Lotta al parassita del mais con il drone che spara insetti intelligenti

di Francesca Filippi
Per la lotta al parassita del mais scendono in campo anche i droni. Come quello ideato da Lorenzo Rimondi, 38 anni, titolare di un’azienda – la Archidron Italy di Bologna – che progetta, realizza e vende questi strumenti per qualsiasi applicazione.

“Dalla produzione di droni per riprese video e foto aeree, ho deciso di progettare un apparecchio utile per la lotta biologica alla piralide del mais, parassita ostinato. Questo drone – spiega Rimondi a Messaggero Tv - ha una particolarità: tramite dei sensori che si trovano a terra, all’interno di una coltivazione di mais per rilevare la presenza di malattie, parassiti e problemi legati all’irrigazione (troppa o troppo poca), interviene depositando insetti “utili” e intelligenti, che vanno ad aggredire la piralide. Ma questo strumento può essere utilizzato anche in altre coltivazioni”.



Un prototipo del drone Archidron è stato presentato in occasione della Maker Faire Rome 2015. “Una vetrina molto interessante per il suo lancio – afferma Rimondi – e visto il successo della manifestazione sono già moltissime le richieste. Gli allevatori interessati al servizio di lotta biologica integrata alla piralide con questo sistema integrato per il monitoraggio e trattamento delle coltivazioni, il cui costo è di circa 1500 ero, possono contattare il sito web www.archidron.it”. Oltre al drone, anche i sensori sono realizzati con materiali rigorosamente made in Italy. “Un motivo in più di orgoglio” conclude il maker bolognese.
Domenica 18 Ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento: 21:51

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