Telecom, approvato piano 2009-2011
Fossati: taglio dividendi accettabile

Franco Bernabè, ad di Telecom (foto Luca Bruno - Ap)
MILANO (2 dicembre) - Via libera oggi al piano industriale 2009-2011 di Telecom che mercoledì l'ad Franco Bernabè illustrerà a Londra. Il semaforo verde è arrivato dal consiglio di amministrazione dopo una riunione fiume durata oltre nove ore: nella mattinata, assenti i rappresentanti spagnoli di Telefonica in ottemperanza agli impegni assunti con l'Anatel, l'authority per le tlc brasiliana, si è parlato del Brasile, dove Telecom opera attraverso Tim Brasil, terzo operatore mobile del Paese. Nel pomeriggio, con l'arrivo dei vertici di Telefonica, Cesar Alerta e Julio Linares, la discussione si è allargata a tutto il gruppo. In Borsa il titolo intanto si riprendeva dopo la caduta di ieri chiudendo con rialzo del 3,37% a 1,04 euro.

Il piano. Dal piano gli analisti si aspettano non si aspettano annunci di operazioni straordinarie, né indicazioni su cambi di perimetro od operazioni sul capitale ma un piano organico, ovvero con un focus sull'attività ordinaria e le proiezioni al 2011 del core business con tassi di crescita in linea con quanto già annunciato a marzo (taglio di 1,2 miliardi di euro ai costi, crescita dei ricavi tra l'1 e il 2%, riduzione del rapporto tra debito e margine operativo lordo a circa 2,5 volte a fine periodo, investimenti per circa 15 miliardi).

Telecom ha recentemente escluso la cessione di Tim Brasil e anche sulla rete non sono attesi colpi di scena, anche perché il percorso attivato da Bernabè è quello dell'Open Access, sul quale il dialogo con l'Authority delle Tlc si sta avviando alle battute finali.

La questione dei dividendi. Attenzione puntata sulle decisioni in materia di politica dei dividendi, dove gli analisti scommettono su una leggera riduzione del pay-out. Un taglio al dividendo «sarebbe accettabile» per Marco Fossati, presidente di Findim, azionista di telecom con il 5,4%: «di questi tempi - ha spiegato - sarebbe come un aumento di capitale». Fossati, che a inizio settembre aveva presentato quelle che aveva definito «linee guida strategiche sulla società» a Bernabè e al presidente Gabriele Galateri di Genola sottolineando come fossero state «apprezzate», si è detto contrario alla cessione di Tim Brasil e favorevole allo scorporo della rete a patto che non finisca nelle mani dei concorrenti.

Conclusa l'indagine conoscitiva sulle tlc della commissione Trasporti della Camera: una «separazione almeno funzionale» e la creazione di una «Società delle reti (a controllo Telecom o controllo dei mercato)» sono le linee da seguire per fare in modo che «la rete diventi accessibile a tutti gli operatori e garantire così un migliore sevizio a prezzi più competitivi».
Martedì 2 Dicembre 2008, 22:46 - Ultimo aggiornamento: 30 Novembre, 00:00
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