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Roma

Risonanza magnetica, giungla di tariffe:
dai privati costa meno dell'intramoenia

Il ticket è di 51,15 euro ma la lista d'attesa è lunghissima:
ottobre al Cto, marzo 2012 al San Giovanni e Ptv

Un ambulatorio per la risonanza magnetica

ROMA - La prima risonanza magnetica lombo sacrale a ottobre al Cto o al policlinico Casilino. Gli appuntamenti successivi passano a marzo 2012 al San Giovanni o al Policlinico Tor Vergata. Sul sito della Regione (http://www.regione.lazio.it/rl_sanita/tempiattesa/tq.php) dove è possibile controllare i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, l’aggiornamento è fermo al marzo scorso ma anche a marzo la situazione non era rosea: 145 giorni per il policlinico Casilino, 156 per il Cto, 208 all’oepdale di Rieti e 287 all’ospedale Grassi di Ostia.

Al centralino del Recup l’operatrice è gentile ma non ha la bacchetta magica e quindi chi ha bisogno di un esame molto urgente è costretto a rivolgersi al privato o alle prestazioni in intramoenia addentrandosi però in una giungla di prezzi nella quale è difficile trovare una logica alla richieste. Per capire meglio bisogna partire da un dato: il ticket per una rmn lombo sacrale ammonta a 51,15 euro, un esame in intramoenia varia dai 150 ai 300 euro (le tariffe vengono stabilite dalle Asl contrattandole con il medico) mentre il privato può chiedere cifre che oscillano tra 80 e 500 euro. «Dipende dalle coperture che hanno i singoli poliambulatori. Chi se lo può permettere può applicare delle tariffe sociali per andare incontro ai pazienti - commenta Claudia Tulimiero Melis, presidente della sezione sanità della Federlazio - mentre in altre cosi la richiesta serve appena a coprire le spese. Su tutto bisogna anche denunciare che non c’è una vera analisi del fabbisogno delle prestazioni diagnostiche e quindi ci ritroviamo senza una programmazione serie e liste d’attesa paurose».

«L’intramoenia, anche se è una legge, diventa una sorta di truffa per il paziente - denuncia Giuseppe Scaramuzza, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato -. Con il Recup si può monitorare una parte dell’intarmoenia ma solo una parte. Sarebbe interessante mettere in piedi un sistema di controllo per unire i dati dell’attività istituzionale con quelli delle prestazioni che i medici effettuano a pagamento nelle strutture pubbliche. Poi c’è la selva delle tariffe che aumenta il disorientamento dei cittadino che ha bisogno di un servizio per curarsi». Insomma, la speranza è quella di non avere mal di schiena altrimenti bisogna avere tanta pazienza o un bel portafogli.

Lunedì 09 Maggio 2011 - 16:05
Ultimo aggiornamento: -
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