenoche' non siano atti creativi, (vedi Dirac e fisici primo 900), ma oggi di creativita', di risultati da particolare astrazione, direi assolutamente nulla. Sbrodolamenti inconsistenti.
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