Pontecorvo, Aggressione in canonica, la madre
di Massimo chiede perdono a don Luigi

La concattedrale di Pontecorvo
di Vincenzo Caramadre
 “A nome di mio figlio Massimo, chiedo perdono a Lei, Don Luigi, e anche a tutti quelli a cui ha offeso o fatto del male”.
Si apre così la lettera, accorata, che la madre del 37 enne Massimo Zurlo - morto il primo settembre scorso, dopo 10 giorni di agonia - ha scritto di proprio pugno e inviato a don Luigi Casatelli, arciprete della Concattedrale San Bartolomeo di Pontecorvo.
La missiva è stata letta in cattedrale domenica scorsa.
Parole di perdono, di misericordia divina e di dolore, tanto dolore, quel dolore unico che solo un madre che ha perso un figlio può provare, quelle scritte dalla donna.
Le stesse parole di perdono e di preghiera pronunciate da don Luigi, la sera del 19 agosto scorso, qualche ora dopo aver subito la violenta aggressione in canonica e dopo aver appreso che l'uomo, ritenuto dai carabinieri il suo aggressore, era caduto nella fuga ed era stato elitrasportato in gravissime condizioni all’Umberto Primo di Roma.  "L'ho perdonato. Siamo cristiani, preghiamo per lui", aveva detto don Luigi ai suoi più stretti collaboratori.
 
LA LETTERA 
“Lo avevo preso vicino a me – scrive la madre di Massimo -, affinchè si rifacesse una vita e vie era quasi riuscito.
L’ultima volta che l’ho sentito al telefono, quel sabato, aveva una voce tristissima e mi è rimasto il rimorso di non averlo richiamato. Ma anche se l’avessi fatto, da quell’ora in poi aveva chiuso il telefono. E non solo il telefono, aveva chiuso il cuore alla speranza che i problemi si possono risolvere diversamente. Il nemico di Dio fa questo: ti isola e ti lascia nella disperazione. Non sono parole, queste, per scusare il gesto di mio figlio, ma solo per capire gli ultimi suoi momenti. 
Ringrazio Lei, don Luigi, che da degno sacerdote quale è, l’ha perdonato e ha chiesto di pregare per lui. Ringrazio, da parte del signore, - conclude la donna - quanti pregheranno per Lui”. 
 
La lettera a don luigi Casatelli è giunta a metà settimana scorsa, per cui una volta verificata la genuinità dell’indirizzo dal quale proveniva ha deciso di renderla pubblica. Un gesto umano e di fede, quello della donna, emblematico che non poteva rimanere privato.
 LE PAROLE DI DON LUIGI 
“Rendendo pubblica la lettera che mi è giunta – ha spiegato don Luigi -  ho inteso far comprendere a tutti i fedeli l’importanza del perdono chiesto dalla madre di Massimo”.
Poi, don Luigi, ha aggiunto: 
“I motivi per cui avvengono alcune vicende tristissime non li sapremo mai, ma sappiamo con certezza che dal male può venire anche il bene, cosa che, umanamente parlando è incomprensibile. Le vie del Signore e i pensieri del Signore non sono nostri, è altrettanto certo che egli ama tutti e usa misericordia a tutti”.
La lettera, come accennato, è stata letta ai fedeli durante tutte le messe celebrate domenica scorsa nella cattedrale di Pontecorvo.
La comunità di fede, si è commossa dinanzi al gesto della madre di Massimo e, ancora una volta, si è stretta in preghiera per lui.
Ieri mattina, don Luigi, ha inviato una lettera di risposta alla donna che vive fuori Pontecorvo. Una lunga missiva che però rimarrà privata.
“E’ giusto così”, ha concluso don Luigi. 
Martedì 12 Settembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 16:04

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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-09-12 21:13:19
Chiedo scusa non sapevo che il ragazzo è morto, pace alla sua anima.
2017-09-12 21:11:18
Ogni MADRE cerca di difendere il proprio figlio ed è giusto, ma le scuse era il figlio che doveva chiederle.
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