Sciopero Flightcare

Noi non siamo l'Alitalia. Non è lo stesso, ma nessuno parla di noi e persino i giornalisti continuano ad associarci come se non avessimo un'identità, sconosciuti quanto invisibili agli occhi dell'opinione pubblica.

Un tempo non troppo lontano, eravamo ADR-Aeroporti di Roma (e ci davano persino la strenna di Natale, l'agenda e il cartoncino d'auguri, pensa un po'!) il nostro lavoro era professionalmente riconosciuto, equamente pagato e ambito. Grazie al premio di produzione avevamo la percezione che l'azienda gradisse condividere con noi i suoi profitti, riconoscendoci meritevoli ed artefici dei buoni risultati ottenuti sul campo. I turni erano decorosi, lo stipendio equo, il personale preparato e contento di far parte di un'azieda al tempo prestigiosa. Parliamo di una manciata di anni fa...

Strumentalizzando una tragedia mondiale, nella necessitÓ di far fronte alla crisi che si prospettava, in breve tempo ci hanno parcellizzati, venduti, trasformati e tartassati in quanto considerati solo dei costi (noi?). Via il premio di produzione, via questo, via quello... gradualmente e senza pudore ci Ŕ stato tolto tutto, sopratutto la qualitÓ della vita, nell'impossibilitÓ oggettiva di pianificare persino il presente. Turnazioni folli (un weekend libero ogni tre mesi e mezzo, quando previsto, mica male!) niente ferie (soltanto i periodi intermedi tra un contratto e l'altro peraltro con proroghe a sorpresa il giorno stesso della scadenza, tempi di assunzione infiniti (e poi, dopo anni e anni di stagioni assunti "come"? Part time a 500 euro al mese? E dopo quanti anni ti degnano di un misero livello?).

Non c'Ŕ azienda pi¨ florida e redditizia nel lungo periodo di quella che sappia motivare il personale, che mantenga un'interazione costruttiva, che sappia apprezzare e premiare il merito dei singoli, che non crei uno scollamento con chi nell'azienda non si riconosce pi¨, se non per la divisa che porta. Ed ora... ancora a rosicchiare sulla nostra pelle... via gli esuberi, via la tolleranza sulla timbratura in entrata e in uscita, via la mensa, via il parcheggio (perchŔ Ŕ facilissssssimo e comodo parcheggiare a Fiumicino, tanto pi¨ all'alba e di notte) e altre voci in busta paga che, per chi guadagna giÓ una miseria, non sono irrilevanti ma fondamentali.

Peccato che l'azienda ci consideri soltanto dei costi, noi... noi... che siamo quelli che fanno sý che l'aeroporto funzioni , che si vendano biglietti, che siano imbarcati passeggeri, che ci sia assistenza in partenza e in arrivo, che siano caricati e scaricati bagagli... Noi che siamo quelli che sopportano le lamentele infinite ma legittime dei passeggeri per il pessimo servizio (ma del resto qualcuno ha interesse ad informare correttamente la gente?).

Nessuno si domanda cosa ci sia dietro queste persone a volte scostanti e demotivate e, con questi stipendi da fame e a queste condizioni, l'azienda spreme come limoni, gli "stagionali" sempre pi¨ in erba e alla prima esperienza lavorativa. Gli "anziani", considerati inutili e irriciclabili nel mercato del lavoro, stringono i denti giorno per giorno, subendo impotenti l'arroganza e la spocchia di chi, a fine mese, se la ride e pure parecchio.

Noi saremmo "facinorosi"? Noi saremmo quelli che "non hanno voglia di lavorare"? Noi saremmo quelli da "segnalare" perchŔ abbiamo osato lamentarci? Noi saremmo quelli che "dobbiamo ringraziare l'azienda se abbiamo questo posto di lavoro"? Io non sono e non lotto contro nessuno ma oggi pi¨ che mai devo fare qualcosa per me, me lo devo, per la vita che voglio e merito di avere. Resto una persona che lavora sodo, che ha una testa che pensa e una bocca che non ha paura di parlare; oggi pi¨ che mai mi accorgo di essere in ottima compagnia. Siamo tanti e non possiamo sopportare oltre. Buone feste anche a voi.

Francesca O.

(28 novembre 2009)
Sabato 28 Novembre 2009, 21:28 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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