Rimini, trovati i cadaveri dei tre dispersi del naufragio: il bilancio sale a quattro morti e due feriti

Rimini, trovati i cadaveri dei tre dispersi del naufragio: il bilancio sale a quattro morti e due feriti
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Mercoledì 19 Aprile 2017, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 20 Aprile, 14:33

Non hanno fatto in tempo a lanciare il "mayday". Quando si sono resi conto che il Bavaria di 15 metri su cui viaggiavano era diventato ingovernabile, la situazione è precipitata nel giro di pochi minuti. Attimi che per quattro membri dell'equipaggio del "Dipiù", la barca a vela che ieri pomeriggio si è schiantata contro la diga foranea all'imboccatura del porto di Rimini, sono stati fatali.

La Procura di Rimini ha aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio colposo e l'imbarcazione è stata posta sotto sequestro. Solo due delle sei persone - 5 veronesi e un vicentino - che erano a bordo sono sopravvissute: Luca Nicolis, 39enne titolare della "Bottega del vinO" di Verona, dimesso dall'ospedale Infermi in tarda mattina, e Carlo Calvelli, 69enne otorinolaringoiatra ancora ricoverato. Le vittime sono Alessandro Fabbri, cardiologo 66enne; sua figlia Alessia, notaio 38enne fidanzata di Nicolis; Enrico Martinelli, 68 anni, ex dirigente della Valdadige, ed Ernesto Salin, 64 anni, ingegnere di Camisano Vicentino.

La barca apparteneva ad Alessandro Fabbri. L'aveva acquistata una decina di anni fa e dopo l'estate era stata portata in un cantiere a Ravenna per manutenzione. Ieri l'equipaggio era partito tra le 12.30 e le 13 da Marina di Ravenna in direzione Trapani. L'allerta meteo era già stata diramata ma i passeggeri avevano comunque deciso di salpare, confidando di potersi fermare lungo il tragitto se le condizioni del mare fossero peggiorate. Così è stato. Intorno alle 16, arrivati all'altezza del porto di Rimini, hanno chiesto e ottenuto, via radio, il permesso di attraccare. Ma qualcosa è andato storto nelle fasi di avvicinamento al porto canale. Il motore si è praticamente bloccato e l'imbarcazione è diventata ingovernabile, finendo in balia delle onde che l'hanno scaraventata contro la diga foranea.

La barca si è ribaltata e gli occupanti sono stati catapultati in mare. I primi soccorsi sono stati prestati da un fotografo riminese che era in zona e che ha lanciato l'allarme. Il primo ad essere tratto in salvo è stato Nicolis, finito sulla scogliera, e dopo di lui Calvelli, recuperato in mare con un gommone dei Vigili del Fuoco. La prima vittima, Enrico Martinelli, è stato trasportato dalla corrente e trovato sulla spiaggia libera poco dopo il naufragio. Le ricerche sono proseguite tutta la notte. Le altre tre vittime sono state trovate questa mattina: due incastrate tra gli scogli e una trascinata dalla corrente all'altezza del bagno 44, a circa due chilometri e mezzo dal porto. A Rimini sono arrivati anche i parenti delle vittime. Il sindaco Andrea Gnassi ha sottolineato che «oggi è un giorno di dolore per tutta la comunità riminese» e ha ricordato la tragedia del Parsifal, imbarcazione travolta da una tempesta, nel novembre del 1995, durante una traversata atlantica. Morirono sei riminesi.

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