A Casaprota la sagra della bruschetta.
Fiere in Toscana e Veneto

ROMA - Bruschetta con olio di Casaprota, zuppa di farro al tartufo, spaghetti all’Amatriciana cucinati per l’occasione dall’omonima Proloco e, poi, frittelli di cavolfiori locali pastellati. È il gustosissimo menù del viaggio enogastronomico sabino che la Proloco di Casaprota organizza, il 30 gennaio prossimo, per la 49° Sagra della bruschetta fatta rigorosamente con pane artigianale “passato” sulla brace per esaltare al meglio il pregiato olio extravergine casaprotano giacché il paese si trova proprio al centro dell’area di produzione dell’olio sabino Dop. Per l’occasione verrà riaperto l’antico frantoio del 1700 “Mola Marri”. Negli stand, disseminati lungo un suggestivo percorso in salita a cui fanno da cornice i folti boschi dei dintorni, piccole produzioni di eccellenza gastronomica sabina, frutto di una minuziosa ricerca della Proloco locale che intende così contrapporsi alla standardizzazione del gusto con una ricca proposta di antichi sapori e di prodotti genuini frutto della tradizione casaprotana. Sarà possibile degustare il pane dell’antico forno, il vino DOC Colli Sabini di Magliano, la mozzarella di bufala e i salumi reatini, i fagioli, il farro, il tartufo, le marmellate e le mele di Amatrice, le patate del Leonessano, il miele, le castagne del Cicolano, la cicerchia e i legumi del Turano fino alla gustosissima birra artigianale di Cittareale. Nella Sala Conferenze verrà inoltre allestito un wine shop per la degustazione e per l’acquisto di vini di varie località italiane. A fare da cornice alla manifestazione la 6° edizione della mostra-mercato del prodotto tipico della Provincia di Rieti e un’esposizione dell’artigianato locale. Per chi vuol dedicarsi alle escursioni, tracce del passato testimoniate da rovine romane e medievali con tesori d’arte ben nascosti saranno l’ambientazione degli itinerari da porte fare a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Se ci spostiamo in Toscana e precisamente a Pontremoli, nota come “Città del Libro” per il legame che questa città ha con i testi scritti fin dal 1458, quando, a neppure due anni dall'invenzione della stampa, ci fu la prima Fiera del libro, troviamo il Falò di San Geminiano che viene fatto il 31 Gennaio 2010, come ogni anno nel giorno del Patrono. Alle 19:00 presso il ponte della Cresa i contradaioli di S.Geminiano brucerranno il Falò. Giovani e vecchi si ritrovano insieme fin dai mesi estivi per perpetuare una suggestiva sfida: la raccolta dei “bochi”, l’apprensione per la tenuta del tempo, la preparazione della pira attorno al palo, la “guardia” per evitare le intrusioni notturne degli avversari finalizzate ad accendere le preziose fascine in anticipo finchè alla sera, dopo le funzioni vespertine, i ponti si riempiono di gente. Attraverso il falò si può viaggiare indietro nel tempo, quando dal fuoco dipendeva la vita o la morte delle comunità. Le fascine dei fuochi a Pontremoli, hanno radici antiche. Le festività del "dio del fuoco" erano celebrate all'inizio della stagione più fredda dell'anno per invocare la sua presenza vitale contro il freddo dei mesi invernali. Scomparso il culto pagano, i falò sono legati a feste patronali o ricorrenze della religione cattolica. In alcuni luoghi sono diventati il simbolo festoso di rivalità fra i campanili. Uomini laboriosi preparano per l’occasione delle grandi cataste di legna e arbusti, li ammucchiano in modo strategico e vi danno fuoco e le fiamme arrivano anche a 30 metri di altezza.

Nella città di Bene Vagienna a Cuneo oltre 300 bancarelle di antichità e collezionismo nel centro storico vengono disposte il 30 gennaio per l’evento dedicato all’antiquariato dove ci saranno occasioni di scambio di oggettistica di vetro, carta, ceramica e non solo. Per chi si vuole dedicare alle escursioni dal punto di vista naturalistico l'area della Riserva archeologica, immersa in un paesaggio planiziale intensamente coltivato, ospita specie animali e floristiche un pò ovunque.
Martedì 25 Gennaio 2011, 14:13 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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