Gloria Satta
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L'Italia all'Oscar con i rom
nuova sfida di un cinema vitale

La designazione come candidato italiano all’Oscar del film “A Ciambra”, diretto dal giovane e per ora sconosciuto regista Jonas Carpignano, ha scatenato la discussione, anche a livello politico: il film, girato con la tecnica documentaristica del cinema-verità, è ambientato in Calabria all’interno di una comunità di rom che rubano per vivere, e ci si è chiesti se è giusto che l’Italia venga rappresentata all’Oscar da una storia di questo genere.
Iopenso vi dico che la designazione di “A Ciambra”, in assenza di film tanto forti da sfidare il miglior cinema del mondo intero, è stata una scelta spiazzante ma strategica e ha buone probabilità di rivelarsi vincente. Gli americani, in particolare la giuria dell’Oscar, amano i film dotati di una forte identità e non quelli che tentano, il più delle volte vanamente, si rifarsi ai modelli hollywoodiani.
Amano vedere (e premiare) quelle storie che raccontano realtà diverse, che ti portano in un mondo inaspettato e sono capaci di coinvolgere, emozionare, stupire. Il film di Carpignano possiede tutti questi requisiti e può dunque aspirare ad arrivare in finale.
“A Ciambra” testimonia inoltre l’attuale varietà del cinema italiano, emersa all’ultima Mostra di Venezia: oggi i nostri registi sono capaci di spaziare dalla commedia al noir, dal dramma al musical, al thriller, al cartoon d’autore. In attesa delle nomination, non ci resta che fare il tifo per i rom di Carpignano. Sabato 30 Settembre 2017, 10:27
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5 di 52 commenti presenti
2017-10-18 17:00:00
Terrestre CC, cosa percepisco, che scenario apocalittico. A tanto degrado sono scesi i media dopo la mia partenza dalla Terra? Cosmici abbracci! (; - BdV/Anchise
2017-10-16 08:13:26
carissima gloria, xché nn fare un film su zoro (nn zorro) nato bianchi e in bianco x gli ascolti deficitari e sgarrupati nella bubu/lasettete? con quell'aria un po' così, come di uno uscito da sotto un tram , che inveisce bonariamente verso l'autista e poi vi sale dimentico di convalidare il ticket, lui fa l'elogio involontario di partiti ormai decotti. appare come un implacabile fustigatore di tutti quei figlietti togliattiani,ormai destrorsi e imborghesiti con attico cittadino e seconda casa al mare. coinvolge ahimè il grande giornalista vice dell'espresso, marco da milano, che bontà sua, sorride alle presunte argute critiche politiche del nostro. insomma x farla breve, dopo le serie tv di gomorra, quelle dei santi, dei don matteo, dei coliandro, mi sfiora un dubbio atroce: ma ce li meritiamo tutti questi come spettatori e come enotrii? e allora tutti su pandora,almeno colà regna una sorta di qualunquismo sottoscritto x legge.
2017-10-16 23:29:49
Diletto, terrestre, nonché vincente cugino, non qualunquismo vige qui da noi, ma meritocrazia gerarchica. Non vi imbarcate in tediosi viaggi interstellari, qui i flussi migratori sono chiusi e i permessi di soggiorno umanoiditari sono rilasciati dagli Ikran a colpi di becco. A proposito di niente, avrei una domanda. Che cos'è la tv? Appandorati abbracci! *** (; - BdV/Anchise
2017-10-20 10:21:05
se ti riferisci,carissimo os, alla tv nostrana,intesa come mammetta/mammana rai, direi che il nulla cosmico è nulla appetto a lei. paghiamo una tassa x possesso ,anticostituzionale,e x avere la cassa di risonanza del potere contingente. una barca sfondata che ruba soldi pubblici,in passivo anche se incassa in "bolletta" (che paradosso). scimmiotta abusivamente come servizio pubblico la tv commerciale,inondandoci di pubblicità. supporta con spot (ma chi paga?) la multinazionale dello spirito con lo scippo anche se volontario, dell'8x1ooo, o ci condanna invariabilmente all'ora di pranzo a prenderci carico della fame dell'africa, sperando di farci fare un esame di coscienza pro domo altrui. su telethon meglio nn dire, se latita la chiarezza o la rendicontazione delle somme incassate. se nn basta,che dire se nn .....co(s)mici abbracci?
2017-10-04 10:52:30
gli americani adorano identificarci con pizza, spaghetti e mafia, certo che piacerà...a loro! Saluti, Lucia.
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